Elizabeth Jane Howard.
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Il tempo dell'attesa.
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Parte 3.
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Titolo originale: Marking Time. 1991.
Traduzione di: Manuela Francescon.
2016. Fazi Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Zo sent piangere Juliet non appena mise piede sul vialetto e, quando la casa fu in vista, gi correva. Presto fu senza fiato. Sapeva gi da Mill Farm di essere in ritardo, perch aveva i seni gonfi e doloranti, ma non aveva potuto lasciare da solo il poveretto per cui era venuta a leggere e aveva aspettato che l'infermiera le desse il cambio. Immagin che Ellen non fosse con Juliet, che fosse caduta dalla cesta e si fosse fatta male: nella fretta il cardigan le rest impigliato al paletto del cancello e, cercando con impazienza di liberarlo, si strapp una tasca. In corridoio per poco non si scontr con Eileen che reggeva un vassoio di posate d'argento da mettere a tavola per cena. Arrivata in cima alle scale, aveva una fitta al fianco ma fece comunque di corsa il corridoio per raggiungere la sua stanza. Ellen camminava su e gi tenendo in braccio Juliet, che aveva il visetto paonazzo e scosso dalle urla regolari con cui dava sfogo alla sua rabbia. Ha solo fame, disse Ellen. Questa signorina ci tiene a mangiare sempre in orario.
Zo si sedette sulla poltrona dallo schienale alto, si sbotton la camicetta, si sganci il reggiseno e si liber dei tamponi ormai zuppi. Ellen le pass la piccola che era irrigidita e sudata dopo quel lungo pianto e la sistem nell'incavo del braccio della madre. La bambina fece dei movimenti casuali con la testa, quasi ciechi, prima di trovare il seno, e allora il corpo si rilass all'istante e le apparve in volto un'espressione seria ed estatica. Non la faccia succhiare troppo in fretta, le consigli Ellen, ma nel suo tono c'era adorazione e Zo pot staccare un momento gli occhi dalla sua creatura per guardarla.
Ci star attenta. Ellen le pass un panno da applicare all'altro seno da cui stava colando il latte e poi usc zoppicando dalla stanza: i reumatismi la facevano penare molto.
Zo accarezz con le dita le ciocche umidicce e gli occhi della bambina, che erano fissi sui suoi con quell'espressione di totale abbandono di cui Zo non si stancava mai. Si accigliarono un momento per l'interruzione, poi tornarono all'abituale fermezza. Adesso aveva una carnagione deliziosamente rosea: i piedini nudi che si arricciavano di piacere le facevano venire voglia di coprirli di baci, ma sapeva che un'interruzione del pasto non sarebbe stata accolta con favore. Hai l'attaccatura a punta, disse, passando in rassegna le sue molte perfezioni. Le setose sopracciglia ben disegnate, i meravigliosi occhietti spalancati che avevano ancora il colore dell'ardesia bagnata ma che, le avevano detto, probabilmente sarebbero cambiati, il grazioso nasino, la bocca irresistibile, rossa come una ciliegia, la testa coperta di capelli biondi rossicci, di una forma perfetta, simile a quella di una nocciola... era ora di farle fare il ruttino. La sollev e se la mise sulla spalla, carezzandole la schiena. Juliet emise qualche gemito e poi rutt - era la bambina perfetta.
Era stata la Duchessa a proporle di dare una mano alla casa per convalescenti che era stata allestita a Mill Farm il pomeriggio, e lei, quasi spaventata dalla totalit del suo attaccamento a Juliet, aveva accettato di buon grado. La Duchessa era stata davvero buona con lei, e Zo teneva moltissimo al suo giudizio. Le aveva dato lei la notizia di Rupert, due giorni dopo il parto e non prima che le fosse salito il latte. Aveva pianto - lacrime fragili e intermittenti -, ma quell'evento le sembrava irreale, distante in un modo che le impediva di provare veramente quello che ci si aspettava da lei, ovvero angoscia, speranza all'inizio magari, ma sempre pi debole man mano che i giorni passavano. Non poteva assimilare l'idea che lui fosse morto e che lei non lo avrebbe mai pi rivisto. Non poteva pensarci e non aveva intenzione di farlo. La Duchessa, che si fosse o meno accorta di tutto questo, non aveva forzato una sua reazione. Si era limitata a darle la notizia lasciandola libera di accettarla o meno, a seconda del suo desiderio. E lei non aveva voluto accettarla. C'era stata solo una volta, con Clary, in cui aveva toccato per un secondo la terribile, inconcepibile realt, e subito se ne era ritratta, rifugiandosi nel fatto che Juliet esisteva, che era sua. Non posso, aveva detto a Clary. Non posso pensarci adesso. E Clary aveva detto. Va bene cos. Non devi pensare che  morto. Perch non lo . E non ne aveva mai pi parlato. Da quasi tre mesi ormai Juliet era tutta la sua vita: allattarla, farle il bagno, cambiarle i pannolini, giocare con lei, portarla a passeggio sulla vecchia carrozzina di casa Cazalet. La notte dormiva e non sognava, e per una specie di magia si svegliava sempre qualche minuto prima che Juliet reclamasse la sua poppata mattutina: era il momento che preferiva, quando sembrava che al mondo esistessero solo loro due. La guerra per lei era una realt remota: non ascoltava i notiziari alla radio, non leggeva i giornali. Trascorreva ore a realizzare eleganti ed elaborati abitini da far indossare a Juliet quando fosse diventata un po' pi grande, graziosi completini con impunture e ricami e, qualche volta, orli guarniti col fine pizzo fatto a mano che le aveva regalato la Duchessa. Sybil le era diventata amica in modo delicato e senza chiedere ricompense: adorava Juliet e le piaceva parlare di bambini nel suo tono sapiente e rassicurante. Le aveva fatto tre golfini all'uncinetto e le aveva mostrato come tagliare le unghie alla piccola di modo che non si graffiasse il viso. Poi, due settimane prima, la Duchessa le aveva proposto di andare a dare una mano a Mill Farm, dove c'erano molti soldati dell'aeronautica con ferite terribili, perlopi ustioni, che soggiornavano l tra un'operazione e l'altra. Hanno bisogno di qualcuno che faccia loro un po' di compagnia, aveva detto la Duchessa. Ho parlato con la direttrice. Sono lontani da casa, i familiari non possono venire spesso a trovarli. E credo che ti farebbe bene uscire di pi. Non era stato proprio un ordine, ma Zo aveva capito che da lei ci si aspettava obbedienza. Era stata Villy a metterla in guardia. Le ustioni rendono strane le persone, ma questo non l'aveva minimamente preparata a ci che avrebbe trovato a Mill Farm.
 davvero buona a venire a darci una mano, Mrs Cazalet, le aveva detto la direttrice la prima volta che era andata l. Siamo una piccola unit, ma a tutti serve molta assistenza e siamo a corto di personale: solo quattro infermiere, una sola la notte.
Non ho mai fatto l'infermiera, aveva detto Zo allarmandosi.
Oh, no. Non  questo che ci aspettiamo da lei. No, hanno bisogno di compagnia, di qualche faccia nuova. Qualcuno vorrebbe che gli si leggesse qualcosa. Credo che la faremo cominciare con Roddy. Ha bisogno di scrivere una lettera, e dopo pu aiutarlo a prendere il t. Stava precedendo Zo lungo il corridoio verso una cameretta che, fino a quando la casa era stata occupata da Villy, era appartenuta a un bambino e ora era arredata con un alto letto per degenti, un comodino con un cassetto, uno sportello e una sedia per i visitatori. Mrs Cazalet  venuta a trovarla, sottotenente Bateson, disse la direttrice in tono allegro e tranquillo. Avrete tutto il tempo per la sua lettera, prima che venga servito il t. Povera me, questi cuscini scivolano, vero? Le do qualcosa su cui posare il piede.
Il sottotenente Bateson, seduto con la schiena contro il cuscino, volt lentamente la testa verso Zo, mostrandole il lato destro della faccia coperto da uno strato di pelle eccessivamente sottile, violaceo e lucido, che gli sollevava il labbro in un sorriso asimmetrico. Gli mancava l'occhio destro e quello restante non sorrideva. Aveva le braccia steccate e pesantemente bendate fino ai gomiti che giacevano su due cuscini posati ai lati del bacino.
Salve, disse Zo senza sapere come proseguire.
L c' una sedia, disse lui. Si sedette. Il silenzio fu rotto dalla direttrice che tornava reggendo un guanciale. Ripieg lenzuolo e coperta fino ai piedi del letto, e Zo vide che anche una gamba era steccata. Il sottotenente Bateson l'ha fatta davvero, la guerra.
Ne avrei fatto a meno volentieri, direttrice. Guard Zo, che ebbe l'impressione che il sottotenente volesse farle l'occhiolino.
Bene, stava dicendo la direttrice come se lui non avesse aperto bocca. Prema la gamba sana contro questo. Dovrebbe aiutarla a restare dov'.
Non so proprio come potrei andarmene, direttrice.
Lei fin di sistemargli le coperte, lisciandole. Deve stare bello comodo, disse poi; aveva un tono pragmatico e insieme affettuoso. Il blocco della carta  nel cassetto, Mrs Cazalet. E se ne and di nuovo. La sua assenza gett Zo nel panico; non sapeva se guardarlo o no, ma lui le venne in soccorso dicendo: Non  un bello spettacolo, eh?.
Allora lei lo guard e disse: A quanto pare lei se l' vista brutta, e si accorse che l'uomo si rilassava un po' sui cuscini. Si alz per prendere il blocco dal cassetto, che conteneva anche una penna stilografica. Vogliamo occuparci della sua lettera?.
Va bene.  per mia madre. Non sono molto bravo a scrivere lettere, temo.
Cara mamma. Vi fu un lungo silenzio, poi la vista di lei con la penna a mezz'aria parve stimolarlo. Come stai?  un bel posto, qui. Rester qualche settimana, finch non mi riporteranno a Godalming per la prossima operazione. Dicono che sto andando molto bene. Il cibo  buono e si prendono molta cura di noi. Segu un lungo silenzio, poi aggiunse rapidamente. Spero che a pap piaccia far parte della Milizia Territoriale e che il tuo lavoro in mensa non sia troppo faticoso. Ringrazia Millie per la cartolina.
Piano, disse Zo. Non riesco a starle dietro.
Mi scusi.
Di niente. Eravamo rimasti a zia Millie.
Non  mia zia,  il cane, disse. Poi aggiunse: Dice che pu bastare? Non mi viene in mente altro.
Non  neanche una pagina.
Oh... Ah, ecco: per favore telefona a Ruth e dille di non venire. Raccontale che non si possono ricevere visite, qualunque cosa, ma non voglio che venga qui. Spero che la lettera ti arrivi.... Si ferm. Non ci siamo, eh?. Zo cap che stava cercando di sorridere e si sent salire le lacrime agli occhi. Scriva solo: il tuo affezionato figlio, Roddy, disse.
Quand'ebbe trovato una busta, scritto l'indirizzo, riletto la lettera a Roddy e imbustato il foglio, arriv l'infermiera con due tazze di t e un piatto di tramezzini su un vassoio. La direttrice mi ha detto che ci pensa lei a dargli il t. C' una cannuccia, disse. Sta abbastanza comodo?.
Sto bene, infermiera. E lei?.
Non mi lamento, rispose la donna. Aveva deposto il vassoio sul comodino e gli stava sistemando i cuscini, quelli dietro la testa e quello che gli sosteneva il braccio sinistro. Oggi non mi cambiate le bende?, domand il paziente, e Zo colse nel suo tono una nota di ben dissimulata apprensione.
Stasera no, disse l'infermiera. Per stasera la lasciamo in pace. Chiami se ha bisogno di qualcosa.
Adesso toccava a lei dargli da mangiare, pens Zo con una fitta di paura perch non sapeva come fare. Mise la cannuccia nella tazza.
Di certo scotta. Non posso berlo cos caldo.
I sandwich, tolta la crosta, erano piuttosto smilzi. Avvicin la sedia al letto, ne prese uno e glielo port alla bocca. Lui prov a morderlo, ma Zo vide che riusciva a malapena a socchiudere la bocca e che gli faceva male, cos ne spezz un boccone e glielo mise fra le labbra. Sono un vecchio rottame, eh?, disse.
Davvero un vecchio rottame.
Quando sorride mi ricorda qualcuno. Un'attrice. Dapprima sembr limitarsi a tenere il cibo in bocca, ma poi deglut. Zo lo vide dai movimenti della gola ossuta.
Vive da queste parti, vero?.
S. Qui in fondo alla strada.
Vedo che  sposata.
S. Ci fu una pausa, poi lei aggiunse: Lui era in Marina.
Un pesante braccio steccato sfior maldestramente il suo. Mi dispiace molto, disse, e Zo vide arrossire la parte sinistra della sua faccia. Temo di non riuscire a sollevare il braccio. Mise gi il sandwich e con cura gli sistem il braccio sul suo cuscino. Mentre gli dava il resto del tramezzino, gli raccont di Juliet e lui fu cortese, ma non davvero interessato. Gli chiese se avesse fratelli o sorelle e lui disse di no, che era figlio unico. Aveva avuto un fratellino, ma era morto di difterite a otto anni. Le chiese di mangiare anche lei un tramezzino, perch lui non ne voleva pi e le infermiere insistevano sempre che doveva mangiare. Gli diede il t, tenendogli la tazza mentre succhiava con la cannuccia. Avevo voglia di una bella tazza di t, disse.
Appena ebbe finito di bere, Zo gli disse: Immagino non riesca a leggere, con le braccia in quello stato.
Non ci riuscirei comunque. Non ce la faccio con un occhio solo.
Se vuole, posso portare dei libri e leggerle qualcosa.
S, rispose. Qualcosa di leggero.
 stata molto gentile, disse goffamente quando Zo stava per andare via. Lo disse quasi controvoglia, come se nutrisse antipatia nei suoi confronti. Ma quando Zo fu sulla porta e gli sorrise, lui disse: Vivien Leigh! Ecco chi mi ricorda! Ha presente? IlpontediWaterloo. L'ho visto tre volte. Pu chiedere all'infermiera di venire qui, per favore?.
Un po' alla volta, dopo la prima visita, venne a conoscenza di altri dettagli della sua vicenda, soprattutto tramite la direttrice. Era riuscito a rimettere in assetto il suo aereo, ma era scoppiato un incendio nella garitta e lui si era rotto una gamba nel tentativo di uscire.  stato decorato per questo, le disse la direttrice. Quel giorno aveva abbattuto tre aerei. Aveva incubi tremendi. Aveva vent'anni, e volava solo da un mese, a parte l'addestramento. Quando Zo domand se sarebbero stati in grado di sistemargli la faccia, la direttrice disse che probabilmente ci sarebbero riusciti, ma che le braccia, e soprattutto le mani, erano cos gravemente ustionate che non sapevano cosa ne sarebbe stato. Poi aveva guardato fissa Zo e le aveva detto: Non  quello messo peggio. Non  nemmeno il caso pi grave fra i nostri. E i casi veramente gravissimi da noi non arrivano. Li tengono a Godalming. Aveva dato una piccola pacca sulla spalla a Zo e aveva aggiunto: Sta facendo un ottimo lavoro con lui. Ma si ricordi che  sotto shock. A parte il trauma dell'incidente, lo shock delle ustioni  sempre uno dei problemi principali. Come sta la piccola?. Le domandava sempre di Juliet, e un pomeriggio che Ellen aveva il giorno libero Zo la port a Mill Farm per mostrarla alla direttrice e alle infermiere. Vi furono molti, graditi, complimenti e urletti di ammirazione, e tutte volevano prenderla in braccio e le dicevano che era adorabile. Quando le suggerirono di mostrarla al sottotenente Bateson, Zo disse che non le sembrava il caso e loro non insistettero, ma ci che decise di fare si rivel addirittura peggio. Lasci Juliet con la direttrice, la quale doveva stilare dei rapporti e poteva darle un'occhiata, e and a fare un saluto a Roddy. Gli aveva letto le storie di Sherlock Holmes - dopo aver provato con Woodehouse che per lo aveva fatto ridere, cosa che gli provocava forti dolori. Gli disse che poteva fermarsi solo una decina di minuti. La cosa gli dispiacque, e quando Zo gli spieg che aveva portato con s la bambina, lui si chiuse completamente. Si offr di leggergli almeno le prime pagine di un racconto, lui disse che non ne aveva voglia e vi fu un silenzio imbarazzante. Cosa vuoi leggere in dieci minuti?, disse Roddy dopo un po'. Zo disse che le dispiaceva, ma che era il giorno libero della bambinaia. Lui le aveva voltato il viso, in modo tale da mostrarle solo il lato ustionato. Comunque sono stanco, disse. Sono stanco e non ne posso pi. Di tutto.
Zo si alz e disse che sarebbe tornata l'indomani.
Fa' un po' come ti pare, replic lui. Quando lei fu sulla porta, le disse: Non ti sembra un po' da snob avere la bambinaia?.
No, affatto, ribatt lei. Mi d una mano, e questo mi permette di venire a trovarti. Lo disse con un certo dispetto, e pi tardi se ne pent.
Ma qualche giorno dopo trov sulla sedia un pacchettino. Aprilo, le disse lui. Sembrava pi animato del solito. Forza!.
Era un giocattolo: una scimmietta bianca con le orecchie di feltro rosa e la coda.  per tua figlia, disse. Ho chiesto a una delle infermiere di sceglierla per me. Ha detto che  la migliore che ha trovato.
 deliziosa. La adorer. Grazie, Roddy. Hai avuto davvero un bel pensiero. D'istinto si chin a baciarlo, con la massima leggerezza, sulla pelle paonazza e lucida della guancia. Lui inspir con forza e Zo temette di avergli fatto male, ma poco dopo le disse con voce roca:  il primo bacio che ricevo da quando..., e dall'unico occhio cominciarono a uscire le lacrime, lente all'inizio, poi sempre pi copiose. Lei trov un fazzoletto e gli asciug le lacrime e lo aiut mentre tentava di soffiarsi il naso. Fu allora che le disse di Ruth, la sua ragazza: si conoscevano da poco; si erano incontrati in una sala da ballo; era un'ottima ballerina e aveva i capelli come Ginger Rogers. Si vedevano due volte a settimana, una per andare al cinema, una per andare a ballare. Lo facevamo un tempo, puntualizz stancamente. Lei gli aveva scritto una lettera in cui diceva che voleva fargli visita, quando era a Godalming, ma lui non le aveva risposto. Non voglio che mi veda, disse. E Zo, che in quelle settimane aveva imparato tante cose, non fece obiezioni e stette ad ascoltarlo in silenzio.
Poi torn alla sedia, prese la scimmietta e disse con noncuranza che secondo la direttrice le ferite sulla faccia potevano migliorare. E poi, aggiunse a mo' di conclusione, non si ama una persona solo per la sua faccia. O almeno, chi lo fa  un mostro.
Cosa te lo fa credere?.
Perch io ero quel genere di persona. Alla fine ti senti uno schifo. Un po' come essere amati solo perch si hanno molti soldi.
Lui ci pens su. Per  cos che si comincia, no? All'inizio una persona ci piace per il suo aspetto.
E poi ci piacciono altre cose. Se ce ne sono.
Ruth per ha tanti uomini che le girano intorno, disse lui. Le piace divertirsi, ballare eccetera. Ha solo diciotto anni,  molto pi giovane di me. Dopo questa conversazione, passarono pi tempo a parlare che a leggere, e Zo si rese conto che la lettura ad alta voce era stata per entrambi un modo per superare la timidezza.
Juliet era sfinita. Si era addormentata mentre poppava dalla seconda mammella: le sembrava un peccato svegliarla, ma doveva fare il ruttino ed essere messa sul vasino. Dato che Ellen non c'era, Zo decise di risparmiarle almeno il vasino.
Da fuori, sent sbattere delle portiere e and a vedere chi stava arrivando: due macchine. Da una usc Villy e dall'altra sua sorella. Da quando frequentava Mill Farm, andava pi d'accordo con Villy, ma la sua preferita restava comunque Sybil e decise in quel momento che, quando sarebbe tornata, avrebbe dato una mano ad assisterla. Qualcuno buss alla porta ed entr Clary, in cerca di una gonna.
A quanto pare ho sporcato d'inchiostro il vestito che mi hai fatto.  quella stupida penna che perde.
Metto a letto Juliet.
Perch non la chiami Jules? Sai, come la nutrice di Giulietta. Quando sarai pi abile, imparerai a cadere all'indietro5, anche se non vedo cosa ci sia di divertente nel cadere all'indietro. Jules mi sembra un gran bel nome... Jules!, ripet in tono sognante chinandosi sulla culla. La piccola apr gli occhi e fece un rapido sorriso. Vedi? Le piace! Dove hai preso quella graziosa scimmietta?.
Uno dei pazienti di Mill Farm ha chiesto a un'infermiera di comprarla e me l'ha regalata per Juliet.
Caspita! Dev'essere innamorato di te. Guarda la tua scimmietta, Jules!.
Sta per addormentarsi, Clary...  meglio lasciarla in pace. Vediamo cos'ho per te.
Clary era cresciuta molto quell'ultimo anno e aveva pochissimi vestiti. Dovrei fare quello che ha fatto Sybil per Polly, pens, mentre passava in rassegna il suo guardaroba. D'altra parte lei aveva molti capi in cui non entrava pi, dato che il suo girovita si era allargato di quattro centimetri buoni. Tir fuori una gonna di misto lana grigio scuro dal taglio a godet, che una volta le scendeva sui fianchi come un guanto.
Prova questa.
Clary si lev i pantaloncini - Zo not che erano strappati e che erano appuntati in vita con una spilla da balia - e rimase con una maglietta gialla sbiadita e delle mutande blu scuro.  meglio che mi tolga i sandali, disse. Uno si  macchiato di catrame. Non viene via ma sporca tutto.
La gonna le stava alla perfezione, anche se era un po' troppo lunga. Tiro su l'orlo, cos ti andr bene, disse, ma Clary grid: Oh no! Mi piace cos, lunga.
Ci vuole una bella camicetta da abbinare.
Questa che ho non pu andare?.
Io non voglio che possa andare, voglio che tu sia bella.
E Clary sorrise, ma replic: Credo che questo sia chiedere troppo.
Invece, quando Zo le ebbe trovato una camicetta rossa e le ebbe tirato indietro i capelli con dei pettinini - ormai era grande per la frangetta -, Clary era splendida. Come un'adulta in una foto, disse, inaspettatamente e insolitamente compiaciuta del proprio aspetto.
Le mie scarpe non ti entrano. Cos'hai tu?.
Solo scarpe da ginnastica, quelle coi lacci e questi sandali. E gli stivali di gomma, ovviamente. Non potrei restare scalza, come una fanciulla in un romantico dipinto a olio?.
La Duchessa non lo permetterebbe. Dobbiamo accontentarci dei tuoi sandali. Ma prometto che andr presto a comprarti un bel paio di scarpe. Senti, prenditi anche queste altre gonne. Sono tutte dello stesso modello e a me non entrano pi.
S, ma ti staranno di nuovo quando avrai finito di allattare Jules, no? Tornerai magra, per allora, vero? Dovresti proprio, Zo. Stai bene, magra. Potresti fare quella dieta di cui parla zia Villy, la Banting, in qualunque cosa consista.
Non so se ne ho voglia. Perch ci tieni tanto?.
Non  che ci tenga io.... Clary non fin la frase: erano arrivate entrambe in quel punto al di l del quale c'era Rupert morto, oppure vivo, e se ne ritrassero entrambe.
Polly mi ha fatto le sopracciglia, si affrett ad annunciare Clary. Un male terribile, devo dire.
Dopo che Clary se ne fu andata portando con s capi di vestiario vecchi e nuovi e ringraziandola in un modo pi affettuoso del consueto, Zo si guard allo specchio con occhio critico per la prima volta dopo che era nata Juliet. Si era decisamente lasciata andare, come avrebbe detto sua madre. Non solo la vita e i fianchi le si erano appesantiti, ma anche lo stomaco, lo sentiva al tatto, aveva ora la consistenza della pelle scamosciata. Si avvicin allo specchio per esaminarsi bene il viso. Aveva sempre una bella pelle color latte, ma la parte inferiore si era riempita al punto che si vedeva - quasi - un principio di doppio mento. Aveva venticinque anni, un'et che, prima di arrivarci, aveva sempre considerato l'inizio della discesa; l'et in cui si comincia a fare ginnastica e si smette di consumare spuntini fra un pasto e l'altro. Vivien Leigh, aveva detto Roddy, ma Zo portava vestiti che le nascondevano le forme e comunque era certa che lui si riferisse solo al suo viso. Quando le aveva parlato di come andasse a ballare con la sua ragazza ogni settimana e di quanto a lei piacesse divertirsi e avere molti uomini che la corteggiavano, Zo aveva pensato per un attimo a quanto anche a lei, in passato, fosse piaciuto ballare e farsi desiderare dagli uomini, a come questo le fosse sembrato il gioco pi divertente, dove lei aveva il controllo assoluto, dispensava favori, accettava omaggi sessuali... Questo fino a Philip, quando il gioco di colpo non era pi stato tale. Poi c'era stato il bambino, quello che non era di Rupert ed era morto. Ma anche quella morte non aveva offuscato il suo senso di colpa, da allora alimentato dalle continue bugie che aveva raccontato al marito e al resto della famiglia: che era infelice per la morte del suo bambino. Lei era l'unica a sapere che si trattava di una menzogna bella e buona. Poi, l'autunno passato, dopo che era cominciata la guerra, era dovuta andare a Londra a mettere via la roba nell'appartamento di sua madre in Earl's Court (era stata invitata a restare dalla sua amica sull'Isola di Wight per tutta la durata del conflitto) e Zo non voleva che Rupert venisse ad aiutarla, ma lui aveva insistito ( troppo, non puoi farcela da sola). Aveva ordinato delle cassette di legno che usarono per conservare tutte le piccole cose che, secondo loro, a sua madre sarebbe piaciuto tenere, mentre la mobilia fu messa in un magazzino e la roba da buttare o da vendere impilata sul pavimento del soggiorno. L'appartamento, come succede ai luoghi che restano abbandonati per un certo tempo, era a un passo dalla pi totale decadenza: le tende di tulle appese alle finestre erano talmente sporche che sembrava che fuori ci fosse la nebbia. Rupert ne tir qualcuna in modo da far entrare pi luce, ma ottenne solo di illuminare meglio il pessimo stato dei mobili in quercia patinata e del divano imbottito di damasco rosa, le macchie dalle vaghe forme scure sul tappeto, i fornelli rotti della stufa, i paralumi di pergamena raggrinzita e stinta sulle applique, lo strato uniforme di polvere che ricopriva tutti i ripiani, tutte le cornici, tutti i soprammobili. Zo aveva sistemato i vestiti di sua madre in casse che poi le avrebbe inviato, mentre Rupert si occupava della cucina. Doveva chiederle di continuo se le cose andavano tenute o meno: vecchie padelle di alluminio, i pezzi residui di un servizio di porcellane Susie Cooper, coltelli da pesce coi manici d'osso ingialliti, una teiera a forma di casale semidiroccato e un astuccio di lino ricamato pieno di copriuova fatti all'uncinetto e decorazioni di carta per le cotolette. Un miscuglio davvero fuori dal comune!, aveva commentato lui quando ancora si sforzava di essere allegro. Quando diceva cose di quel genere, lei si mostrava risentita e prendeva le difese di sua madre: non aveva spazio dove mettere le cose - questo genere di argomenti - finch lui aveva detto: Cara, non sto criticando tua madre... voglio dire, immagino che sia sempre cos quando si rovista in mezzo alla roba degli altri.
Zo non aveva risposto. Non era mai tornata nell'appartamento dopo la notte che aveva trascorso con Philip, e questo era stato relativamente facile, dal momento che anche sua madre ci aveva a malapena rimesso piede. Adesso quel posto sembrava, in tanti piccoli modi che non cessavano di ferirla, identico a come lo aveva lasciato quella mattina. Perfino lo stesso pezzo di sapone alla lavanda con una crepa in mezzo posato sul ripiano polveroso del lavello in bagno, e in cucina c'era lo stesso pacchetto di caff di cui si era servita lei quel giorno. Non credeva di doverci tornare, ed essere l con Rupert aggiungeva una nuova dimensione al suo disagio.
Povera cara! Hai dovuto dormire qui sopra, aveva detto lui quando, appena arrivati, si erano seduti sul divano e avevano letto la lista delle cose da impacchettare e spedire a sua madre.
Per un folle attimo si era immaginata di replicare: Sono stata stuprata, qui sopra. Non riuscendo a stare l dentro con lui, disse che andava a sistemare i vestiti e che lui poteva occuparsi della cucina. Facciamo in modo di non passare tutta la giornata chiusi qui. Gli tolse bruscamente la lista di mano, dicendo che non gli sarebbe servita. In camera da letto, si lasci andare sullo scivoloso copriletto rosa decorato con punti a catena fatti a macchina e fece i conti col senso di colpa misto a fastidio per il fatto di essere stata tanto scontrosa con lui e per avergli permesso di venire in quel posto. Fosse stata da sola, avrebbe esorcizzato e magari messo definitivamente da parte la storia di Philip; sarebbe riuscita a razionalizzare le bugie che aveva raccontato a Rupert (finch non glielo diceva, continuava a mentirgli) come una semplice prova del suo amore per lui, del suo rifiuto di farlo soffrire. Se solo non fosse rimasta incinta e non avesse avuto il bambino, pensava, forse avrebbe anche potuto confessargli l'accaduto. Ne sarebbe stato ferito, si sarebbe arrabbiato ma alla fine Zo credeva che l'avrebbe perdonata. Ma il bambino no. Dopo essersi rifiutata per anni di dargli un figlio, come poteva essere stata cos imperdonabilmente incosciente quell'unica notte? Come se avesse voluto un figlio da quell'uomo?
Il vaso della farina  pieno di strani insettini! Stai bene, tesoro?.
Benissimo. Cerco solo di decidere da dove cominciare. La roba da mangiare buttala pure.
Non ci volle molto a mettere via i vestiti di sua madre. Diverse tarme svolazzarono fuori dal vecchio soprabito grigio topo che ricordava di averle visto addosso praticamente da sempre; oltre a essere infestato dagli insetti era anche consumato fino alla trama - decise di sbarazzarsene.
Sarebbe stato bello comprargliene uno nuovo, pens, ma non aveva soldi a parte quelli che le dava Rupert, e la retta della scuola di Neville aveva fagocitato il modesto aumento di salario che lui aveva avuto iniziando a lavorare per l'azienda (il Generale non riteneva corretto pagare i figli pi di quanto valessero e, ora che era in Marina, Rupert avrebbe preso ancor meno).
Quando ebbe terminato in camera da letto, trov Rupert nel soggiorno che sfogliava un vecchio album di foto che era stato appoggiato sul tavolo.
Questo potremmo tenerlo?, disse. Sono quasi tutte foto tue, dalla nascita in poi. Posso scrivere a tua madre e chiederle se posso tenerlo?.
Hai gi delle mie foto: te le ha date mamma.
Ma non queste. Mi dispiacerebbe se andassero perse.
Dovresti aver capito ormai che mia madre  una che non butta via mai niente.
Il resto del tempo che rimasero nell'appartamento trascorse cos: lei era sgarbata con lui, perch tutto ci che diceva la provocava, e tutti gli oggetti in cui s'imbatteva l dentro non facevano che rinfocolare il suo senso di colpa, che ora si era esteso anche alla madre. L'agenda di sua madre, un costoso taccuino rilegato in pelle rossa dall'aria falsamente gaia, era quasi vuota, con intere settimane in cui l'unico impegno era andare a farsi i capelli oppure portare il soprabito in lavanderia. Ogni mese c'era il bridge coi Blenkinsop, qui oppure, a mesi alterni, da loro. Poco altro. Fu ferita dal senso di solitudine. E le sue cose poi! Il salotto era pieno di oggetti che riuscivano a essere inutili e sgradevoli al tempo stesso, il genere di cose che pu regalare una persona che non conosce bene il destinatario n gli  particolarmente affezionato: oggetti di ceramica, ceralacca, bambole in costumi etnici, ventagli, fiori di cera e un numero imprecisato di cornici per foto: d'argento, di pelle, d'ottone, con o senza sopraffondo, e in tutte, a eccezione di un paio che contenevano ritratti di suo padre, c'erano immagini sue, di Zo. Nel cassetto pi basso del minuscolo scrittoio trov una scatola piena di abitini da neonata e da bambina che le erano appartenuti. Ridicolo che sua madre li avesse conservati per tutti quegli anni. Lo disse a Rupert e subito se ne pent, perch sapeva bene per quale ragione erano stati messi da parte. Ma Rupert disse solo:  perch ti vuole bene, tesoro. Era in ginocchio sul pavimento e stava impacchettando le cornici con la carta di giornale per riporle in una cassa. Non faceva pi commenti sulle foto e sembrava stanco.
Quando ebbero finito, le propose di andare in un pub - aveva bisogno di bere qualcosa.
Il pub aveva aperto da poco e non c'era quasi nessuno. Gin e vermut?.
Zo annu.
Era uno di quei locali cavernosi con tanti pannelli di mogano e vetro molato, un fuoco a carbone e tutti i sedili foderati di finta pelle rossa. Scelse un tavolo d'angolo e aspett il suo bicchiere, sentendosi sporca e sconsolata.
Mi ha dato un pacchetto di sigarette. Mise i bicchieri sul tavolo. Li ho presi doppi.
Mi stavo chiedendo, disse Rupert dopo esserci acceso una Goldflake da un pacchetto da dieci, se desideri invitare tua madre a stare un po' da noi a Home Place. Sono certo che le Duchessa riuscirebbe a trovarle un posto.... Studi la sua espressione e poi aggiunse: Oppure potresti andare sull'Isola di Wight per una o due settimane, se preferisci.
Nel Sussex non ci verrebbe e io non posso andare a stare da lei. La sua amica non lo vorrebbe.
Non vuoi andare a trovarla?.
Non si tratta di questo.
Ma tu ti senti in colpa verso di lei, Zo. Non vorresti fare qualcosa?.
No! Non mi sento in colpa. Mi dispiace per lei, ecco tutto.
Questo non le  molto utile, ti pare?.
Che vuoi dire?.
Fino a oggi non mi ero mai reso conto di quanto tu fossi importante per lei. Avrei dovuto immaginarlo, sei la sua unica figlia. E poi  tutto il giorno che sei irritabile, sulla difensiva, perci ho capito che ti senti in colpa.
Segu un silenzio risentito. Poi lui allung una mano e prese quella, riluttante, di Zo. Tesoro, non c' proprio niente di male nel sentirsi in colpa. Solo che  triste e inutile. Io l'ho scoperto quando  morta Isobel. L'unico modo per smettere  ammettere quello che non  in tuo potere e fare quello che puoi fare.
Lo fiss spaventata: non aveva quasi mai parlato di Isobel, fin da prima che si sposassero. Ma che cosa potevi fare per lei? Dopo che  morta, intendo.
Occuparmi dei nostri bambini, tanto per cominciare. Quello che tu hai cominciato a fare con Clary.
Veramente ha cominciato lei, precis Zo con voce tremante.
Rupert diede una leggera stretta alla sua mano, poi la pos sul tavolo.
Ma tu hai collaborato, disse. Vado a prendere altri due bicchieri.
Mentre lo guardava dirigersi verso il bancone del bar, si sent di colpo pervadere da ogni singola sfumatura dell'amore, qualcuna a lei gi nota, altre del tutto nuove: si sent commossa, fortunata e indegna di lui, disposta a fare qualunque cosa purch lui fosse felice.
Quella sera erano tornati a casa di Hugh, dove avrebbero trascorso la notte, e poi erano andati a cena con lui da Ciccio, in Church Street. (Rupert le aveva chiesto se le dispiaceva passare la serata con Hugh, dato che era sempre solo, e lei se ne era risentita, l'aveva presa come un'offesa, ma poi la serata non le era dispiaciuta affatto, anzi era stata assai bella).
Se voi due volete andare a ballare da qualche parte, non preoccupatevi per me. Sono gi pronto per andare a dormire, aveva detto Hugh quando ebbero bevuto il caff e lo Strega. Rupert le aveva lanciato un'occhiata e lei si era resa conto di quante volte l'aveva lasciata decidere, cos era arrossita e aveva detto che non le importava. Erano tornati tutti a casa, e proprio quella notte era stata concepita Juliet. L'aveva fatto per Rupert: non sapeva ancora quanta gioia sua figlia avrebbe portato nella sua vita. Ma lui non c'era quando Juliet era nata... e probabilmente non l'avrebbe mai conosciuta.
Seduta sulla poltrona accanto alla culla, ripensando a quel giorno, cominci a prendere atto della sua assenza, cominci a piangerlo e si lasci infettare dalla febbre terribile della speranza che tornasse. Pianse e preg in silenzio che fosse ancora vivo.
... ...
Scommetto che questo non lo sapeva, Miss Milliment.
No, infatti. Ho sempre creduto che in questo paese i platani fossero stati importati molto pi tardi di Chaucer.
Aveva appena letto al Generale l'ultimo capitolo del suo libro sugli alberi d'Inghilterra, un compito affidatole da Rachel che era andata a Londra per il fine settimana.
La maggior parte della gente crede che siano stati importati ai tempi della Compagnia delle Indie Orientali. Completamente errato, come vede.
John Evelyn era un uomo molto preparato, sia su Serse sia sui platani.
Non  forse vero? Un uomo straordinario. Le andrebbe di trovarlo e di leggermene qualche pagina?.
Obbediente, Miss Milliment si alz in piedi e prese a picchiettare le dita contro il vetro della vasta libreria. Trovare un libro l in mezzo era un'impresa per lei, perch la libreria si trovava nell'angolo pi buio della stanza e i libri vi erano riposti, a quanto pareva, senza un ordine preciso. Di certo Rachel avrebbe saputo dove trovarlo. Si mise a cercarlo, ma riusciva a leggere le coste dei libri solo prelevandoli dallo scaffale. Temo che mi ci vorr un po' per trovarlo, disse in tono di scusa, ma il Generale non sembrava preoccuparsi: era nel pieno della descrizione del gigantesco platano che aveva visto in una canonica nel Sussex, sulla strada per Cowdray Park, e intanto continuava a toccare la caraffa del whisky, quella coi manici di vetro viola... Sia gentile, Miss Milliment, mi trovi un bicchiere.
Abbandon la ricerca del libro e trov un bicchiere dai bordi alti che le parve pesantissimo. La stanza era ingombra di mobili, carte e libri tanto che era difficile attraversarla.
C' quel brano di Plinio da qualche parte, su diciotto tizi che mangiano dentro un albero cavo. Mi legga quello.  appropriato, no?.
Plinio riusc a trovarlo, perch era sul tavolo, ma trovare il brano che desiderava il Generale fu pi complicato. Per sua fortuna arriv una macchina, che fu identificata subito come quella di Hugh: le fu chiesto di procurare un altro bicchiere, il monologo sulla stazza dei platani ebbe fine e il Generale si fece prendere dalla smania di intercettare Hugh al momento giusto per prenderlo in trappola. Sei tu, Hugh? Hugh? Ah, proprio la persona che volevo vedere! Bevi qualcosa, figliolo. Grazie, Miss Milliment. Stava leggendo per me perch Rachel  andata a Londra a prendere alcuni libri rimasti a Chester Terrace. Ti toccher fare lo stesso coi vini rimasti in cantina. Ti ricordi quella volta che tornasti in licenza e c'erano solo tre bottiglie di quel rosso che credevo fosse imbevibile? Comprato per uno e novanta la bottiglia a un'asta. Dodici casse: lo avevo preso per regalarlo ai matrimoni, tanto era cattivo. Poi portammo su quelle tre bottiglie ed era superbo! Ricordi?.
Hugh disse che era Edward quello che era tornato in licenza. Miss Milliment mise il secondo bicchiere accanto alla bottiglia e si ritir. Mentre usciva, sent il Generale dire che allora Hugh non conosceva la storia: doveva essere un Mouton Rothshild del 1904, o forse del 1905... comunque, ogni volta che lo aveva provato non sembrava mai pronto e...
Miss Milliment s'incammin di buon passo verso la casa che ancora tutti consideravano l'appartamento di Tonbridge, sebbene costui e la sua famiglia l'avessero occupato soltanto qualche settimana due anni prima. La sua stanza, una delle due del piano di sopra, era piccola ma si affacciava sulla pineta retrostante da cui, dopo la pioggia, saliva un delizioso profumo. Per un po' aveva alloggiato alla Casa del Pero, ma adesso che tutti si erano ritrasferiti a Home Place lei era di nuovo l e, bench fosse una cameretta assai spoglia, le piaceva. La cara Viola, sempre cos buona, era venuta a ispezionarla, aveva tastato le due coperte pi la trapunta e aveva detto che ne servivano almeno altre due, il che era vero perch quelle che c'erano erano sottili e infeltrite. Le aveva inoltre offerto il lusso di una lampada da comodino e le aveva procurato un tavolino dove sedersi a scrivere le sue lettere. Un bel pensiero, se non fosse che purtroppo non le rimaneva nessuno a cui scrivere. Aveva dovuto scrivere alla sua vecchia padrona di casa a Londra per dirle che lasciava la stanza, e dopo le era toccato andarci per prendere il resto delle sue cose. Era stata un'esperienza spiacevole oltre che molto stancante. Aveva tagliato i ponti con quella sistemazione. E durante il costoso tragitto in taxi da Stoke Newington a Charing Cross si era resa conto all'improvviso che adesso non aveva pi una casa. Il pensiero le provoc ondate di panico tali che dovette redarguire se stessa con severit: Insomma, Eleonor, questo fosso lo salterai quando te lo troverai davanti. Dopodich cominci a rimuginare sul fatto che forse, a un certo punto, si diventava troppo vecchi per saltare i fossi. Sul treno, si era sforzata di leggere - il Natale precedente aveva trovato al mercatino della chiesa una copia di seconda mano dei poeti del diciottesimo secolo a un penny. Ma il panico, nella forma attenuata dell'ansia, non l'aveva abbandonata e continuava a salire a ondate irregolari. La padrona di casa si era comportata in modo molto sgradevole. Va tutto bene, perqualcuno, continuava a ripetere. Poteva capire la preoccupazione di perdere un inquilino rimasto cos a lungo, ma le pareva triste essere stata l per tanto tempo e andarsene adesso salutata da tanto risentimento. Forse era stato sempre cos, e lei era stata una stupida a non accorgersene. Si era sforzata di non dare fastidio, ma questo non voleva dire che ci fosse riuscita. Non aveva goduto di servizi extra: niente caff a colazione come Mrs Fast, niente bucato come Mr Marcus. Ormai era tutto passato, ripeteva a se stessa con fermezza. Ma cosa c'era nel futuro? Il giorno in cui Polly, Clary e Lydia non avrebbero pi avuto bisogno di lei era vicino, e Roland e Wills erano ancora molto piccoli. Senza contare che presto, forse, non si sarebbe sentita pi in grado di insegnare. La sua vista era peggiorata molto: sapeva di aver bisogno di occhiali nuovi, ma esitava ad andare a Hastings o a Tunbridge Wells per procurarsene di nuovi, perch aveva paura di constatare che ormai non servivano pi a molto. Le dolevano le ginocchia la mattina presto o se restava troppo a lungo nella stessa posizione oppure se stava in piedi per pi di qualche minuto. In pratica quasi sempre. Dio mio, Eleonor, quanti problemi! Com'era quella canzone? Packupyourtroublesinyouroldkitbagandsmile,smile,smile. Tent di sorridere, ma le vennero le lacrime agli occhi. Se li pul con cura con un fazzoletto che necessitava di un lavaggio al pi presto e torn ai suoi poeti.
Quando per arriv a Battle e vide Viola che era venuta a prenderla, invece di lasciare che prendesse un taxi o di mandare Tonbridge, col quale lei era a disagio, fu di nuovo sopraffatta dalle emozioni. Mentre Viola e il facchino sistemavano le valigie nel bagagliaio, Miss Milliment sedeva sul sedile anteriore della macchina e si sforzava di soffocare il bisogno di lasciarle esplodere.
Ecco, abbiamo messo dentro tutto. Viola prese posto davanti al volante. Presto saremo a casa, Miss Milliment!. Non ce l'aveva pi fatta. Era venuto fuori tutto. La paura di non servire pi a nessuno, di non sapere come cavarsela per il resto della sua vita. La paura di rappresentare un fastidio: lei non voleva dare fastidio, continuava a ripetere mentre le lacrime le si insinuavano nelle pieghe del mento. La gentilezza di Viola - perch era davvero tanto gentile! - per qualche assurda ragione la faceva piangere ancora di pi. Era un fiume in piena di spiegazioni, scuse e anche giustificazioni che nella sua abituale disposizione d'animo avrebbe disapprovato... Aveva bisogno di sentirsi utile: lo era stata con suo padre e, quando lui era morto, solo l'insegnamento aveva saputo soddisfare quel bisogno. Temeva di essere diventata troppo vecchia per essere ancora d'aiuto a qualcuno. Non voleva la carit, sentire che le persone dovevano tollerare la sua presenza nel momento in cui non era pi in grado di fare niente. Era un po' stanca, del resto: il tassista si era rifiutato di salire nel suo vecchio alloggio e di portarle gi le valigie, e la padrona di casa non le aveva dato una mano. Una valigia le era caduta mentre scendeva ed era precipitata per l'intera rampa di scale fino ad aprirsi al pianterreno, cos le era toccato rimettere dentro tutto. Era la stanchezza, insomma, Viola non doveva prenderla troppo sul serio. Aveva messo da parte qualcosa, s, ma non le veniva in mente nessuna sistemazione per la quale potesse bastare tanto poco. Quest'ultima osservazione la fece arrossire fino alla radice dei capelli e si vergogn subito di aver menzionato quell'aspetto del problema. E Viola rimase ad ascoltarla, un braccio dietro le sue spalle sussultanti, le porse un fazzoletto e poi disse: Cara Miss Milliment, lei non verr mai abbandonata. Glielo prometto. Le dobbiamo cos tanto. Sante parole! La consolazione, l'affetto, il ristabilirsi di un minimo di dignit! Dopo, Viola le aveva chiesto se le andava una tazza di t alla Gateway Tea Room, proposta che Miss Milliment, non essendosela sentita di mangiare la pasta presa a Charing Cross dato che puzzava come se ci fosse un topo morto, accett con gratitudine. Presero t e scones e Viola disse che naturalmente non sapeva di preciso cosa avesse in serbo il futuro - di certo non sarebbero rimasti nel Sussex una volta finita la guerra -, ma altrettanto certamente, qualunque scelta avessero fatto, Miss Milliment sarebbe rimasta con loro. Questa frase fu sul punto di scuotere nuovamente il suo equilibrio; Viola smise subito di parlarne. E cominci invece a rammentare i bei vecchi tempi, quelli che lei ricordava con pi piacere: quando era ancora vivo Sir Hubert e Miss Milliment andava ad Albert Place per fare lezione a lei e a Jessica, e tutte e tre capivano subito quando l'ora di pranzo era vicina perch la cameriera entrava nella stanza delle lezioni per cambiare le tende di pizzo, dato che a mezzogiorno erano gi nere di fuliggine, soprattutto d'inverno quando c'era quella pesante nebbia giallastra.
Che nebbia! Se la ricorda, Miss Milliment? Oggi non ne abbiamo pi, di nebbie simili. E cos via. Era stato bello e confortante. Poi le era venuto il singhiozzo, cosa molto imbarazzante in un luogo pubblico, ma Viola si era messa a ridere e le aveva fatto ripetere la vecchia filastrocca: Singhiozzo, mio singhiozzo, vai nell'acqua, vai nel pozzo..., quella che lei stessa aveva insegnato a Viola e Jessica tanti anni prima.
Me la insegn mia zia May, disse. Oh cielo! Credo di doverla ripetere di nuovo!.
 cos bello rievocare i vecchi tempi!, disse mentre tornavano verso la macchina. Oh, cara! Mi dispiace tanto. Uno dei manici della sua vetusta borsa si era rotto e, dato che era troppo piena per poterla chiudere bene, una valanga di matite, un portafoglio di cuoio chiuso con una graffetta, l'astuccio degli occhiali, un numero imprecisato di forcine e un pettine in condizioni indescrivibili si riversarono sul pavimento. Mentre era china a raccogliere tutta quella roba, Villy decise di comprarle una borsa nuova, ma ebbe la delicatezza di non farne parola. In macchina parlarono dei suoi allievi, a cominciare da Lydia la cui concentrazione, ammise Miss Milliment, lasciava un poco a desiderare, ma che comunque era discretamente migliorata nell'ultimo semestre. Evito di pressarle durante le vacanze, aggiunse. Deve essere stressante per loro avere un'istitutrice che non si toglie mai dai piedi!.
Ti dispiacerebbe, disse qualche istante dopo, se facessi qualche ora solo con Lydia nel pomeriggio? Potrebbe esercitarsi nella lettura a voce alta la mattina con le altre ragazze, ma temo possa essere scoraggiante per lei fare tutto insieme alle pi grandi, che naturalmente sono molto pi avanti di lei nelle varie materie.
Villy disse che la trovava un'ottima idea.
Una volta giunte a Home Place, port le pesantissime valigie di Miss Milliment su per le scale fino alla sua stanza e poi le diede un bacio sulla guancia soffice e cadente, uno straordinario quanto inatteso regalo.
Quella sera, poich era venerd, avrebbe cenato con la famiglia, cosa che le veniva concessa due volte a settimana. Le altre sere cenava presto con Lydia e Neville. L'aveva suggerito lei, poich cos sollevava Ellen dal dover supervisionare la cena dei bambini proprio nell'ora in cui c'era bisogno di lei per fare il bagno a Roly e Wills. Mentre faticava per infilarsi la gonna marrone e il cardigan color mostarda - i capi che ancora descriveva a se stessa come i migliori del suo guardaroba - riflett che erano due anni che non si comprava dei vestiti, nell'ansia di risparmiare per i giorni bui a venire. Ma dopo la rinfrancante chiacchierata con la cara Viola non aveva pi scuse, senza contare che, se fosse cominciato il razionamento anche per il vestiario, si sarebbe trovata in guai seri, pens mentre cercava in mezzo al mucchio delle calze le due che avevano quasi la stessa sfumatura di color camoscio. Le sarebbe toccato andare a Hastings con la corriera e l trovare un negozio che vendesse capi per signore robuste, ma non osava chiedere a qualcuno di accompagnarla, perch comprare la biancheria era una cosa che si fa da soli. Non era mai stata brava con ago e filo e del resto quasi tutto nel suo armadio era ben oltre il rammendo. I completi di lana erano attraversati da lunghe smagliature, i cardigan funestati da buchi di varia misura e spesso doveva tenere insieme le cose con le spille da balia, che tendevano a slacciarsi provocandole un pizzico fastidiosissimo, per non parlare del terrore di trovarsi in situazioni ancora pi imbarazzanti. Devi rimetterti in sesto, Eleonor, e dare una sistemata al tuo guardaroba.
Le ci volle un sacco di tempo per vestirsi, anche perch s'interrompeva sovente per osservare dalla finestra quello che la luce sempre pi tenue faceva alle cime degli alberi del bosco. I pini diventavano come di fumo, mentre il bronzo acquoso delle querce diventava livido - non le riusciva di descrivere a parole quei colori... cinereo era una parola buona per i poeti, pens: romantica e poco impegnativa, ma se uno voleva descrivere gli alberi non tornava granch utile. Poi, sotto il bosco, si dipanava un declivio erboso che in primavera si riempiva di primule e poi, nei mesi successivi, di colori pi delicati, quelli delle fragole di bosco e il viola scuro delle vecce, della stellaria e dell'anagallide, tutti fiori che avevano accompagnato la sua giovinezza. Ora restavano solo erba e felci, ma avevano una bellezza diversa, quella di una folta aiuola naturale che esaltava la maest e la grazia degli alberi. Il cortile, sullo sfondo, era invece pieno di colori caldi, domestici: l'acciottolato, quei blocchi di ardesia che spesso si trovano fuori dalle stalle (facili da lavare e cos belli quando sono bagnati; cosa che ora, ahim, accadeva solo se pioveva), la tinta pastosa del sentiero di mattoni che andava a finire contro il muro dell'orto, nel punto in cui in passato c'era stata una porta che adesso era murata. Fra i mattoncini rosati crescevano muschio ed erbacce, ma questo ne esaltava ancora di pi la bellezza. Aveva passato ore a osservare quello scenario, all'inizio sperando di poterlo rievocare chiudendo gli occhi e poi solo per una piacevole abitudine. Una volta - una volta sola - aveva dissotterrato la vetusta scatola di colori appartenuta a zia May e aveva tentato di dipingere quel che aveva davanti, ma il pessimo stato di conservazione delle tinte, tutte secche e crepate e impossibili da sciogliere, e del pennello, a cui restavano poche setole che si andavano sfaldando, l'aveva dissuasa. Tentare era stata una pazzia ma, nonostante il fallimento, quei tentativi l'avevano assorbita ed eccitata al punto che avevano dovuto mandarle Polly per avvisarla che era pronta la cena.
E farai tardi anche stasera, Eleonor, se non ti sbrighi a metterti le calze, si ammon. Una cosa erano i calzini, tutt'altra erano le calze. Doveva sedersi sul letto con un piede posato su una sedia per infilarle e poi c'era l'ardua impresa di tirare su le giarrettiere fino all'altezza giusta. Se le lasciava troppo in basso, appena si alzava le si formavano grosse pieghe sulle caviglie; se le metteva troppo in alto si sentiva stretta e oppressa e probabilmente non le faceva bene. Certe volte dormiva con le calze addosso solo per evitare quella tortura la mattina dopo. Ma non poteva tenere le calze grigie quando era vestita di marrone e quindi, durante quelle serate, le toccava. Il piccolo bagno si trovava al piano inferiore, cos si lav le mani e la faccia prima di uscire.
Mentre attraversava a zigzag il cortile pregustando la stanza calda che l'attendeva, piena di volti amici, e il bicchiere di sherry che le veniva concesso in quelle occasioni, pens alla fortuna che le era toccata: nulla di tutto questo sarebbe potuto accadere ai tempi di Lady Rydal. E dopo cena si sarebbe goduta la sua bella borsa di acqua calda (la casetta sopra il garage era piuttosto fredda) mentre cercava nel libro di Evelyn qualche brano sugli alberi da leggere al vecchio Mr Cazalet. Solo una cosa le mancava: le gallerie d'arte, i quadri. Ma, considerando le cose terribili che stavano succedendo - leggeva il Times tutti i giorni, dopo che avevano finito di leggerlo i membri della famiglia -, quella era una sciocchezza, ed era un segno d'ingratitudine anche il solo pensarci.
... ...
Rachel era seduta sul letto sfatto e coperto da teli antipolvere della casa di Chester Terrace, a guardare una foto di lei e dei suoi fratelli scattata subito dopo la prima guerra, con la famiglia appena riunita. Edward indossava ancora l'uniforme, aveva un'aria distinta e sorrideva cingendole le spalle con un braccio. Hugh stava un poco discosto, aveva la mano fasciata e la giacca da cavallerizzo buttata sulle spalle. Pareva che il sole gli ferisse gli occhi. Rupert, con una camicia senza collo e un'aria incredibilmente giovane, doveva aver appena smesso di ridere. La foto era stata scattata sul campo da croquet che avevano nella casa di Totteridge, prima di trasferirsi a Londra. L'aveva fatta il Generale: a quei tempi era stato un fotografo entusiasta, per non dire insaziabile, e in quella occasione doveva averne scattate almeno cinque o sei. Quella era la migliore e da anni stava incorniciata sul suo tavolino da toletta. Adesso doveva essere avvolta nella carta e riposta in un armadio, insieme a tutto il resto. Decise di tenerla e di portarla a Clary. Chiuse l'armadio, dove adesso c'era una schiera di abiti da sera e la stola di ermellino che il Generale le aveva regalato per il suo ventunesimo compleanno. Cose che non avrebbe avuto senso portare nel Sussex. L'interno degli armadi odorava di canfora, il tavolo da toletta era vuoto e ricoperto di polvere.
Si avvi gi per le scale - la sua stanza era al sesto piano - e si ferm in salotto per assicurarsi che tutti i mobili fossero stati ricoperti coi teli antipolvere, i tappeti piccoli arrotolati e quello grande ricoperto da un immenso sottotappeto, le imposte ben chiuse. Il lampadario era stato avvolto nella sua enorme custodia di tela e sembrava una pera gigante non ancora matura. La stanza, ma in verit l'intera casa, aveva l'aria pesante e immobile che hanno le dimore arredate da cima a fondo ma disabitate da tempo. Si chiese se ci sarebbero mai tornati. Sul pavimento al piano terra stavano le casse coi libri che era venuta a prendere per conto del Generale. Tonbridge avrebbe supervisionato le operazioni di carico su uno dei camion dell'azienda, la settimana successiva. Era stanca e desiderava una tazza di t, ma i rubinetti dell'acqua e del gas erano chiusi e comunque non c'era il latte.
Allora decise di attraversare il parco a piedi fino a Baker Street e da l prendere un autobus che l'avrebbe condotta nelle vicinanze di Maida Vale, anche se le sarebbe rimasto comunque un tratto da percorrere a piedi per arrivare a casa di Sid. Un taxi sarebbe stato un lusso inopportuno, anche se era certa che Sid l'avrebbe sgridata per non averne preso uno.
... ...
Sei venuta apiedi?.
Per un tratto ho preso l'autobus.
Mia cara, tu sei davvero incorreggibile. Ho acceso il riscaldatore a immersione. Che ne diresti di un bagno?.
La cosa che desidero di pi al mondo  un t caldo.
E un t caldo avrai.
Segu Sid mentre scendeva la piccola e buia rampa di scale fino al seminterrato che ospitava la cucina, la dispensa, il retrocucina, una cantina e un gabinetto. Era tutto molto pulito ma grosse crepe si aprivano sui muri della cucina, dove la pittura verde si andava spaccando e scrostando e il linoleum in molti punti era consumato al punto da mostrare il lastricato sottostante. Sid accese la luce, necessaria in un ambiente con le finestre protette da grosse inferriate di fronte alle quali si ergevano alti muri di mattoni. Era una cucina di epoca vittoriana, adattata con scarso successo alle esigenze moderne.
Rachel disse: Devo usare il tuo bagno.
Dovrai usare questo al piano di sotto, perch  l'unico funzionante. L'ho fatto sistemare la scorsa settimana. Vuoi del pane tostato o qualcos'altro con il t?.
Solo il t.
E poi un bagno, pens Sid. Il pensiero di Rachel in una vasca da bagno le diede un senso di tenerezza mista a tormento che ormai le era familiare ma che non cessava di stupirla. E poi, se avesse preso un taxi, avremmo avuto un'ora in pi da trascorrere insieme, pens mentre scaldava l'acqua. Ma considerando che avevano tutto il fine settimana, fino a domenica sera quando lei sarebbe dovuta tornare in servizio, e che Rachel aveva deciso di saltare il fosso e di restare a Londra con lei invece di tornare nel Sussex...
Hai scoperto cosa stanno facendo all'Academy?.
Lafemmeduboulanger.
Oh, andiamoci.
Davvero non sei troppo stanca?.
Dio mio, no! Niente affatto. Tu ci tieni molto. Potremmo andare a cena fuori.
 una buona idea. Sai come cucino. Andiamo di sopra a bere il t. Si sta meglio.
Porto io il vassoio.
No di certo! Spegni la luce, per favore.
Salirono di sopra, entrarono nel piccolo salotto, in gran parte occupato dal vecchio Bechstein a coda, e si sedettero sulle due poltrone con i braccioli coperti di pezzi di stoffa fiorata, utile a nascondere il rivestimento consunto. Sid vers il t e sfoder un pacchetto delle sigarette egiziane preferite da Rachel.
Sei incredibile! Dove le hai prese?.
Le ho trovate in un negozio a Soho. Non disse nulla delle affannose ricerche che l'avevano portata fin l.
Splendido! Mi mancavano, devo dirlo! Le Passing Clouds non sono la stessa cosa.
Fumarono e si guardarono con piccoli sorrisi euforici, scambiandosi brevi osservazioni su argomenti che non interferissero con l'intensa felicit di essere l insieme, da sole. Sid prese una mezza bottiglia di gin e quel che restava di un Dubonnet che era l da anni e bevvero. Rachel raccont a Sid della foto, e subito lei volle vederla. Guard a lungo l'immagine incantevole di Rachel coi capelli raccolti in cima alla testa, la camicetta dal collo alto e la lunga gonna scura ben stretta in vita da una cintura; il suo volto aveva un'espressione cos innocente, cos franca, che dovette ricorrere a un tono civettuolo per dissimulare la commozione.
Ma guardati! Sei una vera bellezza!.
Ma che dici?.
Ma certo. E lo sei ancora. Il complimento non fu accolto bene. L'assoluta mancanza di vanit di Rachel e il suo completo disinteresse verso la bellezza fisica la portavano a reagire con disagio ogni volta che qualcuno faceva quel genere di osservazioni. Come sua madre, pens Sid, vuole che la sua bellezza se ne stia silenziosa negli occhi di chi la guarda. Adesso era un poco arrossita e aveva aggrottato la fronte per l'imbarazzo e il fastidio.
Cara, non  per il tuo aspetto che ti amo, le disse allora. Ma se cos fosse sarebbe comprensibile.
Rachel stava mettendo via la foto.
Non posso averne una copia, vero?.
Sono certa che il negativo  andato perso. Il Generale ne scattava tante, e la Duchessa ne ha buttate via a dozzine quando ci siamo trasferiti a Londra. L'ho presa per la piccola Clary.  cos infelice per via di suo padre.
Ci sono novit?.
Nessuna. A essere sincera, Sid, io ormai non ci spero pi. Credo che anche la Duchessa si sia rassegnata.
E Clary invece no?.
Mi pare di no. Non ne parla molto, ma il modo in cui non ne parla... ecco.... Le mancarono le parole e rest in silenzio. Poi, con voce alta e tremante, disse: E lo stesso star succedendo a chiss quanta gente! Tutto questo dolore, questa paura, questa attesa angosciante, questo attaccarsi a minuscole speranze! A volte penso che siamo tutti pazzi! Che cosa pu venirne di buono?.
O che cosa succederebbe se non avessimo reagito?.
Oh Sid, ormai faccio fatica a crederci! Come potrebbe essere peggio?.
Lo so che lo pensi. Per me  pi facile credere questo.
Per quale motivo?.
Sid rispose con voce ferma: Non ho niente da perdere. Tu non puoi andare in guerra, perci io non ho niente da perdere.
Poi per si rese conto che Rachel non capiva o non voleva capire quel ragionamento e pass a parlare d'altro.
Si recarono in Oxford Street con la vecchia e sporca Morris di Sid, videro il film e andarono a cena da McWhirter, un ristorante che occupava un intero isolato di seminterrati in Abbey Road - zuppa al pomodoro e merluzzo bollito - e Sid raccont a Rachel del suo lavoro al centro ambulanze (adesso prestava servizio come autista). Rachel, un'eccellente ascoltatrice, amava sentir parlare della gente che ci lavorava. Un ex podologo... be', immagino che tutti ormai siamo ex qualcosa, a parte il tassista coi piedi piatti. Il suo aiuto  prezioso, ma certo  che le sue conoscenze non possono esserci granch utili, visto che lavoriamo in un unico distretto. Poi c' l'ex insegnante di ginnastica che terrorizza le infermiere perch gli piace passare col rosso e guidare sul lato sbagliato della strada.
Come lo sai che ha i piedi piatti?.
Lo dice a tutti. Voleva arruolarsi, ma non l'hanno preso. Non finisce mai di lamentarsi per questo. Poi abbiamo un pacifista che si ubriaca, Dio solo sa di cosa, e ci dice tutte le cose tremende che vorrebbe fare ai guerrafondai, nei quali -  chiaro a tutti - include anche noi. Questo succede durante quelle interminabili serate che passiamo a bere t... be', tutti meno lui.
Sembra divertente, disse Rachel. Nella sua voce c'era una nota malinconica. Non aveva mai imparato a guidare, lei, e non aveva mai avuto un vero lavoro.
Per la maggior parte del tempo ci si annoia a morte. Non succede niente. Certo, ogni tanto abbiamo un caso di appendicite, un colpo apoplettico, un attacco di cuore, ma di queste cose si occupano gli addetti. Noi siamo l per le emergenze, e per ora di emergenze non ce ne sono state.
Grazie al cielo.
Lo so. Andiamo a casa? Posso farti un caff molto migliore di quello che ci servirebbero qui.
Quando infil la chiave nella toppa dell'ingresso, pens che le cose avrebbero dovuto essere cos sempre: lei e Rachel che tornavano a casa insieme. Quand'ebbe chiuso la porta, cerc a tentoni l'interruttore della luce, poi cambi idea e abbracci Rachel, che ricambi il suo abbraccio. Si baciarono. Rachel disse:  stata una serata incantevole.
S,  vero! Proprio il film che ci voleva. Chiss perch, quando un film  cos commovente e divertente,  sempre francese.
A me piace tutto quello che faccio con te.
Un piccolo tesoro da serbare nella memoria, pens Sid mentre accendeva la luce.
Fece il caff e lo bevvero sedute sulle malandate poltrone del salotto, di fronte al vecchio camino a gas che Sid aveva acceso. Poi si ricord che c'era del cherry brandy che Evie aveva ricevuto in dono ma che le era indigesto. Cos ce lo possiamo bere senza farci problemi!.
Si erano gi dette quello che c'era da dire su Evie ore prima: era fuori Londra, lavorava per un pianista di fama internazionale e sembrava contenta cos. Era splendido, disse Sid, non doversi preoccupare per lei. Molto tempo dopo, finito il cherry brandy (e nella bottiglia ce n'era pi di quanto Sid ricordasse), iniziarono la loro conversazione preferita su ci che avrebbero fatto una volta terminata la guerra: una lunga vacanza... ma dove? Sid propendeva per l'Italia, sempre che fosse stato possibile; Rachel per la Scozia, perch non c'era mai stata. Andarono a letto che era gi passata la mezzanotte.
Sid aveva voluto sistemare Rachel nella stanza di Evie, di gran lunga la migliore delle due che avevano e, dopo averla lasciata in camera a mettere a posto le sue cose e a fare il bagno, and di sotto a preparare una borsa d'acqua calda. Era consapevole della tensione che si era creata tra loro gi mentre salivano le scale. Sapeva il perch della sua tensione: ormai aveva trascorso diverse notti a Home Place e in certe occasioni - quando la casa era piena - aveva perfino dormito in camera di Rachel, in letti separati, e avevano preso l'abitudine di coricarsi vicine per un breve, dolce e di solito straziante lasso di tempo in cui Sid, con la testa di Rachel nell'incavo del braccio, non sapeva impedirsi di immaginare altre deliziose forme d'intimit. Quella per era la prima volta che trascorrevano del tempo in una casa da sole, senza doversi preoccupare della presenza di altre persone. Questo, se in un certo senso poteva farle sentire pi a loro agio, invece non faceva altro che accentuare la disparit dei sentimenti che provavano l'una per l'altra. Per Sid, nella condotta di Rachel c'era una forma di ipocrisia: se in circostanze diverse Rachel si era sempre preoccupata degli altri, di quello che potevano pensare o provare, che poteva dire adesso che non c'era nessuno? Ma in fondo Sid sapeva benissimo che il punto non era quello. Rachel aveva messo in chiaro, senza volerlo ma con assoluta chiarezza, che la sola idea del sesso, in qualunque forma, le faceva ribrezzo. Sono io quella che non  onesta, pens allora Sid. Quante volte, quante migliaia di volte aveva creduto di essersi sbarazzata di quei sentimenti, che erano inutili e pericolosi dato che, se fossero venuti allo scoperto, di certo avrebbero allontanato Rachel e lei sarebbe rimasta senza pi nulla. Ma quella sera, la prima vera opportunit che si fosse mai presentata nella loro vita insieme, cap che non si era sbarazzata d'un bel niente. Quando Rachel non era l con lei, poteva struggersi per la sua semplice presenza; ma quando c'era, Sid desiderava il suo corpo vivo.
Rimuginava su questi dilemmi mentre saliva le scale e, quando giunse alla porta di Rachel, non seppe trattenersi dal dire: Dato che non hai il tuo amore a tenerti stretta, ecco una borsa dell'acqua calda.
Sid!. Si era spogliata ed era in piedi in sottoveste, con in mano il beauty case. Sid! Che succede?.
Proprio niente. Ti prendo una vestaglia. Avrai freddo.
Saresti un angelo. Non c'era abbastanza spazio nella valigia, disse Rachel, poi la segu nella sua camera, che era molto pi piccola, e lei le diede una vecchia vestaglia a scacchi da uomo, sistemandogliela con tenerezza sulle spalle. Il rubinetto della vasca era aperto e una sottile nube di vapore aveva gi raggiunto il corridoio.
Rachel disse: Che succede? Non vieni a letto con me per chiacchierare un po'?.
Fa' il bagno. Poi vengo, certo.
Rachel si addorment quasi subito dopo il bagno, rilassata, con la testa sulla spalla di Sid.
...che ne pensi, cara?, stava dicendo Sid, e poi, guardando in basso, aveva capito che non avrebbe ricevuto risposta. Rest l, dolorosamente sveglia, fino a quando la lancetta luminosa della sveglia da viaggio di Rachel indic le due e mezza; allora, sapendo che se non avesse dormito sarebbe stata male il giorno dopo, si divincol con delicatezza e and nel suo letto, dove il sonno continu a negarsi.
... ...
Quel sabato pomeriggio si giocava un torneo di tennis al quale erano ammessi tutti i ragazzi, anche Lydia e Neville. Lo avevano organizzato Edward e Hugh. Le coppie erano state tirate a sorte e si giocavano partite di tre set. Avevano cominciato a giocare alle due del pomeriggio e la prima partita fu tra bambini. I piccoletti si rimpinzano troppo a pranzo, aveva detto Edward, e Neville, che giocava in coppia con Simon, fu battuto da Polly e Clary. Io comunque lo odio, il tennis, disse rosso per lo sforzo. E se non avessi dovuto giocare con Simon, che mandava tutte le palle fuori, probabilmente avrei vinto.
Non  vero!, disse Simon, che era deluso quanto e pi di lui. Tu non le prendevi affatto, le palle. Le mancavi e basta. Non so proprio perch ti abbiano ammesso al torneo.
Bisogna imparare a perdere con dignit, sentenzi Clary rivolta a Neville.
E perch? Io non sprecher la vita perdendo. Se devo fare una cosa, voglio farla da vincente. Senn non la faccio e basta.
Qualcuno deve pur perdere, Neville, fu l'irritante commento di Lydia.
Questo pu farlo un sacco di gente. Io per non sono tra questi.
Bene. Voi due farete i raccattapalle.
Oh, grazie tante!.
Basta cos, Simon, lo redargu Villy.
Comunque ogni coppia ha due possibilit, disse Edward. Simon  stato sfortunato a giocare in coppia con Neville, aggiunse rivolto a Villy.
L'importante  non rovinare questo bel pomeriggio, disse qualcun altro, e cominci la partita successiva.
Era un pomeriggio di eccezionale bellezza: l'aria era tiepida e profumata e splendeva il sole; il cielo era di un azzurro pallido ma vibrante, faceva abbastanza caldo per gli spettatori fermi intorno al campo, ma non tanto da affaticare i giocatori. Zo port Juliet con la carrozzina e Hugh aveva Wills che gli saliva e gli scendeva dalle ginocchia. La Duchessa faceva su e gi con una cesta di fiori appassiti. Mancava solo il Generale, che era nel suo studio a lavorare con Miss Milliment. Jessica, che era una giocatrice mediocre, fece coppia con Christopher: persero alla prima partita. Alle quattro del pomeriggio avevano tutti una gran sete, e la Duchessa fece servire uno spuntino sulla terrazza sopra il campo da tennis.
Ci vorrebbe della limonata. Peccato che non ci siano i limoni, disse.
Wills, Roly e Juliet non sanno cosa sia un limone, vero?, domand Lydia. Era entusiasta di non fare pi parte del gruppo dei pi piccoli. Se gli dicessimo un limone  un limone per loro non significherebbe niente, vero?.
Significa questo, disse Neville. Che non significa niente. Furono serviti tramezzini al cetriolo e frittelle: Simon cont le frittelle e calcol che gliene sarebbero toccate due. Al momento opportuno, avrebbe cominciato a fare il giro del tavolo chiedendo educatamente a ognuno se aveva intenzione di finire le proprie. Qualcosa rimediava sempre, perch Zo non le mangiava, ma d'altra parte sua zia ne aveva ceduta una a Wills, che ora era tutto impegnato a sotterrarla in un'aiuola, uno spreco imperdonabile. I bambini piccoli certe volte erano cos stupidi che si vergognava di essere stato uno di loro, anche se lui, ne era certo, non poteva essere stato tanto idiota. Polly era sdraiata sul prato accanto a suo padre. Che cosa sono le emorroidi?, domand. Ellen dice che bisogna stare attenti a non farsele venire, ma non vuole dirmi cosa sono.
Sono cose di cui non si parla, disse Neville d'un tratto. Poich nessuno neg, decise d'improvvisare. Sono come delle piccole protuberanze appuntite che ti vengono sul sedere e che ti pungono quando ti siedi. Possono contenere delle formiche. S. Grumi di formiche nel corpo di una persona. Si volt verso Lydia. Tu sai tutto in fatto di sederi, no? Spiegaglielo.
Non  vero, disse Lydia a disagio.
Invece s. Fidati.
Vi un breve silenzio. Poi Lydia, incapace di resistere al fatto che proprio a lei fosse rivolta una richiesta d'informazioni, disse: CULO.  questo che intendevi?.
Non credo proprio che a qualcuno interessino queste cose, Lydia, disse Villy usando il tono pi severo che le riusc. Decise di indagare su quanto avveniva la sera nella penombra delle camere da letto. Forse Neville era diventato troppo grande per dividere la stanza con una bambina.
La partita in corso fin. Il tuo rovescio  migliorato molto, Teddy, gli disse suo padre, e Teddy esult dentro di s, sforzandosi di mostrarsi indifferente.
Davvero?, fece, come se la cosa gli giungesse nuova.
Crisantemi bianchi. Una splendida variet precoce. Li trovo adorabili, disse la Duchessa.
Hanno il profumo dei fal. Fal stranieri, fece Clary dopo averli annusati.
Per me puzzano di gatto impaurito, disse Neville per provocarla.
Gli manca suo padre, bisbigli Villy all'orecchio di Jessica.
Risuon l'allarme antiaereo, ma nessuno fu sfiorato dalla cosa. I giocatori di ritorno dal campo reclamavano il loro t, ma l'acqua calda era finita.
Andiamo, Poll, disse Hugh scattando in piedi. Ci pensiamo noi a prenderla. Sentirono il ronzio degli aerei proprio quando stavano per entrare in casa. Sembravano tantissimi.
Polly disse: Sono i nostri, vero?, ma suo padre non mostr di averla sentita. Uscendo con le caraffe di acqua calda, videro gli aerei passare a ondate successive ad alta quota. Luccicavano al sole e puntavano tutti, con decisione, verso la stessa direzione. Polly guard suo padre che guardava in cielo e disse: Sono tedeschi?.
E Hugh, senza smettere di guardarli, replic: Bombardieri.
Be', non verranno a bombardare proprio noi, no?.
No, non puntano qui.
Il rumore adesso era pi forte - il cielo sembrava vibrare tutto - ma gli apparecchi volavano cos in alto che il rombo giungeva lontano, non certo assordante.
Hugh disse: Pensa tu all'acqua, e corse in casa.
Tornando in terrazza, Polly incroci zio Edward.
Dov' tuo padre?.
 tornato dentro.
Raggiunti gli altri, sent Teddy che diceva: Be', se sono diretti su Londra, c' da credere che la raderanno al suolo. Sono migliaia!.
Non proprio migliaia, Teddy.
Be', mamma, hai capito cosa intendo. E ne stanno arrivando altri. Sono tantissimi. Dov' andato pap? La lista con scritto chi sono i prossimi a giocare ce l'ha lui.
Villy rispose, con una punta di stanchezza: Sar andato a telefonare a Hendon per vedere se c' bisogno di lui.
Era vero, naturalmente, per gli dissero di no, che non c'era bisogno, perch non sembrava fossero loro il bersaglio. Hugh invece cerc disperatamente di mettersi in contatto con l'ospedale, ma non ci riusc.
... ...
La giornata aveva presentato diverse singolari situazioni: di sicuro nessuna delle due ne aveva mai vissuta una simile. Era cominciata con una tenera scaramuccia perch Sid aveva usato per la colazione tutta la sua razione di bacon (due fette a testa), ma alla fine l'aveva avuta vinta e avevano mangiato anche pomodori e pane fritto.
Dovevo portarmi le mie tessere, disse Rachel mentre accendevano le prime due sigarette della giornata.
Sciocchezze! Io, poi, mangio quasi sempre alla mensa. Non preparerei mai il bacon per me sola. Sent la stanchezza dovuta all'insonnia dissolversi in pura gioia all'idea di un'intera giornata da trascorrere insieme. E ora la grande domanda. Che cosa ti va di fare?.
Concerto alla National Gallery?.
Di sabato non ce ne sono, temo.
Be', io devo fare qualche compera. Mi serve un tailleur bello caldo... tweed o altro. E poi vorrei regalarti una camicetta per il tuo compleanno. Dovrei anche andare a trovare Sybil. Nel fine settimana  senza Hugh.
Fu la prima piccola nuvola. Io sono senza di te nel fine settimana e anche gli altri giorni. Non doveva essere la nostra giornata?.
S. Andiamo a pranzo in un bel posto, dopo gli acquisti. Il pranzo lo offro io, dato che mi sono mangiata tutto il tuo bacon. Poi decideremo cosa fare.
Lasci cadere l'argomento senza aver capito se la visita a Sybil fosse stata tolta dal programma oppure no.
Di solito detestava fare compere, ma non se c'era Rachel. Provava un intenso piacere nell'aiutarla a scegliere, nello starsene seduta su una poltroncina dorata a guardarla sfilare con questo o quell'abito. Alla fine tornarono in macchina con una bella scatola contenente una giacca lunga di tweed grigio-azzurro e una gonna a pieghe, e andarono in Jermyn Street, dove Rachel scelse la camicetta da regalare a Sid (di seta a strisce marrone e color caff) e vi aggiunse anche una cravatta color tabacco che si abbinava alla perfezione.
Cara, questo  un negozio molto costoso. E poi non c' bisogno che mi compri anche una cravatta.
S, invece. Il Generale mi d una generosa indennit di vestiario, e io non spendo un soldo da un sacco di tempo.
L'idea che fosse il Generale, bench indirettamente, a donarle quelle cose le risultava un po' deprimente. Le attraversarono la mente pensieri come: La pagano per stare a casa con loro. L'hanno resa dipendente in tutto e per tutto. Li scacci senza esitazione, perch erano ingiusti e assurdi. Da qualche parte Rachel doveva pur prendere del denaro: nessuno poteva farne a meno del tutto; era insensato indugiare in simili ragionamenti. Adesso compriamo qualcosa per te, disse. Ma convincere Rachel a spendere per se stessa al di l dello stretto necessario si rivel quasi impossibile. Non volle comprarsi una camicetta: proprio non le serviva, disse. Acconsent a prendere una maglia da abbinare al tailleur, e passeggiarono lungo Burlington Arcade alla ricerca di quella giusta. Poi si rifiut di sceglierne una in cachemire. Davvero, cara, non ne ho mai avute. Sono talmente costose!, e scelse invece un twin set, maglia e golf, indaco chiaro. Che ne dici, sta bene col tailleur?.
Oh, s. Stava bene coi suoi occhi, pens Sid.
A Rachel servivano anche delle pantofole nuove. Quelle che ho ormai non hanno pi una forma.
Quando fu ora di pranzo, Rachel disse che uno dei posti preferiti da Edward era Bentley's, che da l si poteva raggiungere a piedi, e poich a entrambe piaceva il pesce decisero di andare l. Rachel ordin dell'aragosta per Sid, sapendo che era uno dei suoi piatti preferiti, e per s scelse una semplice sogliola alla griglia. Bevvero mezza bottiglia di vino bianco e furono molto felici. Sid dovette aiutare Rachel a calcolare la mancia, e fu allora che si rese conto che la sua amica non aveva mai invitato una persona a mangiare fuori prima di allora. Sono un disastro a fare i conti, disse. Anche se non  molto educato, devo dirti quant'. Il loro era l'unico tavolo con due donne: c'erano le solite coppie oppure uomini da soli, ma nessuna donna che mangiasse da sola o in compagnia di un'altra donna, e Sid si accorse che gli altri le osservavano, dicevano qualcosa e si scambiavano sorrisi per poi evitare accuratamente di guardare nella loro direzione, ma non le parve che Rachel se ne fosse accorta. La sua attenzione era a tal punto assorbita da Sid che non fin nemmeno di mangiare la sua sogliola. Era enorme!, si giustific. Quando Sid disse che era stato un pranzetto delizioso, Rachel le prese la mano (fu allora che Sid si rese conto, con imbarazzo, dei molti sguardi puntati su di loro), ma per nulla al mondo avrebbe rifiutato un gesto di affetto da parte dell'amata e ricambi la stretta con deliberata spavalderia. Fu un'altra piccola nuvola, ma decise di tenerla per s.
I guai cominciarono quando, mentre si dirigevano alla macchina, Rachel le chiese di lasciarla davanti all'ospedale dove era ricoverata Sybil. Se vediamo un fioraio fermiamoci, cos prendo dei fiori da portarle.
Che cosa farai dopo?.
Oh, prender l'autobus e ti raggiunger a casa tua.
Ti aspetto.
No. Non sarei tranquilla al pensiero di te che mi attendi in strada.
Le hai detto che andrai a trovarla?.
No. Non sapevo se avrei potuto.
E ora invece lo sai?.
Be', non c' ragione di non andarci. Non abbiamo niente di speciale in programma.
Non potresti andarci domani? Nel primo pomeriggio, prima di prendere il treno? Io torno in servizio alle sei.
No. Ho promesso che avrei preso il treno subito dopo pranzo, in modo da poter leggere qualcosa al Generale prima di cena.
Non me l'avevi detto.
Sono certa di s, invece. Ho detto che sarei tornata domenica.
Non capiva, pens Sid. Non ci arrivava proprio. Stette ad ascoltarla.
Sybil sta soffrendo molto, poverina. Una breve visita non costa niente. Non farlo sarebbe un atto di egoismo terribile. Non puoi non capire questo.
E sarebbe un atto di terribile egoismo anche rinunciare a leggere per il Generale per una volta, una sola volta, in modo da avere un po' pi di tempo per noi?.
Rachel la guard accigliandosi. Lo sarebbe, s. Certo.
Sid allora sbott: Ah, se solo fosse un atto di egoismo anche rinunciare a stare con me! Ma questo potr succedere solo dopo che i tuoi genitori saranno morti, immagino.
Cal un silenzio gelido. Poi Rachel disse, con voce lontana e tremante: Hai detto una cosa veramente orribile.
Sid represse a fatica l'impulso di scusarsi, di mettere via la questione con un atto di contrizione, e disse: Ma tu vuoi fare solo quello che ritieni sia tuo dovere... nei confronti degli altri. Non fai mai nulla per te stessa!.
Rachel rispose, sempre con freddezza: Perch dovrei? Ho una vita meravigliosa. Inoltre si d il caso che voglia molto bene ai miei genitori.
Non si dissero altro per tutto il tragitto da Regent Street a Portland Place e poi fino in fondo a New Cavendish Street, dove si trovava l'ospedale. C'era un chioschetto di fiori vicino l'ingresso principale. Rachel scese dall'auto. Sar di ritorno verso le cinque, disse.
Sid la guard mentre sceglieva un mazzo di rose e varcava l'ampio portone d'ingresso. Si allontan con la macchina di qualche metro, poi si ferm, spense il motore e si mise a piangere.
Erano passate quasi due ore quando Rachel riemerse. In quel lasso di tempo Sid aveva smesso di piangere, aveva fumato otto sigarette, si era detta prima che era dalla parte della ragione, che lei era quella che affrontava le cose mentre Rachel era la pi vigliacca, la pi dipendente, quella che non voleva rischiare. Poi si era detta che Rachel era cos generosa e amorevole per natura. Si era detta che era stata lei, Sid, a rovinare la loro breve vacanza con la sua gelosia, la sua possessivit: se l'era presa con Rachel per cose che lei sentiva chiaramente come suoi doveri... Si ricord di quella frase: Mi piace tutto quello che faccio con te. Non  che Rachel non l'amasse. Vorrei stare sempre soltanto con te, le aveva detto una volta: un vecchio osso che Sid teneva sepolto nella memoria ma che poteva tirar fuori all'occorrenza, quando aveva bisogno di un po' di conforto. Era lei, Sid, quella smaccatamente incapace di trarre il meglio da ci che aveva; era lei quella avida e possessiva e collerica. Quando Rachel fu di ritorno, era riuscita a fare di se stessa la vera cattiva della situazione.
Non dovevi aspettarmi!, le disse.
Ho voluto farlo. Perdonami per essere stata un tale mostro.
Non sei affatto un mostro. Va tutto bene, comunque.
Prese la mano di Rachel e la baci. Mi dispiace tanto.  bellissimo averti qui.
Rachel allora sorrise, socchiuse gli occhi e si chin a baciarla. Scusami tu. Ho messo il broncio.
No, no.  solo colpa mia.
Stavo pensando... perch non andiamo a teatro stasera?.
Splendida idea. Prendo una copia dell'Evening Standard in Baker Street.
Poi parlarono di Sybil, sulle cui condizioni Sid s'inform con tutto l'interesse che dimostrava verso chiunque in ogni circostanza.
 ancora molto debole, poveretta, e desidera tanto tornare a casa. Ma non vuole dare fastidio. Inoltre  convinta che Hugh voglia che resti un po' di pi in ospedale, ma che cerchi in tutti i modi di farla dimettere perch  convinto che lei lo voglia.
Sembra molto complicato.
Lo so. Le coppie sposate sanno come districarsi nel loro rapporto. Tra loro si conoscono, ma agli occhi degli altri sono pieni di stranezze.
Immagino sia cos. E pens a quanto le sarebbe piaciuto condividere con lei quel genere di stranezze da coppia sposata.
Lo sai, nonostante il pranzo abbondante, mi andrebbe un t.
Appena arriviamo a casa lo prepariamo. Del resto ormai  ora.
Rachel guard l'orologio. Quasi un quarto alle cinque. Hai ragione.
Parcheggiarono davanti casa e, mentre portavano dentro i loro acquisti, sentirono suonare l'allarme antiaereo.
Oh, santo cielo!.
Ce ne sono di continuo. Di solito non succede niente.
Ma poco dopo si ud lo scoppiettio della contraerea.
Capita che colpiscano qualcosa?, domand Rachel mentre scendevano in cucina per preparare il t.
Ogni tanto, ma perlopi sparano per costringerli a volare il pi in alto possibile, in modo che non possano prendere bene la mira.
Dopo che ebbero bevuto il t e scelto un teatro, Rachel osserv: Se si sente la contraerea, vuol dire che da qualche parte c' un attacco.
Se c',  molto lontano da qui. Dai, suoniamo qualcosa di Brahms.
Oh, Sid, sono una tale frana! Non posso suonare con te.
Chi se ne importa? Io adoro suonare con te.
Cos Rachel fece del suo meglio con la SonatainSolmaggiore e Sid fu paziente con i suoi molti errori. Poi decisero di bere qualcosa, e Rachel disse che voleva vedere il giardino di Sid. Non c' niente da vedere, temo.  una giungla. Ma Rachel apr lo stesso la porta finestra e cominci a scendere i gradini di ferro battuto, poi la chiam: Sid! Vieni a vedere.
Sid chiuse la custodia del violino e la raggiunse. Dal lontano orizzonte saliva lentamente nel cielo una gigantesca nuvola di fumo, una specie di enorme pallone.
Dove credi che sia?.
Be', siamo rivolte a est, perci debbono essere i moli... di sicuro l'East End.
Il sole stava calando e il cielo violaceo intorno alla palla di fumo si andava tingendo di rosa davanti i loro occhi. Da fuori, il rumore della contraerea si sentiva in maniera pi distinta: un debole ma insistente crepitio. Stettero entrambe a guardare e ad ascoltare per alcuni minuti, poi Rachel disse che il giardino poteva vederlo anche da dentro e che per questa volta ci avrebbe rinunciato.
Voglio rammendare la tua vestaglia, propose.
Davvero, cara? Se lo fai, ti ripagher in gin.
E la nostra serata a teatro?, disse Sid dopo averle procurato ago e filo.
Be', stavo pensando che forse sarebbe bello restarcene in casa, disse Rachel mentre rovesciava la manica per meglio esporre i lembi dello strappo.
Sid ne fu entusiasta. Accese il fuoco e vers da bere.
Per cena, annunci, potremmo mangiare del formaggio alla griglia oppure una scatoletta di sardine risalente al secolo scorso. O entrambe le cose, si capisce.
Oh no. Una delle due andr benissimo. Non ci vedo pi, cara. Puoi oscurare le finestre e accendere la luce?.
Sid chiuse le imposte e poi and alla porta finestra per tirare la tenda. La palla di fumo non si vedeva pi, ma il cielo in quel punto era di un arancione innaturale. Non si sentivano pi le mitragliatrici.
Rachel, dal silenzio di Sid, avvert che c'era qualcosa di strano. Si alz e si mise al suo fianco. Stettero a guardare.
Sembra che il cielo stia sanguinando a morte, disse Rachel. Dev'essere stato un attacco pesante.
Non  suonato il cessato allarme. Non  ancora finita.
E come a conferma di questo sentirono ripartire il fuoco delle mitragliatrici.
Stavolta potrebbe toccare a noi, disse Sid. Nella strada accanto c' un rifugio antiaereo. Dobbiamo preparare qualche panino e un thermos, perch forse dovremo andarci.
Invece non fu necessario. Un'ora dopo, quando spensero le luci per guardare fuori, il cielo era ancora in fiamme e vi si stagliavano contro non uno ma molti grossi pennacchi di fumo scuro.
Accendiamo la radio.
 rotta. Mi dico sempre di portarla a riparare, ma non l'ho ancora fatto. Mi dispiace.
Mangiarono i panini e bevvero il caff che avevano messo nel thermos.
Non bisogna sprecare, disse Rachel. Detesto saperti qui a Londra, aggiunse poi.
Va tutto bene. Ho un buon lavoro, sicuro e noioso.
Giocarono a piquet e Sid, che di solito vinceva, perse tutte le mani. Le venne in mente il vecchio adagio, ma non lo disse. Di comune accordo, dopo l'ennesima occhiata preoccupata al cielo, andarono a letto.
Il trillo del telefono svegli Sid mentre stava dormendo nella sua stanza. Era il quartier generale. Non ci sono abbastanza ambulanze, anzi, non c' abbastanza di niente a dire il vero. Vorremmo che venissi subito, concluse la voce.
Erano le quattro e mezza. Sid s'infil la tuta da lavoro con un maglione sotto. Poi and ad avvisare Rachel.
... ...
La famiglia stava finendo di cenare, un po' in ritardo perch dopo il torneo di tennis tutti avevano voluto fare il bagno, quando squill il telefono. Hugh scatt in piedi. Sar Sybil, disse. Aveva cercato di mettersi in contatto con l'ospedale pi volte, da quando avevano visto la prima ondata di bombardieri volare sopra la campagna.
Lo spero vivamente, disse la Duchessa.  cos preoccupato, nonostante quello che hanno detto al notiziario. Avevano saputo che era stato sferrato un attacco su Londra ed erano tutti preoccupati: Villy pensava a Louise, che aveva telefonato per dire che li avrebbe raggiunti non prima di domenica perch c'era una commedia che non poteva assolutamente perdere; la Duchessa era in pensiero per Rachel; Edward era segretamente in pena per Diana, con cui aveva passato la notte precedente e che gli aveva comunicato la sua intenzione di restare a Londra per fare delle compere.
Hugh torn: non sembrava sollevato. Hanno colpito i moli, disse. Un grande attacco sull'East End e sui magazzini del porto.
Quali moli?, domand allarmato il Generale.
Tutti e tre, temo. Le segherie sono saltate per aria come polveriere. Con tutta quella segatura... Era il vecchio George. Ha detto che probabilmente stava iniziando un altro attacco, mentre eravamo al telefono. Lui non  di turno, ma  andato comunque a dare un'occhiata. Chiamava da una cabina e a un certo punto ha finito i soldi, perci questo  tutto ci che so.
Vi fu un silenzio. Poi Teddy domand: Vuol dire che siamo rovinati?.
 possibile, disse suo padre. Hugh,  meglio se andiamo.
Non c' motivo di andare adesso, disse il Generale. Non potreste fare niente, di sera. Ci andrete domani mattina presto.
Polly scoppi in lacrime. Pensa a tutta quella povera gente! Le bombe, le case distrutte, i morti!.
Poll, tesoro. Hugh le si sedette accanto. Speriamo che la situazione non sia tanto brutta.
La mattina dopo, invece, Polly scopr che la situazione era brutta davvero. C'erano stati quattrocento morti, pi di millecinquecento feriti gravi e migliaia di persone avevano trovato cumuli di macerie e vetri rotti al posto delle loro case.
5 W. Shakespeare, Romeo e Giulietta, Scena i, Atto iii, in Letragedie, trad. it. di Salvatore Quasimodo, Milano, Mondadori, 1976.

Louise. Autunno-inverno 1940.

Era la prima cena davvero da adulti a cui partecipava. Non una cosa di famiglia, nella quale automaticamente sarebbe stata relegata nel ruolo marginale di un'adulta a met, ma una cena in cui, a parte l'amica di mamma, Hermione Knebworth, che l'aveva invitata, nessuno la conosceva, tutti erano pi grandi di lei e la trattavano alla pari. Hermione - quanto era gentile! - l'aveva voluta invitare di punto in bianco e soprattutto era stata lei a convincere mamma a lasciarla venire a Londra e a passare la notte in casa sua. In verit Hermione aveva detto a Villy: Cara, ho un bisogno disperato di una ragazza giovane! Qui sono tutti vecchi bacucchi e sono sempre gli stessi! Inoltre  ora che Louise faccia la conoscenza di qualcuno che non sia uno di quegli artistoidi della scuola di recitazione. Ma Louise questo non lo sapeva. Sua madre le aveva detto soltanto che Hermione desiderava parlarle.
Hermione? Non conosco nessuno che si chiami cos, a parte naturalmente la moglie di Leonte.
Hermione Knebworth. Certo che la conosci. Villy doveva gridare perch Louise si era fermata sul pianerottolo in cima alle scale e lei era nello studio del Generale. Louise! Vieni qua subito, per favore. Si tratta di un'interurbana.
Louise aveva iniziato a fare (quasi) tutto quello che sua madre le chiedeva, solo che lo faceva molto, molto lentamente. Ora, mentre scendeva le scale con il massimo della calma, pareva il ritratto della dignit offesa.
Dacch la mia risposta non pu che contraddire l'accusa, mormor. E il solo testimonio a mio scarico non posso essere che io stessa...6.
Louise!.
Ma l'invito si era rivelato una cosa davvero eccitante. Del resto tutto era meglio che stare a Home Place a fare la muffa. La scuola di teatro aveva chiuso i battenti dopo l'attacco aereo e, nonostante avesse cercato lavoro presso varie compagnie di repertorio, nessuno l'aveva voluta. Non possedeva un abito da sera decente e avrebbe desiderato prenderne in prestito uno dalla madre, che per naturalmente non aveva voluto saperne, sostenendo che erano troppo da grandi per lei, e cos le era toccato rassegnarsi al vecchio vestito di raso color corallo che ormai le dava la nausea e le andava pure un po' corto.
Invece, quando giunse nel lussuoso appartamento di Hermione a Mayfair, la prima cosa che la sua ospite disse fu: Immagino che ti far piacere andare a prendere qualcosa di carino per stasera. E l'aveva portata nel suo negozio che distava solo cinque minuti da casa. Aveva scelto per lei un abito di chiffon azzurro cielo con le spalline pieghettate col quale non si poteva indossare il reggiseno, prospettiva eccitante di per s. Hermione le aveva dato anche una bella scatola con dentro delle culotte, una sottoveste di seta azzurro chiaro con l'orlo di pizzo bianco e un bellissimo paio di calze di pura seta.
E adesso otto persone sedevano nella sala da pranzo blu notte di Hermione - di giorno era buia come l'inferno, ma tanto lei non pranzava mai in casa -, con le candele sopra il tavolo, a consumare la cena favolosa che la padrona di casa aveva fatto portare da un albergo nelle vicinanze: caviale, che Louise non aveva mai mangiato prima, pernice arrosto, mousse di cioccolato e champagne rosa; e poi un piatto di squisiti stuzzichini a base di funghi e bacon croccante. Mangi tutte le portate, ma non parl molto perch l'atmosfera era per lei insolita, tutti erano cos tanto pi grandi e aveva paura di dire qualcosa fuori posto. C'erano due coppie, gli uomini in uniforme e le donne in abito da sera, naturalmente; c'era anche un tale che non doveva essere troppo vecchio, ma era molto taciturno e sembrava non avere occhi che per Hermione, anche se lei a malapena gli badava; poi c'era un uomo con l'uniforme della Marina, seduto accanto a Hermione e di fronte a Louise. Non era decrepito come le coppie sposate, ma vecchio lo era eccome: almeno trent'anni, pens. Lei era seduta tra due ufficiali dell'esercito che si comportarono in modo gentile e noioso, domandandole dove vivesse e cosa facesse, poi Hermione li interruppe dicendo: Malcolm,  la figlia di Edward Cazalet... ti ricordi di Edward?.
Oh, ma s, certo. E Louise si accorse che sua moglie cominci a guardarla con rinnovato interesse.
Adesso tutti punzecchiavano Hermione perch era riuscita a mettere insieme una cena cos buona. Ci riuscirebbe anche se fossimo sopra un'isola deserta!.
Per fortuna non  questo il caso.
Non saprei se  una fortuna. Le notti sarebbero senz'altro pi tranquille, non le pare?.
Io dormo quasi sempre all'Ufficio di Guerra. Sottoterra. Non si sente niente.
Marion poverina non potrebbe mai farlo.
Marion poverina passa le notti a giocare a carte in una sede dell'ARP7!.
Non  affatto vero! Ci sono incidenti uno dietro l'altro, adesso che se la stanno prendendo col West End.
Hermione invece, prosegu imperterrito quel tale, vende vestiti.
Il tipo taciturno si anim all'improvviso. Questo  falso, esclam. Hermione si alza ogni mattina alle cinque e va a lavorare in una fabbrica di munizioni.
L'altro uomo non troppo vecchio alz gli occhi dalla pernice. Davvero? Hermione, abbiamo passato tante ore insieme e non me l'hai mai detto.
Non lo dice a nessuno.
Comunque probabilmente dovr smettere. Hermione lo disse col tono di chi vuole dichiarare chiuso l'argomento.
Ma il tipo taciturno non si lasci zittire.
E sapete perch? Ha trovato un modo per fare la sua parte del lavoro pi in fretta di tutti gli altri e questo ha portato scompiglio nella catena di montaggio. In pratica, si  fermata la fabbrica.
John, caro, non parliamone pi! Tra l'altro,  un argomento cos noioso. Ma gli sorrise con quegli occhi grigi e intelligenti, poi gli chiese di accenderle una sigaretta e lui ripiomb nel suo totale silenzio adorante.
Della guerra in senso stretto non si parl, ma ci furono dei pettegolezzi riguardo ad alcuni personaggi di spicco. Il generale de Gaulle: Un uomo goffo, molto rigido, che non ha niente del proverbiale tatto dei francesi, disse quello che dormiva all'Ufficio di Guerra. E poi il generale Ismay che, a quanto pareva, aveva frequentato la stessa scuola di uno dei presenti. Un bel tipo... che va d'accordo con tutti. Tutti si dissero contenti della rielezione del presidente Roosevelt.  molto pi probabile che venga in nostro aiuto lui di un qualsiasi repubblicano. Poi la conversazione prese una noiosa deriva tecnica, con gli uomini che parlavano di un certo accordo fatto da Churchill per cinquanta cacciatorpediniere americani. Le donne si erano messe a parlare di bambini. Non ci crederai mai: Jonathan piangeva perch non ci sono stati i fuochi d'artificio la notte di Guy Fawkes!. Louise stava cominciando a provare un senso di delusione quando il tale seduto di fronte a lei si chin sul tavolo e le disse a voce cos bassa che lei lo sent a malapena: Sei stupenda!. E sostenne il suo sguardo con un'espressione di ammirazione cos irresistibile che Louise si sent arrossire e non le venne in mente una risposta.
Lui allora le sorrise e le disse: Forse i cacciatorpediniere non sono il tuo argomento preferito?.
No davvero. A chi possono interessare?.
Be', a me per esempio, dato che ci lavoro sopra.
Oh!. Ecco in che genere di trappole si cadeva quando non si conosceva nessuno! Chiedo scusa, disse.
E qual  invece il tuo argomento prediletto?.
Be', sto studiando recitazione. Stavo, dovrei dire, perch la mia scuola ha chiuso dopo l'attacco aereo. E poi divent tutto facile: gli raccont dei provini che aveva fatto invano presso le compagnie di repertorio, del progetto della scuola di trasferirsi in campagna, in un teatro libero, e di riconvertirsi in una compagnia di studenti; della sua preferenza per le parti maschili in Shakespeare; della sua famiglia che non l'appoggiava e pensava che dovesse invece partecipare allo sforzo bellico.
Non lo mangi il pudding?  buonissimo, davvero.
Non vado pazza per il pudding, ment, ma le sembrava il genere di frase che avrebbe detto un'adulta.
Davvero? Io invece s. E pi sono indigesti, pi mi piacciono. Il roll di rognoni con la melassa era il mio preferito, a scuola.
Questo la colse alla sprovvista. Be', alcuni piacciono anche a me.  solo che ho mangiato davvero tanto stasera.
Probabilmente sei molto saggia.
Qualcuno reclam la sua attenzione, e lei mangi qualche cucchiaino di mousse al cioccolato per non apparire maleducata. Quando alz gli occhi, Hermione le rivolse un sorriso meravigliosamente rassicurante. Poco prima l'aveva presentata dicendo: Lei  mia figlia. Magari lo fossi davvero, pens Louise. Sarebbe stata una madre perfetta. Era elegantissima nel suo abito di seta rossa con scarpe in tinta. Profumava di gardenie. Louise lo sapeva solo perch glielo aveva chiesto. Un lieve sentore che si respirava in tutto l'appartamento, come se le bastasse entrare in una stanza per lasciarvi il suo profumo.  Caron's Bellodgia, le aveva detto. Era stato prima dell'arrivo degli altri ospiti, quando aveva passato in rassegna il tavolo rotondo raddrizzando forchette e coltelli, lisciando tovaglioli, ravvivando rose, dicendo al cameriere di cambiare i bicchieri da vino. Sembrava riuscisse a fare ogni cosa in maniera perfetta e in pochi secondi, e Louise aveva notato come anche ai camerieri non dispiacesse la sua voce strascicata e perentoria quando diceva loro che avevano sbagliato. Non sopporto i piattini da burro di vetro, aveva detto. Cambiateli. Come ho gi detto, devono essere di porcellana bianca. E non si devono vedere tracce di prezzemolo. E tutti rispondevano: S, signora, e si precipitavano a prendere quello che aveva chiesto.
Dopo cena, la serata prosegu in salotto, dove c'erano poltrone dai braccioli dorati - che le ricordavano un po' la casa di Stella - e dove fu servito il caff con lo zucchero, zucchero vero. Il tale che le aveva fatto i complimenti prima - le pareva di ricordare che si chiamasse Michael - era seduto accanto a lei, ma Louise si vergogn di chiedergli il cognome, perch lui glielo aveva detto quando erano stati presentati e non lo ricordava.
Ma poi Marion disse: E il famoso quadro?  finito? Posso vederlo?.
E lui rispose: L'ho lasciato nell'ingresso. Appartiene a Hermione.
Sono felice di mostrartelo. Portalo qui, Michael.
Era un ritratto a grandezza naturale di Hermione con un abito di seta grigio, in piedi accanto a un caminetto di marmo bianco e con un braccio posato sulla mensola. Alle sue spalle, dal lato opposto del caminetto, c'era una tenda di velluto giallo, scura e piuttosto sudicia. Il dipinto era splendido, pens Louise. Si capiva subito che si trattava di Hermione: i capelli, i tratti del volto, ogni cosa era fedele, ma allo stesso tempo non se ne ricavava un'idea precisa di come Hermione fosse in realt. Il raso del vestito, le pieghe pesanti del velluto, le venature bianche del marmo erano tratteggiati con maestria. A Louise parve un ottimo dipinto, ma non un buon ritratto. Non ci fu bisogno che esternasse il proprio parere, perch tutti esclamarono subito: Favoloso!  proprio uguale a te! Una meraviglia! Temevo fosse uno di quei quadri moderni dove non si capisce nemmeno cosa sia rappresentato, figuriamoci poi riconoscere una persona!.
Hermione disse: Mi lusinga, ma immagino che se cos non fosse stato mi sarei dovuta arrabbiare.
Presto gli ospiti esaurirono i commenti al riguardo, ma Louise not che Michael continuava a osservare il quadro con un'espressione seria, quasi lo vedesse per la prima volta.
Poco dopo, qualcuno propose di andare in un locale notturno.  suonato l'allarme, fu obiettato, poi un altro dichiar: Non intendo lasciare che Herr Gring rovini la mia vita notturna.
Marion disse: Io credo che per stasera rinuncer. Domani sono di turno e ho un disperato bisogno di dormire. Tu per vai, Frank, se ne hai voglia.
No. Ti porto a casa e poi andr al vecchio bunker. Sar pure un soldato da scrivania, ma al momento ho un mucchio di lavoro da fare.
Alla fine, andarono in quattro: Hermione, il taciturno John, Michael e Louise, all'Astor, in Berkeley Street, con la macchina di John.
Il posto le parve molto buio quando entrarono, ma Louise not che ci si abituava subito. Era pieno, ma tutti conoscevano Hermione e dopo poco procurarono loro un tavolo. Ordinarono dello champagne e Michael disse che avrebbe gradito anche dell'acqua minerale. Hermione chiese a Michael di farla ballare e Louise, un po' delusa, fu lasciata da sola con John. Anche lui era chiaramente scontento degli ultimi sviluppi.
Balliamo?, le disse senza convenevoli.
Era facile ballare con lui: la piccola pista era gremita e lui era bravo a evitare gli altri ballerini.
Ti  piaciuto il ritratto?, domand Louise per riempire il silenzio.
Non capisco niente di pittura, replic. Ma suppongo che chiunque possa dipingere un bel quadro, con Hermione come modella.
 la donna pi affascinante che io conosca.
Questo lo anim. Lo  davvero! Ed  anche molto intelligente. In effetti  la persona pi straordinaria che io abbia mai incontrato. La conosci da molto?.
Be',  una vecchia amica di mia madre. Perci, in un certo senso, s. Ma del resto uno non conosce mai bene gli amici dei propri genitori.
Immagino sia cos. Poi aggiunse, dopo un breve silenzio: Michael lo conoscevi?.
Mai visto prima di stasera. Come fa di cognome?.
Non lo sai?. Per qualche ragione la cosa gli fece piacere. Pare sia piuttosto famoso. Un ritrattista di grido. Un suo quadro costa una fortuna. Hermione non avrebbe mai potuto permetterselo. Si tratta di un regalo, ma lei non vuole dire di chi. E torn a deprimersi.
Come ha fatto a dipingerlo se  in Marina? Mi ha detto che presta servizio su un cacciatorpediniere.
 in congedo per malattia. Ha avuto l'appendicite. Il medico di bordo ha dovuto procedere con l'asportazione dell'appendice. La cosa si  un po' complicata e adesso  in licenza per circa sei settimane. In quel momento la musica cess e tornarono al tavolo.
Quando fu il suo turno di ballare con Michael, Louise constat che era un ballerino provetto. Suonavano un quickstep, e lui le fece fare le evoluzioni pi complicate. Lo sforzo di stargli al passo le mise addosso una gran tensione.
Rilassati e segui me, le disse, ma queste istruzioni non le furono d'aiuto.
Mi dispiace. Non sono abbastanza brava per te.
Sciocchezze! Ho solo fatto pi pratica. Andavo all'Hammersmith Palais ogni settimana, un tempo. Visto? Quando ti tocco la spalla, devi andare nell'unica direzione in cui puoi muoverti.
Ma per lei non era cos semplice.
Gli altri stanno ballando, disse. Torniamo al tavolo e facciamo due chiacchiere.  da poco che mi occupo di cacciatorpediniere. Fino a poco tempo fa mi occupavo di volti. E tu hai un volto davvero fuori dal comune. Non vedo l'ora di disegnarlo. Molti ritengono che i miei quadri siano volgari, e probabilmente hanno ragione, ma nel disegno me la cavo. Posso farti un ritratto a matita?.
Non saprei. Era stupefatta dalla descrizione che aveva appena udito della propria faccia e non vedeva l'ora di andarsene per vedere che cosa fosse cambiato dall'ultima volta che si era guardata allo specchio. Sono in citt solo per stanotte. I miei non vogliono che resti a Londra.
Hanno ragione, certamente. Be', forse potresti....
Ma in quel momento accadde una cosa cos straordinaria che il tempo parve fermarsi. Ci fu un'esplosione sorda, molto forte, poi tutto inizi a traballare, come se le pareti si stessero sforzando di restare in piedi; i grossi lampadari dalla luce soffusa tremarono con un tintinnio irregolare, i paralumi rossi sui tavoli vibrarono, lo champagne ondeggi nei bicchieri. Tutti trattennero il fiato e una donna emise un Oh!, acuto e innaturale, ma tutto accadde nello stesso brevissimo lasso di tempo. Poi, molto lentamente, un pezzetto d'intonaco staccatosi dal soffitto cadde sul loro tavolo, accanto ai bicchieri. Lei era rimasta seduta, dritta e immobile.
Michael le prese la mano. Che ragazza coraggiosa!, disse. Stavo dicendo: vieni nello Wiltshire per il fine settimana, a mia madre farebbe piacere conoscerti. Adesso ne sono ancora pi convinto.
Una bomba?, domand Louise.
Una bomba molto vicina, a quanto pare.
In quel momento Hermione e John tornarono al tavolo.
Adesso stanno davvero esagerando!, esclam Hermione con la sua pronuncia strascicata. Uno non pu rilassarsi un attimo, concedersi un po' d'innocente divertimento che loro subito arrivano a rovinarlo! Ci vuole un'altra bottiglia di quest'ottimo champagne per tirarci su.
Quando il cameriere venne a prendere la loro ordinazione, li inform che la chiesa di Piccadilly Circus era stata colpita, almeno stando a quel che si diceva. Molti avevano iniziato ad andarsene, ma Hermione sugger di restare. Non ci stanno piovendo le bombe addosso. Si rivolse a Louise. Stai bene, piccola?.
Louise annu. Adesso, dopo che il suo coraggio era stato elogiato, le tremavano le ginocchia.
Ore dopo, mentre si toglievano le mantelle nell'appartamento di Hermione, quest'ultima le disse: Hai fatto colpo su Michael Hadleigh! Ti sei divertita?.
Oh,  stata una serata stupenda. Sei stata davvero gentile a invitarmi. Louise le baci la guancia scolpita e profumata.
Hermione le diede una piccola pacca e disse: Ti avverto,  un rubacuori. Sono certa che lo rivedrai, ma non farti coinvolgere troppo, me lo prometti?.
Non lo far. Lo disse perch sapeva di doverlo dire, ma dentro di s era curiosa di vedere se quell'uomo riusciva davvero a rubarle il cuore.
Hermione la guard, sembr sul punto di aggiungere qualcosa, ma cambi idea.
Poi, quando Louise si era gi spogliata e si stava lavando i denti, buss piano alla sua porta. Dimenticavo di dirti che domattina uscir presto, cara, perci non ci vedremo.
Vai alla tua fabbrica?.
S, esatto. Alla mia fabbrica personale. Dormi finch ne hai voglia e chiama Yvonne quando vuoi fare colazione. Poi, da brava, va' a prendere il treno per il Sussex prima dell'ora di pranzo, altrimenti tua madre non ti dar il permesso di tornare. Compris?. E se ne and.
Si era appena infilata nel letto quando suon il cessato allarme. Erano le quattro e venti. La povera Hermione poteva risparmiarsi la fatica di mettersi a letto, pens appena toccato il cuscino, mentre il sonno aveva la meglio su di lei.
La mattina dopo fu svegliata da Yvonne, che le disse che un signore la desiderava al telefono.
Sono Michael, disse. Michael Hadleigh.
Ciao.
Ti ho svegliata?.
Guard l'orologio: erano le dieci. No di certo.
Ho telefonato a mia madre, e lei sarebbe felice se venissi il prossimo fine settimana.
Be'... io non credo che.... Quel fine settimana era impegnata con Stella.
Il fatto  che questo  l'ultimo per me, poi dovr imbarcarmi di nuovo. Per cui ora o Dio solo sa quando. Vieni, ti prego! Mi daresti un gran dispiacere se non venissi.
Cos gli disse che avrebbe provato a modificare i suoi programmi, cosa che naturalmente le riusc.
Michael Hadleigh? Vuoi dire quello che dipinge quei ritratti cos manierati? Perch mai vuoi avere a che fare con lui?. Stella sapeva essere tagliente quando voleva. Lo so gi, aggiunse. Scommetto che ti ha detto che sei incredibilmente bella, e tu hai abboccato all'amo!. E sapeva anche essere estremamente irritante. Per di pi sua madre  figlia di un duca! Come si fa a resistere?.
Come sai tutte queste cose?.
Mutti legge tutte le riviste che raccontano di queste cose. Spera di trovare qualcuno alla mia altezza, o cos dice quando la prendiamo in giro per quei giornaletti, ma la verit  che  una snob. Le piace leggere cosa fa la gente altolocata.
Be', vieni da noi il fine settimana successivo e ti racconter tutto.
S, va bene. Ci vengo, ma non per sentirti parlare di questo. E, Louise, per l'amor del cielo, non ti innamorare di quel tizio, perch ti roviner la vita! Sei troppo giovane per legarti a un uomo.
Quel seitroppogiovane le rest sullo stomaco. Stella certe volte era proprio arrogante. Non si considerava troppo giovane per niente, e lei, a diciannove anni, non era poi tanto pi vecchia: essere trattata come una bambina dalla sua migliore amica le parve un po' troppo.
Non ho intenzione di legarmi a nessuno, disse con tutto il sussiego di cui fu capace.
... ...
Un intero fine settimana con Michael Hadleigh? Il ritrattista? Non se ne parla!.
Ma mamma, non sarei sola con lui. Ci sono anche i suoi genitori. Hanno una casa nello Wiltshire. Lui  in licenza, poi dovr imbarcarsi nuovamente.
Questo l'ammorbid un poco, ma non bast a compiere il miracolo. Sua madre telefon a Hermione per avere il numero di Lady Zinnia in campagna e la chiam: fu umiliante oltre ogni dire, ma fu a quel punto che si rese conto di volerci andare davvero. Cos, quando sua madre finalmente le accord il permesso e si mise a fare storie su questioni come quella dei pantaloni, Louise mise il broncio e divent sgarbata.
Solo una volta salita sul treno per Londra, con un foulard sui capelli appena lavati e vestiti che lei avrebbe preferito morire piuttosto che farli vedere ai suoi amici della scuola di recitazione - gonna e soprabito di tweed verde oliva, calze lunghe e scarpe chiuse (a scuola erano d'obbligo sandali e calzini), una borsetta (quando a scuola usavano delle borse di tela in cui poter nascondere la maschere antigas) e infine la costosa valigia Revelation di sua madre posata sulla rete portabagagli - solo allora cominci a sentire l'euforia e l'ansia per ci che l'aspettava. Per lenire la seconda si era preparata argomenti di ogni genere: che un'attrice deve accumulare esperienze con persone dei pi svariati generi, che i rigurgiti di nostalgia di cui ancora soffriva di tanto in tanto sarebbero svaniti se avesse compiuto sforzi frequenti, che probabilmente lui non era serio quando le aveva detto quelle cose, che del resto non erano poi tante; ma poi le torn in mente quella frase: Sei stupenda!. Era stato come un whisky doppio a stomaco vuoto. Nella sua famiglia non si parlava n tanto meno si discuteva dell'aspetto fisico delle persone, con l'eccezione di sua madre che non faceva che criticare il suo. Sapeva di essere goffa: le lezioni di portamento che faceva a scuola glielo avevano chiarito, casomai non fossero bastati i velenosi rimbrotti materni. Ma nessuno le aveva mai detto che era piacevole da vedere, nessuno le aveva mai detto che era stupenda. Forse lui  l'unico al mondo che possa pensarlo, si disse. Sapeva che i pittori avevano gusti bizzarri in fatto di volti, una certa propensione per le rotondit e la sciatteria per esempio, o la tendenza ad apprezzare volti che uno mai e poi mai definirebbe belli in senso convenzionale. Probabilmente lui era uno di quelli. Perch le importava tanto? Non lo sapeva, poteva solo supporre che uno si innamorasse partendo dall'aspetto esteriore e che, se una persona non fosse attratta da quello, poi non si disturbava nemmeno a voler conoscere il resto. E si rese conto che, oltre a diventare una grande attrice, desiderava anche avere accanto a s una persona che la considerasse la creatura pi speciale al mondo. Non che fosse proprio a caccia, ma cominciava a desiderare che qualcuno desse la caccia a lei.
Venne a prenderla alla stazione di Pewsey nel tardo pomeriggio, con una maglia a collo alto e vecchi pantaloni di flanella grigia piuttosto larghi: una figura tozza, quasi squadrata... non che io la pensi come Lydia o Kitty Bennet in materia di uniformi, pens Louise. Che fortuna aver letto Jane Austen, pens, altrimenti ora si sarebbe ritrovata a pensare a quanto le fosse parso pi attraente quella sera, quando indossava, appunto, l'uniforme.
Il treno non ha tardato di un minuto, disse. Certo, un solo minuto sarebbe stato un'attesa intollerabile. Le tolse di mano la valigia.  magnifico che tu sia venuta. Mamma non vede l'ora di conoscerti.
Il tramonto era infuocato e lasciava il cielo freddo, cupo, trasparente. Attraversarono in auto un'ampia valle tappezzata di campi di stoppia - grandi tappeti d'oro - e una serie di dolci colline calcaree, che si facevano pi scure sotto la luce morente. Era una campagna meno fitta di quella a cui era abituata: c'erano pochi alberi e quei pochi si agitavano con grazia al vento dominante. Michael guid veloce per le strette strade tortuose che salivano dalla valle e attravers piccoli villaggi mal illuminati, dove l'unico segno di vita era rappresentato dal fumo che fuoriusciva dai pochi comignoli, finch raggiunsero un bosco e da quello imboccarono un vialetto.
Eccoci qua, disse Michael. Il bosco si dirad e Louise vide due inferriate correre lungo il bordo del viale e poi la massa scura della casa di fronte a loro. Non si erano detti molto in macchina: lei gli aveva domandato chi ci fosse in casa e lui aveva risposto che avrebbe incontrato solo i suoi genitori. Ferm la macchina e Louise scese, rabbrividendo leggermente mentre lui le prendeva la valigia dal bagagliaio.
C'erano due porte, la seconda era fatta quasi tutta di vetro, poi si ritrovarono in un immenso ingresso in fondo al quale una scala doppia immetteva in una galleria. Un domestico in et molto avanzata venne a informarli che il t stava per essere servito in biblioteca.
Bene. Qui c' la valigia di Miss Cazalet. Potresti dire a Margaret di portarla di sopra, per favore?. Si volse verso di lei, le tolse il foulard e le sorrise con fare rassicurante. Ecco qua... bellissima!. Le prese la mano e la condusse oltre un'imponente porta di quercia e lungo un corridoio che terminava in un'altra porta di quercia. Questa si apriva su una stanza quadrata interamente tappezzata di libri, a eccezione dello spazio occupato da un grosso caminetto in cui bruciava un ceppo e di fronte al quale erano sistemati tre divani, su uno dei quali sedeva una donna con i capelli bianchi e dall'aria fragile, che ricamava qualcosa a un telaio rotondo.
Mamma, lei  Louise.
Quando Louise si fu avvicinata abbastanza da stringere la mano protesa verso di lei, vide che la donna non era anziana come pareva a giudicare dai capelli. Indossava una giacca imbottita di seta cinese, con fiori e uccelli ricamati, sopra una gonna lunga di pesante lana bianca, e un paio orecchini d'argento, la cui forma ricordava quella di un pesce, le pendevano dalle orecchie grandi ma ben fatte.
Louise, le disse. Gli occhi erano azzurri e chiarissimi e la guardavano, le parve adesso, con una specie di brillio obliquo, come fossero trasparenti. Benvenuta, Louise. E poi, voltandosi verso suo figlio che si era chinato a baciarla, aggiunse: Avevi ragione, Mikey caro.  una piccola bellezza. Ma nel modo in cui lo disse c'era un tono impersonale e paternalistico che fece sentire Louise a disagio.
Dov' il t?.
Ho chiesto di portarlo non appena ho sentito la tua macchina, caro.
Dov' il Giudice?.
Nella sua tana a lavorare, come sempre. Vieni a sederti, Louise. Raccontami di te.
Ma quell'invito acu il suo disagio, e Louise si accorse che le risposte alle domande che aveva dato fino ad allora, intanto che mangiava focaccine calde con marmellata di more e torta di ciliegie, erano piuttosto banali.
La mia torta preferita!, esclam Michael quando la vide, e Louise not un fugace sorriso soddisfatto sul viso di sua madre.
Davvero, caro? Sono felice per te.
Be', stasera devi recitare per noi, disse poi rivolta a Louise mentre con un gesto delicato si leccava via da un dito un residuo di marmellata e poi lo puliva con una grande fazzoletto bianco di stoffa finissima. Oh Dio, no!, gemette Louise dentro di s.
Dopo il t Michael tir fuori le sue Senior Service e gliene offr una. Lei la prese e se la lasci accendere, e allora Lady Zinnia disse: Fumi? Quando ero giovane io andava di moda, ma mia madre ha sempre detto che una ragazza che fuma  volgare.
Oh, mamma, a sentire te una ragazza  volgare qualunque cosa faccia. I tempi sono cambiati. Ma se preferisci, non fumiamo qui....
Mio caro, non mi sogno nemmeno di dirti cosa devi o non devi fare! Stavo solo suggerendo che, se Louise intende davvero diventare un'attrice, dovrebbe prendersi cura della propria voce....
Alla fine Michael la invit a dare un'occhiata al suo studio, la condusse di sopra e poi lungo una serie infinita di corridoi fino all'altra ala della casa, dove c'era una stanza molto grande con dei lucernari su un lato del soffitto.
Aspetta un attimo che oscuro le finestre, disse mentre abbassava una serie di tende a rullo. Poi accese la luce e la stanza s'illumin tutta. Il pavimento era costituito da assi di legno grezzo, e c'era un gradevole odore di pittura. Michael apr un lato della stufa a legna, la fece sedere su un'ampia poltrona e le offr un'altra sigaretta. Non lasciarti sopraffare dalla mamma. Disprezza le persone che la temono, ma le piace mettere alla prova chi non conosce. Tu tienile testa. Lo apprezzer. Ha problemi al cuore e per lei  dura, perch  sempre stata una persona molto attiva. E poi ovviamente si preoccupa per me molto pi del necessario, anche se non lo ammetter mai.
Sembrava voler dire due cose in una volta, pens Louise. E comunque le pareva difficile, per una nuova arrivata come lei, tenere testa a una donna con problemi di cuore e la tendenza a preoccuparsi troppo. Cos disse soltanto: Ti prego, dille di non farmi recitare. Mi paralizzerei dal terrore. Davvero, non mi viene in mente niente di pi spaventoso.
Cara Louise, stasera reciteremo tutti: viene gente a cena, e a mamma piace giocare ai mimi. Perci non dovrai farlo solo tu. Anche se di certo ci farai impallidire tutti: sei una professionista, no?.
Oh, vengono molte persone?.
Una famiglia del vicinato, gli Elmhurst. Ora dimmi di te. Voglio sapere tutto.
Poich lui sembrava davvero interessato, e non semplicemente curioso come le era parso che fosse sua madre, si lanci in una descrizione della sua famiglia che lui parve trovare spassosa: si accorse per esempio che, quando parlava delle due anziane prozie riusciva a imitarle alla perfezione e a farlo ridere. Gli raccont di zio Rupe, e lui disse che doveva essere molto triste, delle lezioni con Polly e Clary - Certo, ormai non ho pi l'et -, della scuola di cucina e della sua grande amica Stella, e poi di quanto le sarebbe piaciuto unirsi alla compagnia di repertorio fondata dalla sua scuola nel Devon, se solo i suoi le avessero accordato il permesso. Vogliono che impari a dattilografare, credo, in modo da trovare un noioso impiego di guerra, concluse. Quest'anno per me lo concedono.
Finch avrai diciott'anni?.
Come sai quanti anni ho?.
L'ho chiesto a Hermione. Mi ha detto che ne hai diciassette.
Diciassette emezzo. Si sentiva sminuita dalla sua vera et.
Davvero straordinaria, per avere diciassette anni emezzo, disse lui.
Louise volle che le mostrasse qualcuno dei quadri che stavano poggiati alla parete.
Non ti piaceranno. Non sono moderni n sperimentali.  solo che i ritratti mi riescono molto bene, la gente li trova rassicuranti e me li pagano un sacco di soldi.
I ritratti femminili erano molto simili a quello di Hermione: signore in abito da sera e, in alcuni casi, con addosso dei gioielli sedute su ampie poltrone dorate o adagiate con grazia sui divani. Non sorridevano, ma avevano l'aria di averlo appena fatto ed esserne gi stufe. Non le vennero commenti da fare sui quadri. Ce n'erano due diversi dagli altri ma, nonostante fossero poggiati alla parete e rivolti verso l'esterno lui non glieli mostr. Uno raffigurava un'avvenente ragazza vestita da cavallerizza, l'altro un giovanotto con una camicia azzurra aperta sul collo, straordinariamente bello, faunesco, poetico. Louise non seppe chiarire a se stessa cos'avessero di diverso quei due quadri, a parte la bellezza astratta dei soggetti e il fatto che potevano anche sembrare l'una stupida e l'altro stizzito. Miss Milliment l'aveva pi o meno costretta a guardare dei quadri che giudicava belli e che erano opera di artisti perlopi morti e sepolti, e si rese conto di non aver mai visto opere d'arte contemporanea, men che meno opere di persone che conoscesse. Con l'eccezione di zio Rupe, naturalmente, ma si accorse che fino ad allora aveva guardato i suoi lavori con occhio acritico, dandoli per scontati perch si trattava di suo zio.
Non credevo ti piacessero, disse Michael. Sono manierati e volgari, sono come me, non trovi?.
Non puoi dire sul serio!.
Invece s. Non credere che sia un male, sai. Alla maggior parte delle persone non dispiacerebbe affatto essere cos.
E tu non sei come la maggior parte delle persone?.
Ma certo che no. Io sono fuori dall'ordinario, come te.
Lo guard cercando di capire se la stesse prendendo in giro, ma non ci riusc.
Cara Louise, non ti prendo in giro. Ti trovo troppo affascinante. Conosci Shakespeare praticamente a memoria, non hai paura delle bombe e... non lo so, tutto! Nel momento in cui ti ho vista per la prima volta ho pensato che dovevi essere speciale, e accidenti se lo sei!.
Il suono di un campanello proveniente dal piano di sotto lo fece scattare in piedi e sollev cos Louise dall'obbligo di replicare.
 ora di vestirsi, disse. Ti mostro la tua camera,  meglio.
L'accompagn indietro lungo il corridoio, superarono le scale e imboccarono il corridoio opposto.
Il bagno  l in fondo, le disse. Hai tempo di fare il bagno se vuoi. Vengo a prenderti fra mezz'ora.
Durante quel fine settimana le fece tre ritratti a matita, la port a cavalcare (si rivel un fantino eccellente: c'era una schiera di coppe che aveva vinto nelle gare, tra cui quelle di Olympia e Richmond), fece il gioco dei mimi in squadra con lei - in questo non era particolarmente bravo, ma era disinibito ed era chiaro che si divertiva -, suonarono il piano - lui suonava a orecchio - e cantarono canzoni come Don'tPutYourDaughterOnTheStage,MrsWorthington. Per tutto il tempo lui non perse l'occasione di ammirarla per qualunque cosa dicesse o facesse. La mattina di luned l'accompagn a Pewsey per prendere il treno, le diede un bacio sulla guancia e le raccomand di scrivergli.
Ma lui..., disse Stella il fine settimana successivo, dopo aver ascoltato tutto il resoconto, lui com'?.
Te l'ho appena detto!.
Niente affatto. Mi hai detto solo le cose che ha fatto. Eri cos stordita dal lusso della casa, dai campanelli che ti dicono quando andare a vestirti e dal fatto che qualcun altro ti ha disfatto i bagagli che non hai notato nessun dettaglio interessante. Che aspetto ha?.
Louise ci pens su qualche istante.  strano. Se te lo descrivessi lo farei sembrare anonimo, invece non lo  affatto.  un uomo affascinante.
Va' avanti.
Dunque, capelli castano chiaro. Non tantissimi, in realt. Credo che presto diventer calvo. Non  che sia giovanissimo, a proposito: ha trentadue anni. Occhi azzurro chiaro, tendenti al grigio, che guardano con intensit... tutto. Ha la fronte ampia. S'interruppe; aveva anche un'ombra di doppio mento, ma era un dettaglio che non voleva condividere con Stella. Il naso piccolo, aggiunse.
Riesco a vederlo quasi ce lo avessi davanti, disse Stella con sarcasmo.
Ha una bella voce. Credo sia il suo pregio migliore.
Segu un silenzio. Poi Louise scatt sulla difensiva. Pensi che io dia troppa importanza all'aspetto esteriore, vero?.
No. Tutti devono dare importanza a quello che vedono. Ci che vedi  ci che conta. Dimmi dei suoi genitori.
Su questo Louise ce la mise tutta. Rifer la prima impressione che aveva avuto della madre, una fragile creatura distesa su un divano, e di come durante il fine settimana si era resa conto che non era affatto cos. Ha una personalit forte, credo. Disegna e realizza gioielli, ma ha fatto anche un sacco di altre cose. Ceramiche e piatti, per esempio. Ma Michael mi ha detto che ha il cuore in cattive condizioni e che ha dovuto smettere. Ho avuto l'impressione che per lei lui sia la persona pi importante al mondo....
E il marito?.
Lei con lui  gentile, mentre  chiaro che lui l'adora. Ma ha passato quasi tutto il fine settimana a lavorare: l'ho visto solo a tavola.  stato molto cortese con me.  il genere di persona che scopre quello che t'interessa e poi ne parla, e ovviamente  in grado di parlare di tutto. E non solo con me. La sera che  venuta a cena tutta quella gente, si  preso molta cura di due ragazze che erano terrorizzare da Zee.
Zee?.
 il soprannome della madre di Michael. Invece i giovanotti sono tutti pazzi di lei: ne ha sempre cinque o sei intorno.
Sembra il tipo a cui non sono simpatiche le donne, osserv Stella.
Oh, no, no. Non credo sia cos.
Se dovesse essere cos, tieni gli occhi ben aperti.
Mi ha invitata a tornare.
Perch sa che lo vuole Michael. Non vuol dire che le sei simpatica.
Non credo proprio di piacerle. Lo disse con un tono talmente sconsolato che Stella rise e le pass un braccio intorno alle spalle. Coraggio! Che importanza hanno queste cose quando stai per diventare un'attrice di fama mondiale?.
Sta' zitta! Non mi faranno fare neanche questo! Mi metteranno a fare un noioso lavoro come dattilografa fino al giorno in cui sar troppo tardi! Mi sento come se per tutta la vita non avessi fatto altro che ingannare il tempo, e adesso, adesso che finalmente potrei iniziare a vivere, arriva questa guerra maledetta e rovina tutto!.
Quando c' la guerra quasi nessuno pu fare quello che vuole.
Qualcuno s, invece. Mio padre  ben contento di organizzare la difesa dell'aerodromo. Molto meglio che tornare a spalare le macerie dei moli dopo il bombardamento. E scommetto anche che c' un mucchio di gente a cui piace combattere. Lo so, mi ritieni egoista e mi ritengo tale anch'io. Voglio dire solo che anche molte altre persone lo sono, ma nel loro caso non si nota perch desiderano fare cose che incontrano l'approvazione generale.
Pi parlava cos e pi si sentiva male. A minuti, ne era certa, Stella le avrebbe fatto notare che alle migliaia di persone le cui case erano state distrutte dalle bombe di certo la guerra non piaceva, cos si affrett ad aggiungere: Lo so bene che sono fortunata rispetto a tanta gente, ma questo non mi fa sentire meglio. Mi fa solo sentire in colpa.
Va bene, disse Stella senza scomporsi. Torniamo a Mozart.
Solo il movimento lento, per. Lo sai che gli altri non so suonarli.
Avevano passato la mattinata ai due pianoforti. Nessuna di loro era particolarmente brava, per si divertivano. Stella se la cavava meglio nella lettura a vista e riusciva a suonare anche brani che non conosceva, mentre Louise ormai non si esercitava da mesi; ma erano pazienti l'una con l'altra, s'interrompevano quando era necessario e ripartivano, finch non fece troppo freddo per continuare: nel camino ardeva un fuoco lieve che mandava il grosso del suo calore nella canna (la Duchessa era abituata a suonare coi mezziguanti).
Stella adorava stare chez Cazalet. Sosteneva che era come vivere in un villaggio anzich in una scatola, come ingiustamente affermava che si vivesse nell'appartamento dei suoi genitori. Le piaceva l'assenza di curiosit di ognuno nei confronti di quello che facevano o dicevano gli altri. Non c'erano interrogatori n esami accurati come quelli che lei e Peter erano costretti a subire in merito a qualunque cosa facessero o pensassero. Stella non vedeva l'ora di avere un appartamento tutto suo e aveva detto a Louise che, se si fosse iscritta anche lei alla scuola di stenografia, avrebbero potuto dividerne uno e magari ottenere un impiego nella stessa istituzione: alla BBC o al Ministero dell'Informazione. Ma Louise non voleva rinunciare all'idea di avere a disposizione un anno per diventare attrice, con la stessa ostinazione con cui Stella si era rifiutata di iscriversi al primo anno di universit, come suo padre l'aveva implorata di fare: non voleva restare tagliata fuori, cos aveva detto e ripetuto, da quello che succedeva nel mondo reale. Io voglio essere in guerra, diceva. Suo padre alla fine si era arreso, non perch fosse persuaso dalle ragioni di Stella ma perch, disse, bisognava che Stella cominciasse a imparare dai propri errori. Aveva raccontato tutto questo a Louise, e lei aveva commentato che i genitori si mettono sempre di mezzo, quando una ha le idee chiare su ci che vuole fare. Abbiamo ambizioni opposte...  un peccato che non possiamo fare a cambio di genitori, aveva detto, e la frase aveva suscitato una reazione inaspettata (almeno per lei) in Stella, che era stata sul punto di piangere e l'aveva abbracciata con insolito trasporto. Avere Stella era una vera fortuna, pens Louise, perch, nonostante temesse di sentire la mancanza di Michael, il tempo che aveva trascorso con lui presto aveva cominciato a sembrarle irreale ed era giunta al punto di dubitare dell'attendibilit dei suoi ricordi.
In effetti ci sono andata per pura vanit, le confid quella notte, quando entrambe erano coricate nei rispettivi letti.
Lo so. A volte mi preoccupa il fatto che tu sia cos insicura di te stessa.
Che intendi dire?.
Be', sembra che tu abbia bisogno che siano gli altri a dirti chi sei.
Tu invece sai chi sei senza che te lo dicano gli altri?.
A questo non posso rispondere, perch nella mia famiglia non si fa altro che parlare di tutti, elogiando, discutendo, criticando....
La mia famiglia critica me. Non fanno altro.
Parli di tua madre. Non mi pare che tuo padre abbia mai fatto questo. Lo aveva incontrato una volta che Edward aveva offerto a entrambe il pranzo, a Londra.  evidente che ti vuole un gran bene... Ma torniamo alla tua vanit, aggiunse, non ottenendo nessuna replica.
Tornaci tu se vuoi, disse allora Louise risentita. Volevo dire soltanto che ci sono andata perch lui  stata la prima persona che mi abbia ammirata.
E io? Io ti ammiro molto.
Va bene. Il primo uomo che mi abbia ammirata.
Be', almeno sei onesta, disse Stella. Non spingerti troppo in l, per.
A cosa ti riferisci?.
Ce ne sono fin troppe di ragazze che si sposano troppo presto e poi si annoiano, con conseguenze catastrofiche. Pensa ad Anna Karenina o a Madame Bovary.
Stella, senti: per prima cosa non ci penso nemmeno a sposarmi, ancora per diversi anni; secondo, Michael non somiglia neanche un po' a Karenin o a Monsieur Bovary.
Non somiglia nemmeno a Heathcliff o a Romeo, se  per questo, replic Stella. In effetti da quello che dici mi sembra un tipo piuttosto noioso.
Erano sul punto di litigare. Adesso mi metto a dormire, disse Louise in tono offeso. Non voglio discuterne mai pi.
Il giorno dopo, Stella si scus. Non perch creda di aver detto delle cose sbagliate, ma perch le ho dette nel modo sbagliato. A Louise non parvero nemmeno delle scuse. Malgrado tutto questo, dopo la partenza di Stella, si annoi a morte a Home Place, e fu felicissima quando finalmente arriv una lettera indirizzata a sua madre da Mr Mulloney (uno dei suoi insegnanti di recitazione) il quale la informava che aveva trovato un teatro nel Devonshire e una casa spaziosa a quattro chilometri di distanza dove potevano alloggiare gli studenti; aveva anche assunto una certa Mrs Noel Carstairs che sarebbe stata la direttrice del convitto. A Louise veniva offerta una borsa di studio, il che voleva dire che la famiglia doveva pagare solo due sterline a settimana per il vitto.
Vi fu qualche lite di poco conto riguardo al bagaglio, in quanto Louise insistette per portare con s ogni singolo capo d'abbigliamento in suo possesso perch, se avessero messo in scena dei testi contemporanei, gli attori avrebbero dovuto indossare i propri vestiti. Polly e Clary erano invidiose quanto bastava. Spero che ci permetteranno di venire a vederti recitare, disse Polly. Sei fortunata a sapere che cosa vuoi fare.
E ad aver interrotto gli studi cos giovane, aggiunse Clary.
Zia Rach la port a Tunbridge Wells e le compr una vestaglia pesante. Il Generale le diede cinque scellini. Sua madre le diede due mesi di paghetta - sette sterline, pi i soldi per il treno - e le disse di fare una telefonata una volta arrivata. Zia Syb le fece un maglione: Doveva essere il tuo regalo di Natale, ma a quanto pare ne avrai bisogno prima, e zia Zo le diede un vasetto di una crema di Elizabeth Arden. Mettila sulla bocca la sera.  ottima per le labbra screpolate. Lydia le don un diario che si rivel essere dell'anno prima, ma lei disse che non faceva differenza. Basta che sposti tutto avanti di un giorno, e potrai decidere tu se avere il giorno del mese o il giorno della settimana esatto, spieg. Ho fatto il calcolo prima di regalartelo. Aveva scritto PER MIA SORELLA LOUISE, DA SUA SORELLA LYDIA in inchiostro rosso sulle prime due pagine. Quei giorni sono passati, perci non ha importanza, disse.
Louise la ringrazi e si sent commossa. Adesso che stava per andarsene, tutti erano buoni con lei come non lo erano mai stati prima, e l'ultima sera si ritrov a pensare che tutto poteva rivelarsi cos spaventoso e terribile che presto le sarebbe venuta la voglia di tornare, ma scacci quel pensiero il pi in fretta possibile.
A sorpresa Stella and a prenderla a Charing Cross e si recarono insieme alla stazione di Paddington dove comprarono dei pessimi panini: si poteva scegliere tra quelli con la carne in scatola e quelli con le barbabietole e loro li presero entrambi.
Dove ci mettiamo a mangiare?.
La stazione era affollata e non c'erano posti a sedere.
Sulla banchina, sugger Stella. Prendo un biglietto d'ingresso.
Si sedettero sulle valigie di Louise, che avevano trascinato dal taxi in modo che lei potesse poi comprarsi le Reszke Minors coi soldi destinati al facchino.
Mi mancherai moltissimo.
Anche tu.
Non cos tanto per. Tu stai andando a fare qualcosa!.
Lo so. Ma mi mancherai lo stesso. Scrivimi, mi raccomando.
Gran parte del soffitto di vetro della stazione era crollato e stava piovigginando.
Quasi dimenticavo. Zia Anna ti ha preparato questi. Rovist nella borsa e tir fuori una piccola scatola di cartone. I suoi speciali biscotti alla cannella. Non fa che cucinare perch  tanto infelice.
Oh, grazie! Ringraziala da parte mia.
Scrivile. Fallo tu. Ormai non riceve pi posta.
Lo far. Quanto vorrei che venissi con me!.
Poi a nessuna delle due rest altro da dire e, quando il lungo convoglio grigio entr lentamente in stazione, fu un sollievo per entrambe.
Va bene. Troviamo un buon posto. Lo vuoi il resto del mio panino? Non mi va pi.
No, grazie.
Issarono la valigia nel vagone e trovarono un posto all'angolo per Louise.
Adesso vado, disse Stella. Non mi piacciono i lunghi addii.
Va bene.
Si abbracciarono, poi Stella and via. Louise la guard attraverso il finestrino aperto, ma lei non si volt. Per un po' finse di aver appena detto addio all'unico uomo che mai avrebbe amato nella vita e dal quale aveva dovuto separarsi per andare nel Devon ad assistere un fratello che stava morendo lentamente per via di una malattia incurabile. Il viso le si rig di lacrime per la tristezza di quel sacrificio eroico e il pianto cess solo nel momento in cui entr una coppia anziana. Si affrett a starnutire e a soffiarsi il naso, e i due si scambiarono un'occhiata, ripresero le valigie e uscirono dallo scompartimento. Proprio mentre pregustava il momento in cui avrebbe spiegato ai suoi colleghi della compagnia come avere tutto per s il proprio scompartimento, entrarono due signore di mezza et: si mise a starnutire per vedere se funzionava di nuovo, ma non fu cos. La guardarono con disgusto e si sedettero comunque sui sedili pi lontani. Adesso cominci a domandarsi se le sarebbe toccato continuare a starnutire per tutto il viaggio. Decise di no e che, se per caso gliel'avessero chiesto, avrebbe detto che l'aria della stazione le aveva procurato la febbre da fieno.
Il treno part. Non era un treno rapido e si fermava spesso, dentro e fuori dalle stazioni. Alle quattro del pomeriggio era buio, un anziano custode si occup di abbassare le tende dei finestrini e Louise cominci a preoccuparsi di non riuscire a riconoscere la sua destinazione, perch i cartelli erano tutti cancellati, ma il custode le disse che a ogni fermata veniva annunciato il nome della stazione e che sarebbero arrivati a Stow Halt alle sei. Le due signore di mezza et avevano consumato un abbondante spuntino che era terminato con del t versato da un thermos, la cui vista fece venire a Louise una gran sete. Apr la scatola di biscotti alla cannella di zia Anna e si sforz di mangiarli lentamente mentre leggeva Illavorodell'attoresusestesso di Stanislawskij, nella fievole speranza che le signore le domandassero come mai s'interessasse di teatro, dandole cos la possibilit di parlarne. A una stazione salirono numerosi marinai. Il vagone si riemp, e molti restarono in piedi nel corridoio a fumare. Le uniformi erano cos nuove che davano l'impressione di essere vestiti a festa; le grosse borse di tela e gli stivali, che facevano sembrare enormi i loro piedi, rendevano accidentato il tragitto verso il bagno. Sent un'ondata soffocata di commenti salaci mentre si faceva strada in mezzo a loro. Al suo ritorno, mise via Stanislawskij e apr al suo posto Lacasadellafreccia, un libro molto avvincente che parlava di un detective assai vanitoso di nome Hanaud. I marinai scesero tutti a Exeter e, quando raggiunse la sua stazione, nel vagone era rimasta solo lei e dovette armeggiare parecchio per poter aprire la porta senza togliere la tenda da oscuramento. Era buio pesto e faceva molto freddo. Rest l ferma e tremante, una valigia alla sua destra e una alla sua sinistra. Erano troppo pesanti per portarle entrambe contemporaneamente. Poi un tale munito di torcia venne a chiederle:  diretta a Stow House?.
S.
Questo  il suo bagaglio? Bene. Mi segua.
Entr con gratitudine nel vecchio taxi che, pens, odorava di breviari umidi.
Devo andare a prendere altre due persone, disse l'uomo dopo aver sistemato le valigie nel baule.
Gli altri due erano un ragazzo di nome Reuben, che era al secondo anno quando lei aveva iniziato, e una ragazza nuova di nome Matilda. Rimasero seduti sull'angusto sedile posteriore per tutto il breve tragitto e si scambiarono pochissime parole, perch a nessuno di loro venne in mente qualcosa di abbastanza brillante da dire.
Chris Mulloney li accolse con teatrale ospitalit in un vestibolo con un mosaico come pavimento. Indossava come al solito i suoi informi pantaloni di tweed, scarpe da tennis sporche e un maglione grigio a collo alto che, a causa del suo collo corto, gli lambiva i lobi delle orecchie. Infine la testa calva era adorna di un berretto di lana. Gli occhi castani e allegri rilucevano sotto due sopracciglia cespugliose e il naso, si diceva, era il risultato di un pugno che gli era stato inferto molti anni prima.
Cari!, disse. Benvenuti a Exford, miei cari!.
Louise, ritrovandosi per un momento incastrata contro il suo stomaco tondo ma sorprendentemente sodo, sorrise a disagio. L'ultima volta che l'aveva visto, lui l'aveva ridotta in lacrime facendole ripetere all'infinito la stessa battuta e facendole notare che la pronunciava ogni volta un po' peggio. A Londra era un insegnante rispettato, perch otteneva dei risultati innegabili. Aveva due armi: la collera artefatta e l'autentica passione, e le usava entrambe senza parsimonia.
La direttrice, disse poi in tono scherzoso come a segnalare due virgolette prima e dopo la parola, vi mostrer le vostre stanze. Direttrice!.
Con perfetto tempismo scenico, la signora in questione apparve in cima alle scale. Questi sono Louise, Reuben e....
Matilda, si present la nuova arrivata.
Matilda. Ecco Mrs Noel Carstairs. Lo disse come se fosse un nome famoso, o almeno degno della loro conoscenza. Era una donna minuta che pareva un uccellino con i capelli biondi ossigenati che avevano bisogno di urgenti cure. Portava una specie di vestaglia di raso celeste con il collo guarnito di gale di pizzo sporco, e aveva in mano un pezzo di carta che consultava freneticamente. Cari, disse con un accento straniero mentre cercava i loro nomi. Ah, s. Louise! Sei in camera con Griselda. Vieni!.
La stanza era piccola, con due letti, due cassettoni e una credenza.
Di giorno hai la vista sul mare. Va bene?. Due occhi scoloriti e malinconici la guardavano da sotto enormi ciglia finte che parevano troppo pesanti per le sue palpebre. La faccia invece era lucida e senza trucco. Oggi lascio riposare la mia pelle, disse. Le sue pantofole col tacco, che lasciavano scoperti i calcagni, si allontanarono ticchettando sul pavimento pieno di macchie color melassa scura.
Griselda doveva essere gi arrivata: sopra uno dei due cassettoni c'erano flaconi e vasetti. Il letto pi lontano dalla finestra doveva essere il suo: c'erano sopra una maschera antigas e una vestaglia di lana. La stanza era gelida e c'era solo una lampadina che pendeva al centro del soffitto, schermata da un logoro paralume di pergamena. A letto non si legge, pens Louise. Si sent infreddolita e scontenta. Prese dalla valigia un maglione pi pesante e and in cerca di un bagno.
La casa sembrava non finire mai, con corridoi che si diramavano in almeno tre direzioni diverse. Alla fine vide una porta aperta su una stanza da letto ampia dove c'erano tre ragazze.
Cercavo un bagno.
Il bagno, vuoi dire.  accanto al gabinetto. Ce n' un altro molto buio dietro la cucina, ma ha lo scarico difettoso. Ti faccio vedere.
Io sono Betty Farrell, disse precedendola. In cucina c' un po' di tepore grazie alla stufa. Manca poco all'ora di cena. Andiamo gi, cos ti presenti. Era bassina e allegra, con le lentiggini e il naso all'ins.
Il bagno era piccolo: per qualche motivo la vasca era stata dipinta color crema, c'era un piccolo scaldabagno arrugginito, un lavabo da cucina e una tazza con la seduta di legno. La finestra a ghigliottina non si chiudeva bene e qualcuno aveva tappato lo spiffero con della carta di giornale, ma con scarso beneficio.
La cucina era enorme, piena di gente e decisamente pi calda. Chris le present tutti, in ultimo una ragazza sciatta e magrolina che sembrava pi giovane degli altri e portava i lunghi capelli raccolti in una spettinata coda di cavallo. E lei  mia figlia, Poppy.  lei che manda avanti la casa.
Poppy fece un sorriso timido e non disse nulla. Aveva sollevato dal fornello un enorme tegame e lo stava portando con passo malfermo verso il lavandino, dove ne vers il contenuto in due colini. L'aria si riemp di vapore e dell'odore dei fagiolini bolliti. Il lungo tavolo da cucina era apparecchiato con forchette e coltelli.
Sediamoci, miei cari. La cena sar servita a breve. Annie? Annie, va' ad aiutare tua sorella.
Una ragazzina ancora pi giovane, una bambina dai lunghi capelli biondi sciolti sulla schiena, si tolse tre dita dalla bocca, and verso la stufa e prese un'altra grossa pentola contenente delle patate lesse, poi si diresse a fatica verso il tavolo. Quando ebbe posato le patate, torn a ficcarsi le dita in bocca. Intanto, dall'altra parte della stanza, un ragazzo biondo e magro stava raccontando qualcosa, interrotto dalle risate stridule delle ragazze sedute intorno a lui. Poi, mentre il ragazzo andava a sedersi al tavolo, una di loro gli disse: Forza Jay, raccontaci la storia del pappagallo!.
Dai, intanto che Chris taglia la carne!.
Jay si guard intorno. Si erano seduti tutti a eccezione di Poppy, che stava portando a tavola, con l'aiuto di un carrello, un enorme pezzo di carne grigia che piazz di fronte a suo padre e ad Annie, che raccoglieva cucchiai da portata con la mano sinistra.
Quella del pappagallo? E va bene: quella del pappagallo. Aveva la voce strascicata, leggermente querula, adatta a tenere banco con gli aneddoti. Descrisse un pappagallo che apparteneva a un'anziana signora, un animale a cui era attribuita eccezionale intelligenza e che veniva incoraggiato dall'orgogliosa padrona a camminare lungo una striscia di stoffa appositamente tesa sopra al pavimento. Jay allora imperson il pappagallo mentre con gesti incerti metteva una zampa davanti all'altra. Poi, di nuovo nei panni del narratore, descrisse un'anziana signora che scoppiava in risatine eccitate di fronte allo spettacolo. Poi torn nei panni del pappagallo, alz gli occhi dal filo su cui stava arrancando e disse con voce da pennuto: Ti faccio ridere, eh? Provaci un po' tu, vecchia bagascia.
Tutti risero, e Louise si un per conformismo all'ilarit generale, ma dentro di s era confusa.
Non aveva mai sentito nessuno usare quella parola e non sapeva con esattezza cosa significasse, ma era certa che sua madre l'avrebbe considerata volgare in maniera intollerabile. Lanci un'occhiata in direzione di Chris, che per era tutto intento a tagliare la carne. Annie, che era venuta a sedersi, fissava la carne e Poppy era ancora ai fornelli a scaldare la salsa. Poi si accorse che Jay la guardava con un lieve sorriso beffardo, come se sapesse esattamente cosa le passava per la testa, e ci la fece arrossire. Chin il capo sul piatto fumante, in modo che pensassero che il rossore fosse dovuto a quello.
A cena si parl solo di teatro. A quanto pareva, avrebbero cominciato con delle scene di Shakespeare da allestire nelle scuole locali, ma Chris non volle sbottonarsi sull'assegnazione delle parti. Dopo cena, restarono in due a lavare i piatti e gli altri si ritirarono. Griselda si rivel essere una ragazza straordinaria, con i capelli neri dai riflessi bluastri, gli zigomi alti e lunghi occhi a mandorla - davvero affascinante, pens Louise mentre salivano le scale insieme.
Che si fa la mattina?.
Oh, colazione. Non c' pane tostato perch il tostapane  rotto, per ci sono pane, margarina, qualche marmellata e t. Poi andiamo a Exford, sono quattro chilometri ma la maggior parte di noi fa l'autostop per risparmiare i soldi dell'autobus.
Com' il teatro?.
Piuttosto sporco e c' puzza di gas. I camerini sono gelati e un sacco di sedili in platea sono sfondati. Ma  il nostro teatro.
Cosa fanno durante le prove quelli che non devono recitare?.
Lilli ci d lezioni di dizione.
Chi  Lilli?.
Mrs Noel Carstairs.  rumena, veramente. In Romania era la stella dei musical.  venuta qui e ha sposato Noel Carstairs, l'impresario, hai presente? Ma poi lui l'ha lasciata per una pi giovane e lei  caduta in miseria.
Per questo non  venuta a cena?.
Oh, no. Oggi mangiava solo cibi crudi. Fa un sacco di cose per restare in salute. Si prepara questi orridi piattini con carote e cavoli grattugiati e li mangia in camera. Passa ore a camminare all'indietro sulla sabbia, perch dice che fa bene alla postura. Nella sua stanza ha un enorme ritratto della regina di Romania con sopra una scritta storta e illeggibile.  mezza matta, in realt, ma  tanto dolce.
La mattina dopo si rese conto che la casa sorgeva di fronte a un ampio estuario: la marea era bassa. C'erano una distesa di sabbia luccicante e una schiera di casette sulla riva di fronte. Era una bella mattina limpida e faceva molto freddo. Si svegli euforica e trov Griselda gi vestita, con dei pantaloni e un maglione.
Forse il bagno  ancora libero, se vuoi, le disse. Io mi sveglio sempre presto, altrimenti trovo una fila lunghissima.
Si lav e indoss il maglione nuovo che le aveva fatto zia Syb e i pantaloni, nuovi anch'essi, di velluto a coste blu scuro, poi raggiunse Griselda in cucina. C'era anche Poppy, che stava preparando il vassoio con la colazione per suo padre. La cucina non era molto calda. La stufa si  quasi spenta, fece Poppy in tono di scusa. Posso avere la tua tessera annonaria?.
In mezzo al tavolo stava acciambellato un grosso gatto nero, che osservava Annie intenta a tagliare a pezzi gli avanzi di carne della sera prima e a metterli sopra un piatto. Griselda e Louise mangiarono pane, margarina e marmellata mentre aspettavano che il grosso bollitore nero cominciasse a fischiare.
Oggi ti accompagno con l'autobus, le propose Griselda. Cos saprai come tornare.
Da quanto sei qui?.
Meno di una settimana. Sono venuta prima perch casa nostra  stata bombardata e mia madre non ha voluto che restassi a Bristol.
Rimase un attimo sbigottita nel rendersi conto che da quando aveva lasciato casa non aveva rivolto un solo pensiero alla guerra, che nessuno ne aveva parlato la sera prima e che cose come tessere annonarie e maschere antigas erano diventate parte integrante della sua vita al punto che si era dimenticata a cosa servissero.
Mi dispiace, disse. Deve essere stato terribile per te.
Griselda alz le spalle. Io detesto parlare della guerra, disse. Tu no?.
Il resto della giornata fu eccitante oltre ogni dire. Lo stato di conservazione del teatro le era del tutto indifferente. Era un teatro, col sipario rosso scuro tirato da un sudicio cordone giallo. Mettere piede sulle assi polverose del palco fu una gioia, una vittoria, il vero inizio della sua carriera. Gli effluvi di gas, di vecchi fondali sagomati e dei sedili freddi, umidi e sudati della platea la elettrizzavano; i camerini dal pavimento in cemento, con quel lieve odore di cerone e le file di lampadine attorno agli specchi erano tutto ci che desiderava. Quando si furono seduti sulle sedie di legno disposte sul palco con le luci accese e il sipario aperto e vennero annunciati i testi che avrebbero messo in scena e furono assegnate le parti, si sent girare la testa dalla contentezza. Avrebbe interpretato Catherina nella prima scena del corteggiamento della Bisbeticadomata e anche Anne in due scene di RichardofBordeaux. L'unica pecca era che, poich la compagnia era composta da dieci ragazze e solo quattro ragazzi, le prime dovevano recitare a turno mentre i maschi, fortuna loro, non solo erano praticamente in tutte le scene ma recitavano sempre. Griselda fu scelta per fare Lady Macbeth nella scena dell'assassinio, insieme a Roy che, a giudicare dalla lettura del copione, era probabilmente il miglior attore della compagnia secondo Louise. Faceva anche Petruchio con lei. Anche Jay avrebbe recitato con lei, nei panni di Richard.
Per pranzo andarono in un caff affacciato sul fiume, Louise divise un uovo fritto con Griselda: l'uovo fu spartito con sommo scrupolo e le patatine contate una a una. Avevano entrambe una gran fame.
... ...
Nelle settimane che seguirono impar un mucchio di cose, e non solo sul teatro. Soppesava attentamente il contenuto delle lettere che scriveva a casa: aveva paura che l'avrebbero fatta ritirare dalla scuola, se avesse fornito loro informazioni tali da metterli in allarme. Quando scrisse loro per chiedere una paghetta pi cospicua, per esempio, non menzion il fatto che la cena, un pezzo di carne con contorno di verdura e patate (ovvero le uniche cose che Poppy sapesse cucinare), era l'unico pasto della giornata (spesso saltavano anche la colazione, perch la stufa si spegneva e questo voleva dire niente acqua calda, e inoltre la marmellata e la margarina finirono prima che la tessera annonaria desse a Poppy la possibilit di comprarne ancora). Non fece parola nemmeno del fatto che quasi tutte le mattine facevano l'autostop per andare a Exford cos da risparmiare sul biglietto dell'autobus (e comprarsi le sigarette); ci teneva particolarmente a tenere loro nascosto il metodo a cui ricorrevano alcuni, e cio mettersi distesi in mezzo alla strada fingendosi svenuti o malati, ottenendo cos un passaggio sicuro. Scrisse che la sera, dopo cena, avvenivano conversazioni molto interessanti, si recitavano poesie - avevano sentito parlare di Dylan Thomas o di T.S. Eliot? Erano poeti meravigliosi. Ma non raccont che a una festa di compleanno c'era stata una gara a chi si vestiva meno e che l'aveva vinta lei con due strisce di stoffa spesse quanto francobolli e una passata di cipria. Non us, naturalmente, quella parola proibita che era tanto di moda: si diceva cazzo a ogni pi sospinto! Non raccont che una sera si erano ubriacati con un buonissimo liquore giallo-verde chiamato Strega, dono di alcuni olandesi che vivevano su una barca ormeggiata nell'estuario. Non disse una parola di quelle terribili settimane in cui si era scoperto che Annie aveva i capelli incrostati di uova di pidocchi e che li aveva attaccati a tutti i membri della compagnia. A Exford mancavano i pettini a denti fini e dovettero lavarsi i capelli nel lavello con una sostanza puzzolente. Tenne per s che la direttrice altri non era che una vecchia e stanca attrice di mezza tacca che non era certo in grado di mandare avanti una casa o di prendersi cura di qualcuno, e che a tenere in piedi la baracca erano le due figlie adolescenti di Chris Mulloney. Poppy aveva sedici anni e Annie ne aveva dodici. Quest'ultima non era mai andata a scuola, ma leggeva tutto il giorno, si occupava del gatto - che aveva chiamato Zar Alessandro - e sembrava contenta cos. Ogni tanto venivano in visita i genitori di qualcuno - andavano a dormire alla locanda in fondo alla strada - e in quelle occasioni, per reciproco ma tacito accordo, l'andazzo cambiava completamente. Non scrisse loro che pativa la fame quasi ogni giorno, come non scrisse che andava di lusso quando riusciva a fare un bagno alla settimana e che finora le lenzuola non erano state cambiate nemmeno una volta. Soprattutto non fece parola del fatto che Chris Mulloney era un membro della Peace Pledge Union, un'organizzazione comunista. Con Stella si apr di pi.
La cosa strana quaggi  che, sebbene parliamo di cose che a casa non si possono nemmeno nominare (questo quando non parliamo di lavoro, e devo ammettere che parliamo quasi sempre di lavoro), ci sono argomenti di cui invece non si parla mai. Per esempio non parliamo mai della guerra. Molti qui sono pacifisti, Chris  membro della PPU. Non abbiamo giornali, e anche se Chris ha una radio, la usa soltanto per ascoltare programmi comici come It'sThatManAgain, lo conosci?  un programma bellissimo. Mentre Lilli - ovvero Mrs Noel Carstairs, detta anche direttrice - qualche volta ascolta dei cantanti. E poi non parliamo mai delle nostre famiglie e in particolare dei nostri genitori. Nessuno dice niente di casa sua, n di cosa faceva prima di venire qui. Invece la scorsa settimana c' stata una discussione molto interessante sulle lesbiche, ma nessuna delle presenti lo era e solo una persona tra noi ha detto di conoscerne una, perci non ho imparato molto sull'argomento. Essere vergini non  visto di buon occhio, mi pare, soprattutto dalla ragazza pi grande che si chiama Ernestine e dice di avere venticinque anni, anche se sembra molto pi vecchia. Sto imparando molto sulla vita oltre che sul teatro. Un attore molto interessante, di nome Jay Coren, si  stupito che io abbia letto cos pochi libri e mi ha dato un romanzo di Ernest Hemingway, che secondo lui  il pi grande scrittore al mondo. Il libro si chiama Addioallearmi e parla quasi sempre di sesso: per sono innamorati, lei ha un bambino e alla fine muore. Devi leggerlo.  meraviglioso. Chris ha noleggiato dei costumi magnifici per le nostre recite. Io ho lo stesso abito che ha indossato Gwen Ffrangcon-Davies quando ha recitato in RichardofBordeaux con Gielgud!  giallo con un copricapo fantastico. Per Catherina invece porter uno splendido vestito di velluto rosso con un ricamo a perline.  incredibilmente caldo e puzza. Ci danno i biglietti gratuiti per il cinema, che per fortuna  a pochi passi dal teatro, cos uno pu andare a vedere il film negli intervalli fra una prova e l'altra. LeseimoglidiEnricoviii l'ho visto spezzato in nove parti! Per  magnifico, non trovi?
Lilli ci d lezioni di dizione: ognuno ne fa due la settimana.
Spesso ci aiutiamo tra noi dandoci la battuta. Le giornate passano in fretta e la prossima settimana ci sar la prima! Quanto vorrei che venissi! Pensa a me alle otto di venerd prossimo: cominciamo con Labisbeticadomata. Roy poveretto ha il collo pieno di bolle rosse e la gorgiera non ha certo migliorato le cose...
Si ferm a riflettere qualche istante. Scrivere a Stella era certo pi facile che scrivere a sua madre, ma aveva esaurito tutte le notizie. Oh!
Non devi preoccuparti di Michael Hadleigh.
Non mi ha pi scritto, perci immagino che si sia dimenticato di me.
Proprio il giorno dopo, invece, le arriv una sua lettera, reindirizzatale da casa. Cap subito che doveva essere lui, perch c'era un timbro della Marina nello spazio riservato al francobollo. Se la port nella vecchia serra nel giardino di Stow House, in modo da poterla leggere in santa pace.
Carissima Louise,
avevo deciso di non scriverti, perch temevo che la cosa non ti facesse piacere, ma non ce l'ho fatta. Se non vuoi pi ricevere le mie lettere, basta che tu mi scriva due righe per dirmelo, ma spero tanto che non sia cos.  notte fonda e io sono l'ufficiale di turno, perci spesso vengo interrotto a causa delle ronde e di altri lavori di routine, e dato che al momento sono l'unico ufficiale a bordo non ho mai un momento libero.
 una lettera difficile da scrivere. Inibizioni, sai... la censura, e anche il fatto che  la prima volta che ti scrivo. Per tutte queste settimane in mare non ho fatto che ripensare alla grazia e alla dignit che hai dimostrato in quel night club quando  caduta la bomba. E sei cos giovane! Credo che anche la tua giovinezza mi spaventi un po'. Oh, Louise, qualunque cosa accada, tu non prendermi sul serio, perch allora mi prenderei sul serio anch'io, e sarebbe ridicolo.
Per ci siamo divertiti quel fine settimana, eh? Sei stata impareggiabile nel gioco dei mimi; la mamma  rimasta molto colpita. I miei disegni non ti rendono giustizia. Ma ne ho portato con me uno, perch serva almeno a ricordarmi alcune piccole cose importanti come il modo in cui si piegano gli angoli della tua bocca e l'angolatura delle tue sopracciglia quando le alzi all'improvviso - no, non proprio un triangolo, ma inarcate in un modo curioso... no: somigliano a piccoli, graziosi tetti puntuti invece che alla solita linea curva.
Chiss se poi la tua compagnia di repertorio si  formata... In ogni caso, non ho dubbi sul fatto che diventerai una grande attrice. E se non avremo modo di conoscerci meglio, quando saremo vecchi andr al teatro del West End, dove tu reciterai nella parte principale, e racconter a tutti che ti ho conosciuta da giovane...
Cara Louise, ora devo andare a rimettere a posto una cima di ormeggio che vuole andarsene alla deriva. Buonanotte.
Tuo per sempre,
Mike
La lesse la prima volta, divorandola, e poi una seconda volta, pi lentamente. La mia prima lettera d'amore, pens, e poi si chiese se davvero la si poteva definire tale. Scriveva Carissima Louise, ma del resto la gente usava quella formula mille volte al giorno e talvolta anche per dirsi delle cattiverie. No, non voleva dire niente. Ma poi c'era la parte in cui la esortava a non prenderlo sul serio, che per poteva voler dire che davvero lui non voleva essere preso seriamente, e le frasi sulla sua grazia e dignit, sulla sua bocca, sulle sue sopracciglia... Certo uno poteva trovare belli i lineamenti di una persona senza per forza esserne innamorato, e lui era talmente sofisticato e vecchio, e chiss quante ne aveva conosciute, di ragazze. La stava adulando, s, ma era il primo a farlo. Bisognava ammettere che era eccitante: cerc di dirlo a voce alta e con calma, ma la mano che stringeva la lettera le tremava. Era una cosa da adulti (altra parola usata sovente a Stow House) ricevere una lettera come quella. La rilesse con attenzione una terza volta, la pieg e la infil nella busta. Se la mise nella borsa, nel caso in cui le fosse venuta voglia di rileggerla ancora.
La prova costume di marted dur dalle dieci del mattino alla sette e mezza di sera. Ci era in parte dovuto al fatto che ogni cosa doveva essere ripetuta due volte per dare a tutte le ragazze la possibilit di provare. La sera Chris mand qualcuno di loro a prendere un cartoccio di pesce fritto e patatine e Lilli prepar una gran quantit di t in uno dei camerini. Louise sentiva di aver fallito completamente. Non che avesse dimenticato le battute, ma la sua era stata un'interpretazione piatta, mentre Roy manteneva un buon livello costante e, a suo giudizio, molto professionale. Chris, e con lui una signora che era misteriosamente comparsa qualche giorno prima, era seduto in platea e per ogni scena dava una valutazione. La sua valutazione fu devastante. Tu dovresti essere sessualmente attratta da lui!, tuon. E dovresti anche parlare con il postino che ha consegnato in ritardo la tua lettera. Forza, ragazza mia, sai di cosa sto parlando!. Il guaio era che lei, invece, non lo sapeva affatto. Non aveva la pi remota idea di come ci si comportasse con una persona da cui si era sessualmente attratti, ma sarebbe morta piuttosto che ammetterlo. Tir fuori un debole sorriso di complicit e ricominci da capo, sempre pi goffa e legnosa. C'erano stati difetti anche sul piano tecnico: era entrata in ritardo in scena, aveva guastato il ritmo del primo battibecco non dicendo abbastanza velocemente le sue battute, a un certo punto aveva eclissato Roy durante un monologo. Non puoi pretendere che l'attenzione del pubblico sia sempre su di te. E cos via. Pi tardi, in camerino, pianse togliendosi il vestito di velluto rosso e furono tutti molto buoni con lei: Lilli le disse di non rovinarsi il trucco e l'altra Catherina, Jane Mayhew, and a prenderle ancora una tazza di t prima di correre a cambiarsi per entrare in scena. Poi rest sola per qualche minuto. Si asciug gli occhi con cura e fiss lo specchio illuminato a profusione. Forse, dopotutto, non sono brava, pens. Tra le altre cose, Chris le aveva detto che si muoveva con goffaggine: proprio come le diceva sempre mamma. Doveva essere vero. Altro che grazia e dignit!, pens, guardandosi gli occhi imbrattati e i solchi delle lacrime sullo strato di trucco che si era applicata con tanta cura. La sua scatola di cosmetici nera, l'oggetto a cui teneva di pi, era posata davanti a lei e aveva un'aria intonsa. Alcuni dei suoi compagni avevano sporcato e usurato le proprie intenzionalmente allo scopo di farle sembrare pi vissute, ma lei non voleva imbrogliare: sarebbe rimasta la sua preziosa scatola per il resto della vita e quell'usura doveva essere autentica.
Bussarono alla porta: era Jay con un pacchetto di sigarette.
Se ti ha fatto quella paternale, disse sedendosi sul tavolino da toletta,  perch pensa che tu sia brava.
E cosa te lo fa credere?.
L'ho osservato. A certi di noi fa notare solo quando sbagliano una battuta, quando sbagliano le parole, intendo, e poi dice che andava bene.
Forse perch sono bravi.
Scosse il capo.  un cretino per tanti versi, ma su queste cose non sbaglia. Che te ne pare della sua ragazza?.
 la sua ragazza?.
Vuoi scommettere? Abita a Exford. Per ora. Vedrai che da un giorno all'altro viene a stare da noi. Con qualche pretesto, tipo quello di dare una mano a quella povera ignorante di Poppy. La guard. Hai freddo? Stai tremando. Si avvicin all'improvviso e infil una mano sotto il kimono di seta che sua madre le aveva concesso di portare, cerc e trov il suo seno.  grande giusto come la mia mano, disse con una tenerezza sorprendente. Quando la baci sulla bocca, una ciocca dei suoi capelli biondicci cadde in avanti e le solletic il collo.
Ecco. Si raddrizz e le sorrise con una specie di circospezione.  meglio che vada, disse. Devo mettermi quella cazzo di calzamaglia.
Le lasci le sigarette. Sul pacchetto aveva scritto: PER ANNA DI BOEMIA e sotto, tra parentesi, (MRS QUEENIE PLANTAGENET).
Si sent improvvisamente molto meglio. Poi torn Lilli e le mostr come applicarsi il suo nero nuovo di zecca sulle ciglia.
Quando torn in platea per guardare Jane e Roy nella scena della Bisbetica, diede un'occhiata furtiva alla ragazza di Chris. Era piuttosto vecchia, con lunghi capelli neri, la frangetta e una grossa sciarpa intorno al collo. Al buio, fu tutto quello che riusc a vedere. Rivolse la propria attenzione agli attori. Jane era bassina, aveva i capelli rossi, un vocione sorprendente e un piglio sicuro. Non emergeva l'infelicit che, secondo Louise, si nascondeva dietro il caratteraccio di Catherina. Pareva quasi che fingesse di averlo, il caratteraccio, e che cercasse in tutti i modi di ingraziarsi Roy. La cui interpretazione era in tutto e per tutto sempre la stessa. Non era cambiata di una virgola dalla prima lettura. Louise sentiva che c'era qualcosa di sbagliato in questo, ma non avrebbe saputo dire cosa. Not che Chris diede a Jane una valutazione frettolosa, mentre non disse nulla di Roy, e pens che forse Jay aveva ragione. Sembrava pi grande degli altri, e allora decise che a lei piacevano gli uomini pi vecchi. Non posso ancora affermarlo, si disse, perch ne conosco soltanto due. Quel bacio, quelle carezze... era avvenuto tutto talmente in fretta che adesso le pareva irreale. Non c'era stato preavviso n conclusione, e l'emozione era sopraggiunta in ritardo: un che di leggero e audace ma privo di conseguenze, qualcosa che non aveva mai provato prima di allora.
Si ridest dal suo sogno a occhi aperti quando Chris annunci una pausa di dieci minuti prima di cominciare con Macbeth.
Griselda si  sentita male, le disse qualcuno mentre tornava in camerino e trov la povera ragazza china sopra un secchio, la faccia terrea sotto il pallido trucco da Lady Macbeth.
Non mi ricordo le battute!, gemette. Ricordo le prime, ma poi mi si annebbia tutto. No, non va bene. Non ce la faccio. Dovr farlo Helen al posto mio.
Alla fine fu chiamato Chris, il quale entr con passo marziale dicendo: Hai dato di stomaco, vero? Bene. Questo ti ha disteso i nervi, e adesso sei pronta ad andare in scena. Dimmi le tue battute d'apertura e vedrai che si risolver tutto. Si era seduto sui talloni davanti a lei, e le prese le mani. Forza, ragazza mia. Devi spingere il tuo coraggio al limite, e vedrai che non fallirai.
Lei lo fiss e poi cominci con voce rotta: M'incontrarono nel giorno della vittoria...8.
Hai visto?, la interruppe Chris. Te le ricordi. Io so che te le ricordi, e lo sai anche tu. La lettera puoi leggerla anche molto lentamente. Non credo che Macbeth avesse una bella calligrafia....
Ora Griselda gli sorrideva. Chris si alz in piedi continuando a stringerle una mano e l'accompagn fuori dal camerino.
Secondo me sei stata fantastica!, esclam Louise pi tardi, mentre entrambe si spalmavano il Trex sulle facce dal colorito innaturale. (Usare il grasso vegetale da cucina era l'ultima moda: qualcuno una volta era entrato nel camerino di una nota attrice in un teatro londinese e aveva visto che lei usava proprio quello, cos adesso chi si affannava ancora con il latte detergente veniva guardato dall'alto in basso).
Anche tu. Soprattutto nel ruolo di Anne. Nella scena con Jay sei stata molto pi brava di Helen.
Tu che ne pensi di Jay?, domand Louise con noncuranza.
Be',  molto intelligente eccetera, ma ha un bocca crudele, non ti pare?.
Louise pens fra s che era un'affermazione piuttosto sciocca: che diavolo significava una bocca crudele? Come si distingueva da una bocca buona? Ma Griselda prosegu: Lo sai,  larga e ricurva, ma in qualche modo dura. E ha pure gli occhi freddi. Non credo che mi fiderei di lui.
Louise tacque di nuovo. Occhi freddi. Gli occhi, com'era stato insegnato loro, potevano cambiare completamente a seconda dello stato d'animo della persona. A teatro, gli occhi erano la cosa pi importante. I suoi, adesso, erano irritati per via dello sfregamento necessario a eliminare i grumi di nero dalle ciglia. Si ripromise di chiedere a Lilli come evitare quell'inconveniente.
 molto bravo nei panni di Richard, disse Griselda. E poi racconta delle storie favolose. Dio, che fame! Potrei mangiare qualunque cosa!.
Dici che troveremo qualcosa al nostro ritorno?.
Non lo so.
Dovettero prendere tre taxi per tornare, perch si era fatto molto tardi. Poppy aveva lasciato due vassoi di grossi panini ripieni di formaggio e pasta di aringhe, ma Zar Alessandro aveva messo le zampe sui secondi e nessuno fu molto attratto da quello che era rimasto dopo il suo passaggio.
Perch Annie non si  portata il gatto in camera?, disse Chris. Era molto arrabbiato.
Se l' portato, ma credo che sia tornato gi da solo.  colpa mia, dovevo lasciarli nella dispensa, ma temevo che tornaste ancora pi tardi e allora io sarei stata gi letto e voi non li avreste trovati.
Bastava lasciare un biglietto, Poppy. Non importa, piccola. Non piangere, ti prego. Per oggi abbiamo avuto la nostra dose di emozioni. Portami un boccone in camera, sii buona.
Alla fine, per la maggior parte di loro, la stanchezza ebbe la meglio sulla fame e se ne andarono nelle rispettive stanze lasciando Poppy a trascinarsi in cucina con in mano del manzo in scatola e dei cracker. Non posso usare il pane, altrimenti non baster per la colazione. Sembrava sfinita quanto loro.
Non  una bella vita, la sua, disse Louise mentre lei e Griselda si svestivano in gran fretta nella stanza gelida.
No. Ed  una vera ingiustizia, perch anche lei vorrebbe fare l'attrice.
Davvero? Non sembra per niente il tipo.
Be', la sua  una famiglia di teatranti. A quanto si dice sua madre era bravissima.
Cosa le  successo?.
 morta in un incidente d'auto un po' di tempo fa. Non so quando di preciso. Me lo ha detto Lilli mentre mi faceva la manicure. Griselda stava cercando di smettere di mangiarsi le unghie dopo che Lilli, indignata da quella brutta abitudine, le aveva detto che doveva imparare ad averne cura.
Potrei darle una mano. Sono stata a scuola di cucina.
Io fossi in te me ne guarderei bene. Se Chris viene a sapere che sai cucinare, non ti far fare altro.
Il solo pensiero era cos orribile che Louise decise egoisticamente di lasciare le cose come stavano.
La mattina del giorno della prima dormirono tutti fino a tardi e consumarono un pasto non meglio specificato a met giornata. Nel pomeriggio Louise s'infil nel letto, l'unico luogo caldo, e si mise a scrivere a Michael.
Caro Mike... carissimo Mike... caro Mike, cominci e s'interruppe. Caro Mike le suonava freddo, mentre Carissimo Mike le pareva una scopiazzatura, giacch mai, se non l'avesse gi fatto lui con lei, gli si sarebbe rivolta con quelle parole. Alla fine prese un foglio nuovo e lasci in bianco l'intestazione, in modo da decidere a lettera terminata, con un'idea chiara di cosa gli avrebbe detto. Grazie per la tua lettera. Me l'hanno inoltrata da casa, perch la compagnia di repertorio di cui ti parlavo  nata, stasera abbiamo la prima e siamo tutti molto nervosi. Portiamo in scena degli stralci di Shakespeare e una commedia di Gordon Daviot che, pensa un po',  una donna. Continu su questa china raccontandogli anche della prova costume e di quanto era stata male, ma concluse: Del resto, quando uno per tutta la vita ha desiderato una cosa e adesso ha la fortuna di averla, che altro pu volere? Viviamo in una casa fredda e spoglia e non c' mai molto da mangiare, ma a nessuno importa perch siamo tutti completamente assorbiti dalla nostra arte, e quando ci si sente cos le cose materiali non contano, sei d'accordo?. (Di questa parte era abbastanza soddisfatta, ma temeva che la tirata sul teatro l'avrebbe annoiato). S, abbiamo trascorso proprio un bel fine settimana. Mi  piaciuto molto andare a cavallo e giocare ai mimi, e nessuno mi aveva mai fatto un ritratto prima! Tua madre poi  stata davvero gentile. Lo scrisse con cautela, perch non le veniva in mente un'altra parola per definirla. Le ho scritto un Collins - in famiglia chiamiamo cos le lettere di ringraziamento, per via di Mr Collins. Poi pens che forse lui non aveva letto Orgoglioepregiudizio perci aggiunse, tra parentesi: (Austen).
E prosegu: Ma di certo tu lo saprai gi, in modo da non offenderlo insinuando che fosse un ignorante. Poi la rilesse dall'inizio. Le parve di una piattezza mortale. Non  una lettera molto interessante, temo. Capisco cosa intendi quando parli di come ci si sente a scrivere a qualcuno per la prima volta. Di fatto, ancora non ci si conosce bene.
Non riesco a immaginare come sia la vita su una nave da guerra. Zio Rupert ebbe il mal di mare per i primi due giorni. Dev'essere terribile dover combattere con la nausea, ma la mia istitutrice, ricordo, mi ha raccontato che qualche volta succedeva pure all'ammiraglio Nelson. Del resto non vedo come ci possa esserti di qualche conforto. Spero non vada troppo male. Con affetto, Louise. Poi ci ripens e scrisse: P.S.: Sotto le bombe non si  trattato di vero coraggio. Sono rimasta immobile solo perch non sapevo che altro fare. Naturalmente mi fa molto piacere che tu mi trovi bella. Come intestazione scrisse: Caro Mike. Il nome abbreviato, si disse, ammorbidiva la secchezza di caro.
Scrisse il nome, quello della nave e poi presso il Servizio Generale delle Poste. Era strano come indirizzo, ma era quello che aveva scritto lui sulla busta, perci doveva andare bene.
La sera della prima arriv e se ne and. Stella le invi un telegramma, un gesto che Louise apprezz molto perch tutti avevano ricevuto telegrammi da casa eccetto lei. La sala, come aveva imparato a chiamarla, era piena solo per met, ma a lei non importava: era un vero pubblico, in carne e ossa, che aveva pagato per entrare, e solo questo contava. Jay la baci di nuovo dietro le quinte, mentre Louise aspettava di andare in scena. Ecco, mia adorata... il bacio di buon auspicio. Se sia d'affetto o di passione decidilo tu.... Roy fu bravo e assolutamente affidabile e a tratti Louise finse che ci fosse Jay al suo posto, perch questo lo rendeva pi interessante. Ripens alle sue riflessioni sulla Catherina di Jane, e mise un po' di quella tristezza nella sua. Fu bellissimo fare l'inchino davanti al sipario di velluto rosso, quando fu chiamata a ricevere il suo applauso. Dopo venne a trovarla Chris, il quale le diede un grosso bacio su entrambe le guance e la strinse contro lo stomaco rotondo e sodo. Eccola qua, la mia ragazza! Sei stata brava, Louise. Migliorerai ancora, ma sei stata brava.
Tornarono tutti a casa con l'ultimo autobus e si sedettero intorno al tavolo senza mai smettere di parlare della rappresentazione, ripercorrendola in ogni dettaglio, poi finalmente andarono a dormire. La mattina dopo Louise trov il cuscino sporco di cerone e pens che forse quella del Trex non era poi una gran trovata.
Fecero quattro spettacoli serali e quattro matine dedicate alle scolaresche - che erano piuttosto rumorose, ma almeno riempirono la sala -; le serate invece non richiamarono molto pubblico. Il giornale locale recens lo spettacolo, e tutti gli attori furono menzionati. L'articolo non era firmato e, anche se Chris evidentemente sapeva chi l'aveva scritto, non volle dire nulla in proposito se non per negare di esserne lui l'autore. Malgrado tutto, leggere che Louise Cazalet ci ha regalato due vivaci interpretazioni di Catherina e Anne fu una grande emozione. Ne compr due copie, una da spedire a casa e una da conservare in un album insieme al programma.
Finita la settimana dedicata a Shakespeare, Chris annunci i prossimi testi da mettere in scena. Erano Febbredafieno e Notturnotragico. Disse loro che stavolta, anche facendo recitare ragazze diverse nello stesso ruolo, non c'erano comunque parti femminili a sufficienza perch ognuna potesse figurare in entrambe le commedie. Louise fu scelta, con sua delusione, per la parte di Sorrel in Febbredafieno: la parte dell'ingnue, secondo lei la pi noiosa. Mentre non fu scelta affatto per recitare in Notturnotragico. Febbredafieno and in scena nel periodo natalizio, e Chris le disse che, se voleva, dopo poteva andare a casa per un paio di settimane. Lei non voleva, temeva che se fosse andata a casa non l'avrebbero lasciata tornare. Poi per ricevette una lettera da Mike - la terza - dove le scriveva che aveva una settimana di licenza perch la sua nave era in riparazione e le domandava se aveva voglia di passare almeno qualche giorno di quella settimana con lui. In caso contrario si offriva di venire a trascorrere una notte nel Devon per vederla.
Date le difficolt nella comunicazione [scriveva], ti propongo sfacciatamente di incontrarci in Markham Square venerd dieci gennaio. Ho dato un'occhiata ai treni da Exford e ho visto che, con un po' di fortuna, dovresti arrivare verso le tre. Se non  possibile, scrivimi e, quando andr a Londra, ti telefoner io per trovare un altro modo. Provaci, mia cara Louise... desidero tanto vederti. Saresti il miglior antidoto possibile alla mia vita attuale. In mare aperto l'umidit  terribile: il pi grande privilegio  starsene in cuccetta, dove almeno c' solo la condensa che ti sgocciola sul naso. Certo, ogni tanto riusciamo a sparare a qualcuno. Nulla di pi. Uno dei miei compiti qui  censurare le lettere degli uomini, perci sto diventando un esperto di problemi domestici e di coppia. A volte penso che forse ti sei innamorata di qualche affascinante attore, e posso solo sperare che non sia cos...
Lei gli rispose che si sarebbe fatta trovare in Markham Square quel venerd e che poteva stare via per una settimana. Non rispose al dubbio di lui riguardo alla possibilit che si fosse innamorata di un altro, perch era ancora incerta sulla natura dei suoi sentimenti per lui e per Jay, il quale aveva preso l'abitudine di andare nella sua camera quando Griselda non c'era: si stendeva sul letto con lei e le leggeva delle poesie. A lei piaceva e, quando la lettura cedeva il passo a baci, carezze e strusciamenti, scopr che anche quello le piaceva, sebbene non nel modo che si era aspettata. Aveva sempre creduto che, quando si arrivava a baciare qualcuno, bisognava esserne innamorati al di l di ogni dubbio. Lei invece non provava l'estasi amorosa di cui tante volte aveva letto. Jay le piaceva e un po' lo temeva - per la sua voce pacata e sarcastica, il suo lessico sofisticato, i suoi pallidi occhi che parevano giudicare. Con lei per sapeva essere molto dolce e, quando non aveva paura, Louise si sentiva come se la base della sua spina dorsale fosse diventata una cosa fluida che le mandava nel bacino piccole onde di piacere che finora non aveva mai sperimentato. Ma il corpo sembrava staccato dal resto. Se chiudeva gli occhi, Jay poteva essere chiunque, oppure solo dita, mani, bocca. Allora tu mi ami?, gli domand una sera.
Silenzio. Lei era sdraiata di schiena e lui la guardava reggendosi sui gomiti. Questa  una domanda ridicola, mia cara ragazza. Ti piacerebbe se la rivolgessi a te?.
Non mi dispiacerebbe.
S,  vero, replic lui. Almeno tu sei onesta, non fingi. Non hai la testa piena di romanticherie senza senso. Ti trovo bella, immagino che tu l'abbia capito ormai. Se tu non fossi chiaramente una verginella ti avrei gi presa.
Mi avresti presa?.
Ti avrei scopata... Ma prevedo, disse dopo aver atteso invano una risposta, che la cosa ti disgusterebbe e produrrebbe da parte tua una reazione rumorosa che non mi piacerebbe. Perci ci rinuncio. Prese in mano New Verse, la rivista di Geoffrey Grigson, e seguit a leggere:
AnnieMcDougallwenttomilk,caughtherfeetintheheather,
WoketohearadancerecordplayingofOldVienna.
It'snogoyourmaidenheads,it'snogoyourculture,
AllwewantisaDunloptyreandthedevilmendthepuncture.
E cos via fino all'ultimo verso:
It'snogo,myhoneylove,it'snogo,mypoppet,
Workyourhandsfromdaytoday,thewindwillblowtheprofit.
Theglassisfallinghourbyhour,theglasswillfallforever,
Butifyoubreakthebloodyglass,youwon'tholduptheweather.9
Senza dire niente, sfogli qualche pagina e lesse ancora:
Ihaveahandsomeprofile
I'vebeentoagreatpublicschool
I'vealittlemoneyinvested
ThenwhydoIfeelsuchafool
AsifIownedaworldthathadhaditsday?
Youcertainlyhavegoodreason
Forfeelingasyoudo
Nowonderyouareanxious
Becauseit'sperfectlytrue
Youownaworldthathashaditsday.10
Chiuse il libro e la guard di nuovo.
Visto? Se vuoi sapere cosa succede nel mondo, leggi i poeti contemporanei. Loro lo sanno.
Erano due poesie dello stesso autore?.
No. Il primo era Louis McNiece. Il secondo W.H. Auden. Due nomi che dovresti conoscere, e invece scommetto che non li hai mai sentiti.
Louise scosse la testa con aria cos affranta che lui le fece una carezza.
Coraggio. Ecco una cosa che ti tirer su.
Poi cominci a leggere con la stessa voce che aveva usato per l'aneddoto del pappagallo.
Miss Twye si stava insaponando le tette nella vasca
quando sent dietro di s una risata maligna
e con sua grande sorpresa scopr
un malvagio nella credenza.11
Anche tu ti insaponi le tue belle tette quando fai il bagno? Il tuo dolcepetto, come lo chiama Enrico VIII?.
E se anche lo facessi?, replic lei. In questo bagno non c' spazio per una credenza. Era affascinata dalla sua vasta cultura. Vorrei sapere di pi, disse Louise. Pare che il mondo sia pieno di cose che non conosco.
Se vuoi ti faccio una lista di poeti. Sarebbe un buon inizio.
E lo fece davvero. Certe volte per Louise non lo vedeva per settimane intere. Questo accadeva in parte perch Jay passava molto tempo con Ernestine, la ragazza pi grande della compagnia, che non era simpatica a nessuno, ma di cui tutti avevano un po' di paura. Ernestine aveva una stanza tutta per s al pianterreno. C'era un caminetto dove accendeva un fuoco a carbone, perci la sua era l'unica stanza calda in tutta la casa. Possedeva molti vestiti alla moda e si metteva lo smalto bianco sulle unghie lunghe. Era piccola di statura, con belle gambe e una figura armoniosa, ma a guardarle il viso sembrava molto pi vecchia dei venticinque anni che diceva di avere. Portava i lunghi capelli neri acconciati con una frangia simile a una salsiccia che le attraversava la fronte e il resto sciolti sulla schiena, e sulla lunga bocca sottile aveva sempre uno strato di rossetto color ciclamino. La sua voce era stentorea e roca e la usava perlopi per farsi beffe di qualcosa: la societ, le classi sociali, gli inglesi (diceva di essere francese per met), i ricchi, chiunque facesse un lavoro che non avesse a che fare con l'arte, la verginit che per lei era una forma di vile perbenismo. In passato aveva vissuto a Chelsea, che descriveva come l'unico avamposto civilizzato di quella enorme massa di repressi divisi in classi che costituiva il resto di Londra. Aveva ben poco talento, ma era convinta di essere destinata alla grandezza. Chris le lasciava ampi margini di libert: secondo alcune voci faceva di tutto per tenersela buona e le concedeva privilegi che ad altri erano negati, come quello della camera. Ernestine parlava di continuo dei suoi amanti: in particolare di Torsten, un norvegese, il migliore che avesse avuto, a quanto diceva. Gli altri la stavano a sentire per pura educazione quando non potevano farne a meno, durante i pasti per esempio, ma per il resto cercavano di evitarla. Credevano che pagasse una quota maggiore di quella degli altri e che a Chris servissero quei soldi. Aveva evidentemente scelto Jay come unico maschio degno della sua attenzione e non nascondeva a Louise la propria antipatia. Era venuta in qualche modo a sapere delle lettere che riceveva dalla Marina reale - alloggiando al piano terra arrivava alla posta prima di tutti gli altri - e canzonava spesso Louise per il suo bel marinaio. Si dice che ogni ragazza bella e brava s'innamora di un marinaio, e io grazie al cielo non appartengo alla categoria. Louise per  davvero bella e brava, non trovi?. Si era rivolta a Jay.
Bellissima, direi, rispose lui bruscamente con un'espressione dura che fece capire a Louise che era dalla sua parte.
La sera prima della partenza di Louise, Ernestine la invit inaspettatamente nella sua stanza. Aveva saputo che Louise si assentava per una settimana. Forse ho qualcosa per te.
Non sapendo come cavarsi d'impaccio, Louise la raggiunse dopo la solita cena a base di carne e cavoli.
Ernestine le offr una delle sue Balkan Sobranies nere e un bicchiere di vino. Louise si sedette sul bordo di un divano arancione mentre Ernestine procurava i bicchieri e il cavatappi.
Vai a casa, dalla tua famiglia?, domand porgendole il bicchiere in cui aveva versato il vino.
No. Louise non seppe mentire, e inoltre una parte di lei mirava a esibirsi davanti a Ernestine, che considerava lei e tutti gli altri un manipolo di ragazzini. Veramente vado a trovare il mio bel marinaio, come lo chiami tu. Ha una settimana di licenza e coincide col mio periodo libero.
Buon per te!. Parve sinceramente colpita. Non lo avrei mai detto. Alz il bicchiere. Brindiamo a voi due!. Quando non la usava per infamare qualcuno, la sua voce un po' roca era piacevole. Non sar mica sempre stato un marinaio, no?.
Oh, no.  un pittore.
Uno studente d'arte! Oh, caro!
Non uno studente. Proprio un pittore. Un ritrattista.
Come si chiama?.
Michael Hadleigh.
Michael Hadleigh? Cos hai un amante famoso!.
Non  proprio il mio amante.... Si accorse che stava per arrossire e bevve un generoso sorso di vino. Lo conosco, ecco... tutto qua.
Ernestine le si avvicin e le riemp il bicchiere. Be', a quanto pare lui desidera conoscerti meglio. Non penserai che starete una settimana a tenervi per mano, spero.
No. Le parve un'idiozia. No di certo.
Be', allora forse, mia cara, hai bisogno di qualche consiglio. Si alz e raggiunse un cassettone, da cui estrasse un tubetto simile a quello del dentifricio. Una precauzione, disse porgendoglielo.
Louise lo guard. volpargel, c'era scritto sopra. A cosa serve?.
Ernestine alz gli occhi al cielo. Dio santo! Non ci posso credere. Serve a non restare incinta, mia povera creatura innocente. Naturalmente, pi avanti ti servir un diaframma.
Sono certa di non volere un bambino, disse. Lo disse come se avesse ponderato con calma il problema e avesse infine deciso cos. Vorrei andarmene, pens, ma Ernestine, come se le avesse letto nel pensiero, accese due sigarette e gliene offr una. Il filtro dorato era macchiato di rossetto color ciclamino, e Louise non la voleva, ma rifiutare le parve scortese.
Chiaro che non lo vuoi. Io cerco di aiutarti. Qualcosa mi dice che la mamma non ti ha spiegato molto al riguardo, vero? Comunque basta andare in farmacia e chiederne un tubo, e te lo danno. Un'altra cosa: magari ti piacerebbe portare con te della biancheria intima un po' meno infantile. Torsten mi ha regalato delle camicie da notte che trova molto eccitanti. Te le faccio vedere.
Una era di chiffon nero, l'altra era di raso fucsia guarnita di pizzo nero.
Voleva davvero essere gentile, pens Louise, e decise che la cosa pi semplice era accettarne una. Non l'avrebbe mai indossata, ma Ernestine questo non poteva saperlo.
Sei molto gentile..., esord.
Sciocchezze! Devi venire sempre dalla zia Ernestine quando ti servono consigli riguardo al sesso. Prendi anche il tubetto,  meglio. Non ti ci vedo proprio a entrare in farmacia per comprarne uno!.
A quel punto Louise riusc a svincolarsi. La metteva a disagio il fatto che, nonostante non le fosse simpatica, Ernestine aveva avuto buone intenzioni nei suoi confronti.
Inoltre le aveva aperto scenari, riguardo alla settimana a venire, che le fecero rimpiangere - o quasi - di aver accettato l'invito.
... ...
La Settimana... sembr meravigliosamente lunga, l'opposto di ci che credeva accadesse quando si era felici. Aveva sempre pensato che, nel momento in cui si fosse divertita davvero, il tempo sarebbe trascorso in un lampo, e invece quei sette giorni sembrarono allungarsi al punto che, quando ne furono passati solo due, aveva la sensazione di aver vissuto cos per anni. Il primo giorno era molto nervosa. Lui portava l'uniforme, come la sera in cui lo aveva incontrato per la prima volta. L'aveva cinta col braccio e l'aveva stretta a s, poi le aveva dato un fraterno bacio su una guancia. Aveva fatto programmi. Sarebbero andati a uno spettacolo di variet al Comedy Theatre. Ho i biglietti per il primo spettacolo serale, disse. Possiamo fare uno spuntino prima di andare a Hatton in macchina. Non  certo al tuo livello, ma pare che sia molto bello. Va bene?.
Disse che le andava benissimo.
Hai tutto il tempo di cambiarti e fare il bagno.
L'accompagn di sopra: la casa sembrava molto silenziosa.
I domestici sono tutti nello Wiltshire, disse Michael. Il mio patrigno vuole chiudere la casa e stabilirsi al suo club, oppure prendere un piccolo appartamento. Non vuole che mamma stia a Londra.
Il tuo patrigno?.
S. Credevi che fosse mio padre?.
In effetti s. Nessuno pronunciava mai il suo nome. Voglio dire, i domestici dicevano Sir Peter, tu e tua madre sempre Peter. Come facevo a saperlo?.
Non potevi. Non devi preoccuparti. Mio padre  morto nell'ultima guerra. Quasi non mi ricordo di lui. Le mostr la stanza degli ospiti e il bagno che si trovava sul pianerottolo, un paio di gradini sotto. Faccio un bagno anch'io. La mia stanza  di sopra. Non metterci troppo. Non voglio sprecare il tempo che ho con te.
Il variet fu magnifico; la parte migliore, pens, era quella in cui la deliziosa July Campbell cantava ANightingaleSangInBerkeleySquare.
Dopo andarono da Prunier e Louise mangi le prime ostriche della stagione. Lui le raccont qualcosa di suo padre. Era una specie di eroe, perci io sento di dover essere alla sua altezza.
Si addorment in macchina mentre tornavano in campagna, e lui la svegli scompigliandole con dolcezza i capelli. Davanti alla porta della camera la baci allo stesso modo in cui l'aveva baciata a Londra e disse: Dormi bene. Ci vediamo a colazione.
Le cose non stavano andando affatto come aveva previsto Ernestine.
Durante la settimana avvennero un paio di fatti singolari. Zee, la madre di Michael, annunci a un certo punto che il giorno dopo sarebbe venuta a pranzo Rowena. Michael non ne fu contento.
Oh, mamma! Perch?.
Caro, desiderava tanto vederti, ora che sei in licenza! Non ho avuto il cuore di dirle di no.
Rowena, scopr Louise, era la bella ragazza del dipinto. Arriv in perfetta tenuta da signora di campagna: gonna di tweed e un maglioncino di cachemire in tinta, scarpe ben lucidate e una giacca di vellutino che dava il tocco finale al tutto. Louise, in pantaloni e camicia di cotone, si sent una sempliciotta al suo cospetto. I capelli di un biondo chiaro naturale erano tagliati in un semplice caschetto, non era truccata ed era pallida, pertanto il viso era dominato dai grandi occhi chiari e ben distanziati. Aveva l'aria infelice. Durante il pranzo vi fu una certa tensione: Zee spinse Michael a parlare della sua nave, cosa che lui, not Louise, apprezzava molto. Sua madre sembrava conoscere molti dettagli della sua vita a bordo: quando fu menzionata la mitragliera da contraerea Oerlikon, per esempio, lei sapeva di cosa si trattasse. Louise e Rowena rimasero pi o meno in silenzio per gran parte del pasto. Finito di mangiare, Zee sugger che Michael mostrasse le stalle a Rowena e condusse Louise con s in biblioteca.
Povera Rowena, disse mentre decideva come abbinare delle lane.  talmente innamorata di Michael. Ma non ha nessuna possibilit. Alz gli occhi dal cucito per guardare Louise, che se ne stava impalata e silenziosa. Ma credo che ormai se ne sia accorta. Michael  un rubacuori. Spero che non gli permetterai di rubare il tuo.
Furono di ritorno dopo circa un'ora. Louise not che Rowena aveva pianto. Ringrazi Zee per il pranzo e disse che doveva andare via.
Michael ti accompagner in macchina.
Mentre i due uscivano dopo educati saluti, Louise si accorse che Zee la fissava. Le sorrise, ma Louise non se la sent di ricambiare.
Pi tardi, seduti nello studio, mentre Michael fissava della carta sul cavalletto per fare un altro schizzo, Louise gli disse: Il ritratto che hai fatto a Rowena  bellissimo.
S, replic lui con noncuranza.  uno di quelli che mi sono riusciti meglio. Adesso siediti su quella sedia... cos. Prese uno sgabello basso e si sedette in modo da guardarla dal basso. Adesso volta la testa leggermente a destra e guardami. Un po' di pi... di pi... basta cos.  perfetto. Scusa, rilassati pure. Devo fare la punta alla matita.
Ma Louise sentiva che la cosa non poteva finire l. Tua madre mi ha detto che era molto innamorata di te.
Temo che lo sia ancora. Povera Rowena. Abbiamo avuto un mezzo flirt.  adorabile e ha un buon carattere ma, come dice la mamma, non  proprio una cima. Temo che mi sarei annoiato a morte.
Vuoi dire, se l'avessi sposata?.
Se l'avessi sposata, esatto. Fece la punta alla matita con cura, riducendola a un punto. Poi disse. Vedendoti, ha capito. Non devi essere gelosa.
Non sono gelosa!. Era vero, non lo era; era solo molto stupita. Aveva immaginato che Rowena avrebbe fatto il possibile per conservare la propria dignit di fronte a un'umiliazione tanto scottante da essere quasi volgare, che sarebbe salita in macchina e si sarebbe allontanata dal vialetto prima di cedere al pianto...
Cara Louise! Hai un'aria cos severa. Ma mamma aveva ragione. Era ora di dirglielo gi da tempo, e mi ha confidato che, quando  entrata e ti ha vista, ha capito. Ora torniamo alla tua posa. Volta la testa verso destra, no, cos  troppo. Ecco, meglio. Cos  perfetto.
In un modo o nell'altro, la bland e la adul tanto che Louise non ci pens pi, e per tutta la settimana si crogiol a tal punto nella totale ammirazione che promanava dalla madre e dal patrigno, che la faccenda le usc di mente. Veniva trattata alla stregua di un piccolo precocissimo genio, come fosse una di loro, insomma: privilegiata, dotata, viziata dalla fortuna e anche, a causa della sua giovane et, vezzeggiata, elogiata, incoraggiata a esibirsi. Sir Peter volle condividere con lei la sua passione per Shakespeare, e questa volta fu facile convincerla a recitare per lui qualche parte famosa: Viola, Giulietta, la Regina Caterina di Enrico viii e Ofelia, e poi convers con lei di quelle opere, prendendo assai sul serio le sue opinioni e dichiarandosi cavallerescamente d'accordo.
Non sembra che quelle di Caterina e di Wolsey siano le uniche due parti scritte veramente da lui?. Come mai pensava questo? Perch le loro battute erano scritte in pentametri giambici, mentre quelle di Enrico e degli altri personaggi no... e cos via. Quando la sera si esibirono per gioco in qualche scena, la loro ammirazione la scald al punto da farla eccellere, e scopr allora di avere un certo talento per le parti comiche. A casa, nessuno si era mai interessato a quello che faceva, a chi era, e adesso quelle benevole attenzioni le diedero un po' alla testa. Complice il fatto che la famiglia sembrava in gran confidenza con molta gente importante e famosa. Pareva conoscessero tutti, in genere in maniera piuttosto intima. Soprattutto Zee, come ormai Louise la chiamava con disinvoltura. Non potevi nominare un politico, un drammaturgo, un direttore d'orchestra che Zee non avesse conosciuto o con cui non fosse in amicizia. Il libro degli ospiti era pieno dei loro nomi, cos come di nomi di attori, musicisti, scrittori, artisti e ballerini di successo. Quasi tutti uomini. In biblioteca, i libri recavano dediche autografe degli autori, omaggi pi o meno affettuosi indirizzati a lei, e Louise giunse alla conclusione che una persona che era stata ed era tuttora amata da tanta gente importante non poteva che essere meravigliosa e straordinaria. Un giorno, all'ora del t, arriv un telegramma per lei e Louise not che Peter, come ormai lo chiamava, le si era messo accanto per guardarla mentre lo apriva. Lei lo lesse e lo porse al marito sorridendo. Winston, disse. Gli avevo scritto per dirgli quanto apprezzavo il suo operato.
Ogni cosa era agli antipodi da Stow House, e anche da casa sua. Le fu chiesto della sua famiglia e Louise ne fece una descrizione per quanto possibile interessante: parl di sua madre che aveva danzato nei Balletti Russi, del notevole curriculum di guerra di suo padre e di come vivessero tutti quanti insieme nella dimora patriarcale di suo nonno. Il venerd le telefon sua madre, e Louise si rec nel piccolo studio che in casa veniva chiamato stanza del telefono.
Non avevo idea che tu non fossi a Stow House, esord sua madre: sembrava molto contrariata.
Be', dovevo andarmene per una settimana, e Michael mi ha invitata perch anche lui ha una settimana di licenza.
Avresti dovuto chiamarmi per dirmelo. Lo sai bene.
Scusami, mamma. Lo avrei fatto se fossi dovuta andare in un posto nuovo. Comunque  solo una settimana.
Non  questo il punto. Pap ha un paio di giorni liberi e vuole venire nel Devon per vederti. Avremmo fatto tutta quella strada, per constatare alla fine che non c'eri. C' mancato poco, sai? Pap voleva farti una sorpresa.
Oh, mi dispiace proprio tanto. Vedi, non recito nella commedia che va in scena ora, cos non ho pensato a una vostra possibile visita.
C' anche la famiglia l con voi, vero?.
Oh, s. Sono tanto gentili con me. La madre di Michael una volta andava alle feste con Diaghilev e altra gente di quell'ambiente. Dice che di certo ti ha vista ballare.
Davvero? Be', spero che tu non stia dando troppo fastidio. E che ti stia divertendo, aggiunse non troppo convinta, come se le due cose fossero in contraddizione fra loro.
Bene. Torno a Stow House luned. Verrete al mio prossimo spettacolo?.
Ne dubito. Tuo padre ha pochissimi fine settimana liberi. Fammi una telefonata quando arrivi. Non scordartene, per piacere.
Non se ne sarebbe scordata, promise. Chiese notizie della nonna e le fu detto che non stava molto bene. Fu un sollievo quando Villy disse che doveva attaccare perch era un'interurbana. Non era stata una conversazione molto amichevole.
Solo il sabato scopr che quello era l'ultimo giorno, perch a mezzogiorno del luned Michael era atteso a bordo. Sua madre sarebbe andata a Londra con lui per trascorrere insieme l'ultima sera. Lo capisci, vero?, le disse Michael. Vuole stare un po' con me perch Dio solo sa quando avr un'altra licenza.
Certo che capisco, rispose meccanicamente, senza rifletterci molto. Le prese il volto tra le mani e la baci. Stavolta le premette la bocca contro le labbra, un bacio caldo, voluttuoso. Oh, Louise, disse, sono cos egoista che a volte vorrei che tu fossi un po' pi grande.
Che cosa farai ora?, le domand lui pi tardi, quella mattina. Non ci aveva ancora pensato. Consultarono l'orario dei treni e venne fuori che non poteva tornare nel Devon di domenica - quella notte doveva trascorrerla a Londra. Telefon a Stella e le rispose la madre: Stella era a Oxford con degli amici fino a luned sera. Si vergognava a chiedere ai Rose di ospitarla anche in assenza di Stella, perci disse che non aveva importanza e che le avrebbe scritto una lettera. Poi le venne in mente Lansdowne Road, che era pi o meno chiusa ma la usavano ogni tanto i suoi genitori quando dovevano passare una o due notti in citt. Chiam a casa e chiese se poteva passare la notte l e come poteva procurarsi le chiavi. Sua madre and a chiamare suo padre e questi venne al telefono per dirle che era un'idea magnifica ma che non le permetteva di passare la notte a Londra da sola, perci l'avrebbe raggiunta, si sarebbero visti a Paddington e l'avrebbe portata a cena. A che ora arrivava? La conversazione ebbe luogo di fronte a Michael, che sent la voce sonora e allegra di Edward e subito le forn l'orario richiesto, che lei ripet al telefono un po' frastornata. Stupendo. A presto, allora, disse suo padre, e riattacc.
 magnifico, comment Michael. Cos non dovr stare in pensiero per te.
Louise non disse niente. Non era magnifico affatto: si rese conto di avere una gran paura, ma non c'era modo di uscirne.
Era trascorso tanto di quel tempo da quando aveva cominciato a evitare la compagnia di suo padre, che le ragioni per cui lo faceva erano come sbiadite, confuse: la sua deliberata ostilit nei suoi confronti aveva sortito l'effetto sperato e il terrore si era sedimentato in una sorta di ribrezzo. Era come evitare il pensiero di qualcosa che d la nausea: riusciva a non pensarci mai. Adesso per era in trappola e la paura cominci a sobbollire in lei, implacabile.
La giornata pass. All'ora del t, la madre di Michael gli chiese di portare gli schizzi che aveva fatto di Louise. Cos vediamo qual  il migliore. E quali cornici metterci, caro.
C'erano quattro disegni, due a matita e due a inchiostro, di cui uno nero e uno color seppia. Il migliore sarebbe stato esposto alla prossima mostra che sua madre stava organizzando. Il piacere dei complimenti, dell'essere al centro dell'attenzione, adesso era guastato: avrebbe voluto aggrapparsi a loro, far s che quel giorno non finisse, chiedere che la tenessero sempre l, al sicuro, nel grembo della loro indulgenza...
Io penso quello a inchiostro nero..., stava dicendo sua madre con aria assorta.
Nessuno di questi mi soddisfa pienamente. Far meglio la prossima volta, disse Michael.
Quando sar la prossima volta?, domand Louise di punto in bianco, e allora tutti la guardarono e, dalla faccia di Zee, Louise cap che se ne era uscita con la frase sbagliata.
Fra non molto, vedrai, disse Michael con voce molto tranquilla, e Louise si rese conto che stava parlando a sua madre.
L'ultima sera - c'erano solo loro quattro - fu servita una cena speciale, con tutti i piatti preferiti di Michael. Mi sembra di essere tornato ai tempi della scuola, esclam quando portarono la treacle tart, al che sua madre disse: Se solo fosse possibile.... E Louise cap solo allora che Zee temeva che Michael restasse ucciso, eventualit che a Louise parve terribile e assurda, perch quella famiglia non viveva forse una vita incantata dove non accadeva mai niente di brutto? Dopo si sedettero in biblioteca a prendere il caff accompagnato da cioccolatini Charbonnel & Walker; Michael ne addent uno e disse: Oh, no.  al marzapane!, e sua madre subito disse: Dallo a me. Poi le chiesero di fare di nuovo Giulietta e Ofelia. Louise li accontent e si commosse nell'interpretare Ofelia, cosa che, secondo il suo pubblico, miglior ulteriormente la sua esibizione.
Quando salirono al piano di sopra per andare a dormire, Michael le disse bisbigliando: Posso venire a darti la buonanotte?, e lei gli fece cenno di s. Si spogli e si domand se fosse il caso di indossare la camicia da notte di Ernestine, ma quando la prov le parve ancora pi brutta di come la ricordava e si rimise la sua camicia da notte di cotone. Si lav i denti, si spazzol i capelli, si sedette sul letto e attese, cominciando a sentirsi nervosa. Ma quando lui arriv e si sedette sul letto accanto a lei, si limit a tenerla abbracciata per un pezzo senza dire una parola. Poi la scost un poco da s. Sei cos giovane... mi lasci stupefatto.
Lei ricambi il suo sguardo, dissentendo da quell'affermazione e chiedendosi che cosa sarebbe successo adesso.
Volevo solo salutarti come si deve. Domani ci saranno mia madre e tuo padre. E io voglio baciarti. Lei annu, lui la cinse col braccio e la baci di nuovo, stavolta cercando di aprirle la bocca; a Louise non piacque, ma per farlo contento non fece resistenza.
Dopo un tempo che le parve piuttosto lungo, lui emise un piccolo gemito e la lasci andare. Ora devo lasciarti, disse. Sta diventando un po' pericoloso. Dormi bene. Scrivimi. Grazie per aver reso cos bella questa settimana.
Distesa al buio, senza riuscire a dormire, si sentiva molto confusa. Essere innamorata, a quanto pareva, comportava dei rituali che lei non capiva affatto: le pochissime informazioni che era riuscita a raccogliere al riguardo erano oblique, frammentarie e, provenendo perlopi da sua madre, riguardavano in larga misura cosa non dire e cosa non fare. L'unica regola che le veniva in mente gliel'aveva inculcata proprio sua madre, quando le aveva detto di non mettere alla prova gli uomini: era successo nel giardino di casa, una volta che si era tolta la camicetta e si era messa a prendere il sole per qualche minuto in reggiseno. Sul momento non aveva capito, aveva solo percepito l'ostilit di sua madre e non sapeva con certezza se l'ostilit fosse diretta a lei in particolare o a tutti gli uomini in generale. Quello che emergeva in modo inequivocabile era il fatto che gli uomini provavano cose diverse dalle donne, ma c'era anche dell'altro, qualcosa di pi spaventoso, indeterminato, sulla cui esistenza per non c'erano dubbi. Se la gente non parlava mai di sesso - almeno le donne -, allora nel sesso doveva esserci qualcosa di orribile (ricordava stralci di conversazioni fra sua madre e zia Jessica, e il generico assunto che il corpo era disgustoso di cui meno si parla e meglio ). Forse essere innamorati di qualcuno significava solo volergli bene al punto da sopportare qualunque cosa. Lei aveva creduto di essere innamorata di Michael, ma forse dopotutto non era cos, visto che aveva faticato a tollerare la sua lingua che le si infilava nella bocca... aveva provato un po' di paura e questo era di certo sbagliato. Deve esserci qualcosa che non va in me, pens. Forse sono davvero come ha detto Stella: vanesia e assetata dello sguardo altrui, tutte cose che con l'amore non c'entrano niente. Deve essere colpa mia. La cosa la rattrist molto.
Il giorno dopo fu chiesto a Margaret di farle i bagagli, Louise firm il libro degli ospiti (sulla stessa pagina dove avevano firmato Myra Hess e Anthony Eden) e dopo pranzo Peter sistem una coperta di pelliccia sulle ginocchia di Zee, che era seduta sul sedile posteriore accanto a Michael, mentre Louise fu fatta salire davanti, vicino allo chauffeur; viaggiarono in prima classe fino a Paddington e l, sul binario, Louise scorse suo padre che l'aspettava. La salut, lei gli present i suoi amici, suo padre si tolse il cappello davanti a Zee e disse: Spero che mia figlia si sia comportata come si deve, e Zee rispose: Si  comportata splendidamente, poi lo prese sotto braccio e lo condusse lungo il binario parlandogli come a un vecchio amico, con Louise e Michael che li seguivano uno accanto all'altra. Mamma cara, comment lui. Sei il tatto in persona.
Suo padre offr loro un passaggio, ma Zee disse che prendevano volentieri un taxi. Louise li guard salire in vettura e allontanarsi, con Michael che la salutava con la mano dal finestrino aperto. Prov un breve moto di angoscia e poi solo sconforto, un senso schiacciante di monotonia: stava per andare a casa con suo padre, una prospettiva familiare ma tutt'altro che rassicurante.
Lui la prese sotto braccio e la condusse alla macchina.
Dunque, tesoro mio,  un bel po' di tempo che non ti ho tutta per me. Ti sei divertita?.
Molto.
Che donna affascinante, Lady Zinnia!, esclam mentre sistemava la valigia nel bagagliaio. Non sembra per niente che abbia un figlio di quell'et.
Michael ha trentadue anni.
 quello che volevo dire... Dunque,  domenica sera, quindi non c' molto da fare. Perci pensavo di portarti a cena. Ho prenotato un tavolo al Savoy Grill alle otto. Mamma ha detto di non tenerti sveglia fino a tardi perch domani devi partire. Ma hai tutto il tempo per cambiarti.
La cena fil liscia. Louise se la cav chiedendo notizie di ogni membro della famiglia man mano che le venivano in mente. Mamma era molto stanca: si sentiva in dovere di fare visita alla nonna ogni volta che poteva, dato che stava cos male, e poi zia Syb non si era ancora ripresa del tutto, cos le toccava anche stare dietro a Wills e Roly. Ed Ellen? Ellen soffriva di brutti reumatismi, e con la bambina di Zo c'era spesso molto bucato da fare, e toccava sempre a lei. E lui, pap? Lui stava bene, non vedeva l'ora di tornare nella RAF, ma zio Hugh aveva portato zia Syb in vacanza in Scozia - che razza di idea con quel freddo!, ma lei aveva voluto cos -, perci aveva sulle spalle tutto il peso dell'azienda e, dovendo anche organizzare i turni di sorveglianza notturna, per diverse settimane non era tornato a casa. Teddy aveva vinto il torneo di squash della scuola e stava imparando il pugilato. La sua pagella, per il resto, non era stata particolarmente brillante. Neville era scappato da scuola ma, per fortuna, aveva detto a una signora che aveva incontrato sul treno per Londra di essere un orfano diretto in Irlanda, e lei aveva fiutato l'imbroglio. Come bagaglio aveva con s due paia di calzini, un sacchetto di caramelle alla menta e un topolino bianco che aveva rubato a un altro ragazzino. La signora lo aveva invitato a fare merenda a casa sua a Londra e aveva avuto l'intelligenza di cercare il suo cognome sull'elenco telefonico. Ho ricevuto la chiamata in ufficio, disse Edward. Poi sono andato a prendere quel piccolo mascalzone e Rach  venuta in citt per riportarlo a Home Place.
Perch pensi che sia scappato?.
Ha detto che era stufo della scuola e che credeva che tanto non sarebbe importato a nessuno. Clary era furiosa con lui. Che ne dici di un po' di gelato con il pudding?.
Mentre rincasavano, le disse: Non sei troppo presa da questo tizio, vero?.
 solo un amico. Perch?.
Non lo so. Sei ancora troppo giovane per queste cose. Le pos una mano sul ginocchio e lo strinse. Non voglio ancora perderti.
Le sirene si misero a suonare non appena entrarono in casa; le fece uno strano effetto: ogni cosa era avvolta nei teli, c'era silenzio, freddo e molta polvere. Disse che era stanca e che se ne andava subito a letto. Va bene, replic lui, ma sembrava deluso. Mi bevo un ultimo bicchiere e ti raggiungo.
Che aveva voluto dire? Louise ci pensava mentre si spogliava alla svelta (la stanza era gelida) e si infilava la camicia da notte di cotone dalla testa. Non essere idiota, pens, voleva dire soltanto che andr a letto anche lui. Guard nel suo vecchio cassettone per cercare un paio di calzini: degli aerei volavano sopra il loro tetto e i fucili della contraerea presero a sparare. I cassetti erano pieni di roba vecchia: vestiti che non le stavano pi, oggetti che non le piacevano pi - come un cane di porcellana nera -, i trofei di equitazione e diversi vecchi nastri per capelli, unti e stropicciati.
Non lo sent mentre saliva le scale, perch le bombe cadevano gi a pioggia, e il loro fragore, seppure distante, copriva i rumori pi lievi. Apr la porta senza bussare, con un bicchiere di whisky in mano.
Sono venuto a vedere se avevi paura, disse. Mettiti a letto. Sembri infreddolita.
Non ho affatto paura.
Buon per te. Mettiti sotto, che ti rimbocco le coperte.
Si sedette sul letto e pos il suo whisky sul comodino.
Stai crescendo, lo vedo, disse. Quasi non riesco a crederci. Sembra solo ieri che eri la mia bambina. E guardati adesso!. Fece il gesto di sistemarle le lenzuola, ma poi infil una mano sotto e le fu addosso, afferrandole un seno. Il suo alito sapeva di whisky, un odore caldo, ributtante, gommoso.
Sei una donna, disse e di colpo premette la sua bocca su quella della figlia, la sua lingua, come un duro verme schifoso cercava d'insinuarsi dentro.
Il terrore le sal su per il corpo tutto d'un colpo, come un'onda alta e improvvisa: se le raggiungeva la gola, sarebbe rimasta paralizzata, ma almeno non avrebbe avuto quella sensazione di annegamento... Nel momento in cui cap di avere scelta, fu la rabbia a salvarla. Tir su le ginocchia, gli mise le mani sul collo e lo spinse via da s. Nel silenzio improvviso che segu, prima che uno dei due riuscisse a parlare o a muoversi, una bomba cadde nelle immediate vicinanze, la casa vibr tutta e un vetro venne gi con una specie di riluttanza dalla finestra della camera.
Mi dispiace, disse lui: sembrava affranto e disorientato al tempo stesso.
Louise drizz la schiena e si abbracci le ginocchia.
Non ti avrei mai fatto del male, disse suo padre. Sembrava scandalizzato, cupo, pens Louise. Ma non era tutto.
Ti ho visto, a teatro, disse Louise. A quanto pare non riesci a tenere le mani lontano dai seni delle altre. Ti ho visto come la toccavi. Ero in un palco.
Lui avvamp, e Louise vide il suo sguardo farsi duro e guardingo. Non  possibile. Avrai visto qualcun altro.
Avevo il binocolo da teatro. Eri tu. La donna aveva i capelli neri con una ciocca bianca e gli occhi viola. L'ho vista nel bagno delle signore durante l'intervallo. E naturalmente un abito molto scollato, aggiunse; gli strali stavano andando a segno e non doveva esagerare.
 una vecchia amica, disse lui. Il rossore era passato, ma gli occhi erano freddi come vetro azzurro.
Tua e della mamma?.
Mamma l'ha conosciuta, s.
Ma sa che vai a teatro con lei e chiss cos'altro fate? Sa cosa fai durante i fine settimana?.
Fu il colpo decisivo. Adesso sembrava davvero sconvolto. Ma come..., cominci, poi cambi tono. Cara, non sei abbastanza grande per capire....
Finiscila di trattarmi come una bambina solo quando ti conviene, e come una... come una sgualdrina quando hai altre voglie! Ti odio! Mi fai schifo! E poi.... Le si spezz la voce e si arrabbi con se stessa perch le veniva da piangere.
...sei un bugiardo, concluse a voce bassissima.
Ascolta, Louise. Lo faccio qualche volta, ma solo per non ferire mamma. E non lo vuoi nemmeno tu, vero? Raccontarle ci che  successo stasera le spezzerebbe il cuore. Non so spiegarti perch le cose stiano cos... devi fidarti di me e basta. La guard in viso e aggiunse: Voglio dire, devi accettarlo.
Vi fu un silenzio durante il quale caddero, pi lontano, altre due bombe.
Davvero, ero venuto solo per vedere se avevi paura delle bombe, disse. Volevo dirti che possiamo andare in un rifugio antiaereo, se vuoi. Mi dispiace se... se mi sono lasciato andare. Non accadr pi. Prese il bicchiere e tracann tutto il whisky.
No, replic lei: non vedeva l'ora che se ne andasse.
Lui si alz e rest col bicchiere vuoto in mano a fissare la finestra oscurata. Almeno il tuo letto non  vicino alla finestra, disse. Quando Louise alz gli occhi dalle lenzuola intorno alle ginocchia per guardarlo, lui la fissava indeciso, prostrato.
Buonanotte, allora, disse a disagio. Si avvi verso la porta col passo di chi ha le gambe indolenzite. Verr a bussare alle sette e mezza, se non sarai gi sveglia.
Va bene. Fu come se questo sancisse un loro tacito, difficile accordo.
Aspett tesa di sentire la sua porta che si chiudeva e poi si prese la testa fra le mani per piangere. Poteva vederla come una vittoria, un trionfo anzi, invece si sentiva sconfitta.
La mattina dopo, alla stazione, dopo aver fatto cenno al facchino di trovarle un buon posto e dopo averle portato il Times, Lilliput e Country Life da leggere durante il viaggio, cerc il capotreno e gli chiese di aver cura di lei, le diede una sterlina per il pranzo e rest per un po' in piedi nello scompartimento. Il disagio si era insinuato come schiuma fra di loro: Edward disse che avrebbe fatto meglio a scendere dal treno. Le diede una piccola pacca sulla spalla, poi un rapido, incerto bacio sulla testa. Quando ricomparve davanti al finestrino che era mezzo aperto, disse: Devo andare, ora. Poi di colpo scrisse qualcosa col dito sul vetro sudicio. Perdonami, cara. Ti voglio bene. Lo scrisse in maniera speculare - da bambina le aveva mostrato spesso come riusciva a usare due penne e a scrivere in direzioni opposte, una normale e una speculare. Si volse a lei quando ebbe finito, tent di ammiccare e una lacrima gli cadde su una guancia. Poi la salut con un cenno della mano e se ne and senza voltarsi indietro.
6 W. Shakespeare, Raccontod'inverno, in Idrammiromanzeschi, trad. it. di E. Montale, Mondadori, Milano, 1976.
7 Air Raid Precautions. Si tratta di un'organizzazione sorta alla vigilia della seconda guerra mondiale in Inghilterra per la difesa dei civili dagli attacchi aerei nemici.
8 W. Shakespeare, Macbeth, in Letragedie, trad. it. di A. Lombardo, Milano, Mondadori, 1976.
9 Annie McDougal andava a mungere e inciamp nell'erica, /si alz per ascoltare un disco di balli viennesi. / Non serve a niente la tua verginit, non serve a niente la tua cultura, /non vogliamo altro che uno pneumatico Dunlop e a chiudere il buco ci penser il diavolo. E poi: Non serve a niente, mio dolce amore, / il lavoro quotidiano delle tue mani se lo porter via il vento. / Il bicchiere cade di ora in ora, cadr sempre, / ma se lo rompi, quello stupido bicchiere, non saprai resistere nella tormenta. L. MacNeice, Bagpipemusic, in New Verse, 1/1933, Cambridge University Press, Londra, 1933. Traduzione nostra.
10 Ho una bella figura / Sono andato alla scuola privata / Ho un po' di denaro investito /E allora perch mi sento un tale cretino / Come se possedessi un mondo che ha fatto il suo tempo? Hai delle ottime ragioni / Per sentirti cos /Sfido io, che sei nervoso / Perch  assolutamente vero / Possiedi un mondo che ha fatto il suo tempo. W.H. Auden, Song, in New Verse, 1/1933, Cambridge University Press, Londra, 1933. Traduzione nostra.
11 G. Ewart, MissTwye, da PoemsandSongs, Fortune Press, Londra, 1939. Traduzione nostra.

Clary. Inverno-primavera 1941.

28 marzo. Ieri  stato il compleanno di Polly ed  stato un discreto fallimento anche se, come mi hanno fatto notare, sedici  sempre meglio di quindici in quanto se non altro vuol dire un anno di meno da passare in questo limbo indefinito in cui entrambe sentiamo di vivere. Polly  convinta che la guerra abbia peggiorato le cose e io, sebbene all'inizio non fossi d'accordo, ora, alla luce di quello che  capitato a pap e di tutto il resto, devo ammettere che aveva ragione lei. Voglio solo aggiungere che saremmo vissute comunque in un limbo indefinito e che, come ho detto a Polly, ci possono essere due ragioni per una determinata circostanza, anche nei casi in cui una sarebbe gi pi che sufficiente. Zio Edward dice che il morale  alto, ma questo non necessariamente influisce sull'effettivo andamento delle cose. Miss Milliment ha detto che in proposito non la pensa come me, e quando io ho tirato in ballo la Carica della Brigata Leggera, lei ha subito replicato che, per quanto folle e sconsiderata sia stata la carica, almeno ha permesso di bloccare le batterie russe. Il mio, di morale, non  alto per niente, ma questa  un'altra delle cose di cui non si pu parlare.
Comunque, il compleanno di Polly: Mrs Cripps le ha preparato una torta al caff, la mia preferita, ma a Polly invece piace quella al limone, e i limoni non si trovano; Zo le ha fatto un bellissimo maglione celeste, e Lydia le ha regalato un sacchetto di lavanda, solo che ha usato la lavanda dell'anno scorso, perci  troppo secca e non profuma. Ha ricevuto una sterlina dal Generale e una catenina d'argento dalla Duchessa, Miss Milliment le ha regalato Grandisperanze e io una bellissima scatola di vetro con dentro delle grosse, insolite farfalle, molto rare e credo preziose; l'ho presa a Hastings, per la sua futura casa. Zia Syb e zio Hugh le hanno regalato un orologio d'argento con le sue iniziali incise dietro. Neville voleva darle quello schifoso topo bianco che si  portato dietro quando  scappato da scuola, anzi, a detta sua, non era lo stesso topo bens uno dei suoi figli. I topi non sono pi di moda nella sua scuola e cos l'ha avuto gratis e senza difficolt. Mi  parso un regalo molto scortese e gliel'ho detto. Perci ha liberato il topo in giardino e a Polly ha dato la lente d'ingrandimento che gli aveva regalato pap per un compleanno; gli ho detto che Polly l'avrebbe apprezzata molto, a causa di pap, e lui mi ha risposto che invece doveva apprezzarla a causa sua, di Neville. Queste sono parole di mio fratello, perch io non mi esprimerei mai in modo tanto rozzo. Ma tutto sommato  stato gentile. Zia Villy le ha regalato una bella borsa di vera pelle e Louise ha mandato un libretto dal titolo NewVerse che, sinceramente, non credo Polly legger mai, perch mi ha detto che posso prenderlo in prestito per tutto il tempo che voglio. Credo che il regalo pi bello sia stato il mio. Le due prugne secche, o forse in un diario dovrei dire le prozie, le hanno donato una borsetta da sera ricoperta di perline dorate e marrone che non so proprio quando potrebbe indossare, dato che siamo in guerra, e un portapigiama su cui hanno ricamato delle malvarose. Polly spera che si rovini prima che si trasferisca nella sua casa, visto che  bruttissimo e non sta bene con niente. Wills le ha donato un mazzetto di margherite e due sassi. Il mio regalo  costato cinque scellini ma naturalmente non gliel'ho detto:  di certo il regalo pi costoso che abbia mai fatto a una persona. Dopo cena abbiamo giocato a Cadaveri eccellenti.  un gioco che mi ricorda terribilmente pap, perch gli venivano sempre idee divertenti, e deve essere venuto in mente anche agli altri, ma nessuno ha detto niente. Non parlano mai di lui, e a un certo punto ho dovuto smettere di parlarne anch'io, perch se lo faccio diventano tutti imbarazzati e gentili e questo mi fa pensare che lo credono morto. Ma io invece sono convinta che, se non torna a casa,  perch sta lavorando come spia contro i tedeschi, in Francia. L'ho detto a Polly, e lei ha detto che le sembra una cosa possibile. Poi l'ho detto alla Duchessa, dopo che abbiamo ascoltato la NonaSinfonia - quella con le voci - e anche lei ha detto che poteva essere cos, ma a me  rimasto il dubbio che non mi credesse e quando ho messo via il disco ha detto: Vieni qui, tesoro, mi ha abbracciato forte e io ho detto: Non mi credi?, e lei: Credo che tu ci creda e ti ammiro davvero tanto per questo. Devo dire che mi sono sentita molto orgogliosa.
Teddy  tutto euforico perch pare che ci sia stata una grande battaglia navale nel Mediterraneo e che abbiamo affondato sette navi italiane e gran parte dell'equipaggio  morta.  assetato di sangue e non vede l'ora di avere diciotto anni per arruolarsi.
Cosa penso della guerra adesso che  passato un anno e mezzo? Una parte di me sarebbe decisamente contraria, ma un'altra  convinta che, se proprio deve esserci la guerra, le donne dovrebbero combatterla al pari degli uomini - e intendo proprio combattere, non solo fare da segretarie e domestiche con l'uniforme addosso. Poi una terza parte (sempre che possa esisterne una) sente che in guerra ci sono cose che odierei con tutta me stessa, tipo stare in un sottomarino o conficcare una baionetta nel corpo di una persona, anche se Polly dice che ormai questo succede di rado. E non mi piacerebbe neanche un po' stare dentro un carrarmato. Polly dice che  come per il sottomarino e ha a che fare con la claustrofobia, ma io non ne ho mai avuto nessun sintomo. Polly poi mi ha chiesto se mi piacerebbe fare il minatore e la risposta  no, e allora mi  venuta in mente quella volta che siamo andate alle grotte di Hastings e io ho fatto un sacco di storie (ero piccolissima), mi sono sentita male, per poco non svenivo e hanno dovuto portarmi fuori. Perci forse in effetti sono claustrofobica. Certo, se la guerra c' e non la combatti,  una noia mortale. Il cibo fa schifo, non c' quasi mai acqua calda per fare il bagno, non si pu andare da nessuna parte perch il carburante scarseggia - tutti piccoli inconvenienti, lo ammetto, ma il fatto che siano piccoli non li cancella. La nostra stanza quest'inverno era cos fredda che ho inventato un modo per vestirmi completamente in bagno.
Non scriver queste cose ogni giorno, perch altrimenti il mio diario diventer come quello di Lydia. Mi sono svegliata, ho fatto colazione, sono andata a lezione. Abbiamo fatto geografia e aritmetica.... Solo a scrivere queste poche parole mi  venuto da sbadigliare.
17aprile. C' stato un bombardamento terribile su Londra ed  durato tutta la notte. La cattedrale di St Paul  ancora in piedi, circondata dalle macerie. Zio Hugh ha telefonato questa mattina per tranquillizzare zia Syb, ma lei  sempre tanto angosciata. Al punto da sembrare malata. Ha detto che c'erano cinquecento aeroplani e che hanno sganciato migliaia e migliaia di bombe. Zio Edward  tornato nella RAF, perci zio Hugh manda avanti da solo l'azienda di famiglia. Il Generale ormai non va pi tanto spesso a Londra, perch non pu fare quasi niente, ma zia Rach resta in citt per tre notti a settimana, da un'amica, e una sera a settimana va a cena con zio Hugh che altrimenti  sempre solo.
Ogni tanto zia Jessica viene a trovarci per il fine settimana, ma resta volentieri a casa di sua madre a Londra, perch Lady Rydal, poveretta, non pu pi occuparsene. Una delle cose peggiori quando si  cos vecchi deve essere il fatto di vivere un sacco di ultime volte. Deve essere triste per lei sapere che non metter mai pi piede in casa sua, anche se zia Villy sostiene che non sia pi in grado di rendersene conto. Ma come si fa a dirlo con certezza? Magari invece, in certi momenti di dolorosa lucidit, Lady Rydal capisce cosa le sta succedendo; ma gli altri, a quanto pare, preferiscono convincersi che sia sempre svanita. Allo stesso modo non parlano di tutto ci che  difficile o che fa paura. L'ipocrisia  ovunque, almeno cos mi sembra.
4maggio. Sta succedendo qualcosa che riguarda Angela.  venuta zia Jessica e lei e zia Villy hanno avuto una lunga conversazione privata da cui sono uscite con le facce che fanno di solito quando qualcosa va storto. Passavo davanti alla porta ( andata davvero cos... proprio come succede nei libri) e mi sono giunte all'orecchio le parole: Una relazione quanto mai inopportuna. Credo significhi che Angela sta frequentando una persona che sua madre disapprova, ma del resto come si pu andare nel mondo frequentando solo quelli che si incontrano sotto la supervisione dei genitori?
Comunque, domani zia Villy andr a Londra con zia J., e, indovina un po'?, al loro ritorno porteranno qui per il fine settimana il famoso Lorenzo e la moglie! Sar di certo molto interessante. Quaggi l'umanit comincia a scarseggiare, e con questo voglio dire, credo, che ci sono poche persone da osservare il cui comportamento possa essere imprevedibile. Miss Milliment mi assilla sempre di pi perch scriva quello che voglio, e almeno lei non va in agitazione per ci che mi passa per la testa, come succede al resto della famiglia.
La Duchessa  preoccupata perch, adesso che Christopher  tornato a casa, McAlpine non ce la fa a mandare avanti il giardino da solo e bisogna dare priorit assoluta all'orto. La scorsa settimana ha fatto un colloquio a una giovane giardiniera che porta i pantaloni da cavallerizza e pesanti calze grigio-giallastre e si chiama Heather. Se l'assumono, dormir nell'appartamento dei Tonbridge insieme a Miss Milliment, ma scommetto che non rester a lungo perch McAlpine si comporter malissimo con lei. Jules non porta quasi pi il pannolino e sta cominciando a camminare. Ellen dice che  molto precoce - non ha nemmeno un anno - e grazie al cielo non ci saranno pi i suoi pannolini stesi ad asciugare e ad assorbire tutto il calore nella stanza dei bambini. Devo dire che  davvero tenera e tanto carina con quei riccioli scuri! Roly invece somiglia ancora un po' a Mr Churchill, ha la faccia lunga e i lineamenti minuti.
Ho chiesto a Neville per quale ragione  scappato e lui mi ha detto che era stufo di fare le stesse cose tutti i giorni e di ricevere un'educazione, che secondo lui vuol dire solo sentirsi dire un mucchio di cose che non gli torneranno utili nella sua vita futura.  stanco anche di Mervyn, che a quanto pare  un piagnone e non ha mai idee interessanti su cosa fare nel tempo libero; inoltre Neville lo disprezza perch non ha tentato la fuga come lui. Il suo piano era andare a vivere in Irlanda, con un asino e una canna da pesca. Io gli ho detto: e poi, quando torna pap? Sarebbe stato meglio se fossi stata zitta: ha cercato di prendermi a calci e mi ha detto: Ti odio! Smettila con questa storia di pap! Perch devi sempre parlarmi di lui proprio nel momento in cui non ci sto pensando? Non ti sopporto!  per questo che volevo andare in Irlanda. Per scappare via!. Allora mi sono resa conto di quanto stia soffrendo. Gli ho detto che mi dispiace e che spero che non se ne vada perch sentirei molto la sua mancanza, e mentre lo dicevo mi sono resa conto che era vero: mi mancherebbe, Neville. Ma nessuna delle due cose - n che mi dispiace, n che mi mancherebbe - fa grande differenza, e ho capito che la pensa cos anche lui. Aspetta un po', ho detto allora. Se aspetti, magari ci vengo anch'io. Un discorso tutt'altro che convincente: ho paura che scapper di nuovo e ho deciso che ne parler con zia Rach, che tra le zie  la pi saggia.
18maggio. Il fine settimana con Lorenzo  slittato, perch stasera  morta Lady Rydal. Hanno telefonato nel bel mezzo della cena:  stata zia Rach a rispondere,  tornata e ha detto che la direttrice della clinica chiedeva di parlare con Mrs Cazalet o Mrs Castle, cos ci sono andate entrambe. Quando sono tornate, zia J. ha detto che era stata una morte pietosa. Io non ci vedo proprio niente di pietoso: pietoso sarebbe stato risparmiarle quell'agonia orribile nella casa di cura. Comunque, hanno detto, c'erano un sacco di cose da fare: organizzare il funerale, mettere l'annuncio sul Times. Poi tutt'e due si sono impuntate per telefonare a Lorenzo, e alla fine l'ha avuta vinta Jessica ( chiaro che tra quelle due sta succedendo qualcosa di strano... che peccato non avere pi la possibilit di approfondire!) e quando  tornata, dopo una lunga conversazione, ha riferito che Lorenzo si era detto profondamente addolorato e che mandava i suoi saluti. Vanno a Tunbridge Wells domani, e zia Jessica ha cercato invano di telefonare a zio Raymond, mentre zia Villy ha provato a chiamare zio Edward, anche lei senza successo, e in mezzo a tutto questo mi sono accorta che la Duchessa stava soffrendo per il costo di tutte quelle telefonate. Aveva solo sessantanove anni, Lady Rydal, ma io gliene avrei dati almeno ottanta. Chiss cosa si prova a morire. Se, quando succede, lo capisci o se avviene all'improvviso, come quando va via la luce. E chiss se  anche un po' eccitante. Immagino dipenda in buona misura da cosa pensi stia per accaderti. Con Polly ne abbiamo discusso a lungo. Polly ritiene che possano esserci altre vite, che  poi quello che pensano gli induisti. Miss Milliment ci ha detto che tutte le grandi religioni prendono molto sul serio il tema di ci che avviene dopo la morte, anche se naturalmente dicono ognuna una cosa diversa. Ma n Polly n io crediamo in una delle grandi religioni. Per un po' abbiamo cercato di immaginare cosa ci sarebbe piaciuto, e a me  venuto in mente che non sarebbe male diventare una specie di fantasma curioso. Allora Polly ha ipotizzato che forse a ognuno accade quello che lui o lei crede che debba accadere. E poich Lady Rydal era una cristiana di stampo molto vittoriano, il suo paradiso deve essere un posto pieno di suonatori d'arpa che indossano lunghe tuniche bianche. Dove naturalmente si ricongiunger con suo marito. Del resto, non  mai parsa molto felice quando era viva, perci adesso che  morta magari  pi contenta.  un peccato non essere stata presente quando  successo, perch non ho mai visto una persona morta e sento di dover fare quest'esperienza. Chiss, forse mi lasceranno andare al funerale.
Quando, la mattina dopo, hanno detto a Lydia di sua nonna,  scoppiata in un pianto esagerato che Polly e io non abbiamo ritenuto sincero, poich non  mai sembrata troppo affezionata a Grania. Quando gliel'abbiamo detto, lei ha risposto: Lo so, ma bisogna piangere quando qualcuno muore. A loro piace cos. Allora le ho domandato come facesse a saperlo e lei ha detto che, se fosse lei a morire, vorrebbe che tutti quelli che conosce piangessero disperatamente. Per mostrare quanto sono tristi che io non ci sia pi, ha spiegato. Stava per cominciare la lezione, e Miss Milliment ha sostenuto che c'era qualcosa di vero in quel discorso. Si mette sempre dalla parte di Lydia e inventa scuse per lei siccome  pi piccola di noi. Nessuno prendeva mai le mie difese quando avevo l'et di Lydia. Eccetto pap: lui s, lo faceva.
I funerali si svolgeranno a Tunbridge Wells. Verranno zio Raymond e Nora dall'ospedale, Christopher invece non pu, e di Angela non si sa niente. Judy verr dal collegio dove, grazie al cielo, il semestre  in pieno svolgimento. Possiamo andarci anche noi, per quanto non si tratti di nostra nonna. Sar cremata, ma non credo che permettano a qualcuno di guardare.
22maggio. Ieri siamo andati al funerale ed  stato orribile. Una piccola, brutta cappella con Lady Rydal stesa sopra una specie di tavolo collocato in fondo, un tale che suonava l'organo e il prete che sbagliava i nomi della defunta. Si chiamava Agatha Mary e lui invece la chiamava Agartha Marie, poi di colpo si  aperta una tenda dietro al tavolo e la povera morta  scivolata via per essere ridotta in cenere e braci. Noi siamo rimasti l per un po', poi siamo tornati a casa. L'unico tra i presenti che non fosse un familiare era un tale Mr Tunnicliffe, l'avvocato di Grania. A quanto pare andranno a prendere le ceneri e poi le spargeranno in un posto che pensano possa piacere alla defunta. Ma mi riesce difficile immaginare che si possa chiedere a qualcuno dove vuole che vengano sparse le sue ceneri - non  una domanda facile da rivolgere a una persona, perch si pu dare l'impressione di aspettare con ansia il momento della sua morte. Eppure  stato triste pensare che una persona che fino a poco tempo prima era viva e vegeta e abitava vicino di colpo sia ridotta a un mucchietto di cenere. Continuo a pensare a lei in quella casa di cura, cos agitata, confusa e infelice e per viva, e mi dispiace molto.
3giugno.  passato un anno esatto dalla telefonata in cui il comandante Pearson mi diceva di pap. Trecentosessantacinque giorni, ottomila e settecentosessanta ore, cinquecentoventisettemila e seicento minuti dacch non so dove si trova. Ma si trova da qualche parte, ne sono certa. Lo saprei, se non fosse cos. Se  diventato una spia, qualcuno deve saperlo. Magari non gli inglesi, ma mi  venuto in mente il generale de Gaulle. Lui  il capo dei francesi: scommetto che lui, se pure non lo sa, pu scoprirlo facilmente. Cos ho deciso di scrivergli per chiederglielo. Ho deciso di non dirlo a nessuno, a parte Poll, forse, perch non voglio che tentino di impedirmelo. Sono entusiasta di questa idea, ma dato che si tratta di una lettera di somma importanza, ne scriver alcune minute e metter sul diario solo la versione definitiva.  un peccato che non sappia scrivere in francese, ma temo che farei davvero troppi errori. Il generale de Gaulle ormai l'inglese deve averlo imparato bene, e se cos non fosse ha intorno a s uno stuolo di segretarie e di persone che possono tradurre per lui. Scriver una lettera molto educata e professionale e non troppo lunga, perch forse ai generali non piace stare troppo tempo a leggere.
Ieri sono arrivate le tessere per i vestiti. Polly  fortunata, perch zia Syb le ha comprato molti abiti l'anno scorso e anche parecchia stoffa per cucirne altri. Per fortuna a me non importa troppo di cosa mi metto, ma sono cresciuta abbastanza, perci presto molte cose non mi staranno pi, anche se, a parte la misura, sono ancora buone. Oh be', non credo che la famiglia mi permetter di andarmene in giro mezza nuda, perci non c' da preoccuparsi.
La mia lettera (almeno credo).
Caro generale de Gaulle,
mio padre, il tenente Rupert Cazalet,  rimasto indietro a Saint Valry mentre organizzava l'evacuazione delle truppe nel suo cacciabombardiere a giugno. Non risulta tra i prigionieri di quei maiali dei tedeschi. Perci ritengo probabile che stia collaborando con la France Libre, come spia al vostro servizio.  un pittore e ha vissuto per un po' in Francia, da giovane, perci parla bene la vostra lingua ed  facile che i tedeschi lo scambino per francese.  possibile anche che qualche francese di buon cuore lo tenga nascosto, ma  un uomo molto patriottico, e ritengo pi probabile che stia lavorando piuttosto che starsene nascosto e basta.
Dato che di certo nessuno quanto lei sa tutto quello che avviene nella France Libre, forse pu scoprire se  andata davvero cos. Forse finge di essere francese, ma immagino che quelli con cui lavora conoscano il suo vero nome e sappiano che in realt  inglese. Se potesse informarsi, e farmelo sapere, le sarei profondamente grata, perch naturalmente sono molto in pena. Lui non pu scrivere lettere, ma io voglio sapere che sta bene e non  morto.
Sua affezionata,
Clarissa Cazalet
Naturalmente non ho fatto come ho detto. Ho voluto fare una prova sul diario, prima di spedire la versione definitiva. Credo sia meglio scrivere Egregio generale de Gaulle oppure Egregio generale, sulla falsariga dell'egregio direttore di quando uno scrive alla banca, a detta di zia Villy. E forse  meglio chiudere con sua fedele piuttosto che con sua affezionata, perch credo che il generale, vista la sua posizione, tenga pi alla fedelt che all'affetto.
Poi ho dovuto capire a quale indirizzo spedirla, ma ci sono riuscita ponendo qualche domanda casuale a Miss Milliment: c' un quartier generale della France Libre a Londra. Ho scritto sulla busta privato e confidenziale e poi ho letto la lettera a Polly, secondo la quale era meglio togliere quei maiali in riferimento ai tedeschi, ma del resto lei non userebbe mai certe parole nei riguardi di nessuno, e allora le ho lasciate. Il generale di sicuro odia i tedeschi tanto quanto odia il generale Ptain, che sta facendo cose terribili in Francia, soprattutto contro gli ebrei. A Parigi ne ha consegnati molti nelle mani dei tedeschi e secondo zia Rach, che pare molto ben informata al riguardo, ne ha arrestati a migliaia. Credo sia davvero orribile prendersela con le persone per via della loro razza.
La compagnia di repertorio di Louise si  sciolta. Sono rimasti a corto di denaro e due dei ragazzi che ne facevano parte sono stati chiamati alle armi, e quindi non avevano pi abbastanza attori maschi. Zia Villy  contenta e dice che forse adesso sua figlia si rassegner a trovare un ragionevole impiego di guerra. Polly e io non lo riteniamo probabile. Sul totale egoismo di Louise noi la pensiamo come zia Villy, ma Polly dice che secondo lei un artista deve essere cos. Miss Milliment ha detto che non si tratta nemmeno di questo: gli artisti seri tendono ad anteporre il proprio lavoro a tutto il resto e il pi delle volte sono loro stessi a pagarne il prezzo, ma gli altri se ne accorgono solo quando ci vanno di mezzo loro. Devo dire che Miss Milliment ha vedute pi larghe di tutta la nostra famiglia, anzi, come ha detto Polly,  larga un po' da tutti i punti di vista... abbiamo riso fino alle lacrime, poi Polly ha detto che era davvero scorretto da parte sua parlare della stazza fisica di Miss Milliment. Allora mi  venuta in mente una storia che mi ha raccontato pap su una donna delle pulizie che aveva assunto prima di sposarsi. Ogni volta che pap le chiedeva di fare un lavoro pesante come lavare il pavimento, lei diceva che era grossa, s, ma fragile e che una cosa del genere non poteva proprio chiedergliela.
Luglio, credo sia circa il quattro. Non ho ancora ricevuto risposta alla mia lettera. Polly dice di pensare al fatto che noi impieghiamo una vita a scrivere le lettere di ringraziamento a Natale e che il generale de Gaulle probabilmente riceve una quantit di lettere che non possiamo immaginare. Io non credo sia cos. I suoi amici e familiari in Francia non possono scrivergli, e non credo ci siano tante persone nella mia stessa posizione.
 tornata Louise. Non si trucca pi cos tanto e ha un aspetto migliore, ma per qualche ragione sembra lontana da noi. Passa il tempo a scrivere lettere per trovare lavoro in un teatro, e scrive anche a un tale della Marina che ha conosciuto di recente. Inoltre sta scrivendo una commedia che pare buona. Parla di una ragazza che deve decidere tra il matrimonio e la sua carriera di ballerina. Questo  il primo atto. Nel secondo si racconta cosa accadrebbe se scegliesse la carriera e nel terzo se scegliesse il matrimonio. L'ha intitolata Unafortunasfacciata, che a me pare un titolo un po' pretenzioso. Per l'idea  bella. Mi ha raccontato una storia molto interessante. Angela si  innamorata di un uomo che ha vent'anni pi di lei. Lavora anche lui alla BBC e si chiama Brian Prentice e lei vorrebbe sposarlo, ma non pu perch naturalmente lui  gi sposato. Io ho detto che  una cosa triste, ma che ci vuoi fare? Louise mi ha spiegato che non  cos semplice perch Angela aspetta un bambino, e zia Villy e zia Jessica sono in gran pena per questa storia. Louise l'ha vista a Londra nella casa della povera Lady Rydal, dove ognuna delle nipoti ha scelto per s uno dei gioielli della defunta. Hanno scelto in ordine di et, per cui Angela ha avuto la collana di perle, Nora l'enorme e lunga collana di cristallo e poi, siccome gli anelli coi diamanti se li sono presi le figlie, a Louise sono rimasti solo degli orecchini in filigrana d'oro. Non so cosa sia toccato a Lydia e a Judy, a loro non hanno dato nemmeno la possibilit di scegliere. In quell'occasione comunque Louise ha incontrato Angela, e ha detto che era molto pallida e che non parlava. Forse non sapeva che lui era sposato, e in questo caso la colpa  solo di Brian Prentice. Ma, come direbbe Polly, dare la colpa a qualcuno non cambia la situazione, n la rende pi facile da accettare. Louise dice che esiste una cosa chiamata Volpar Gel per evitare di avere bambini. E anche il diaframma, ha aggiunto, ma quando le ho chiesto cosa sono e a cosa servono, mi ha detto che non poteva spiegarmelo. Sei troppo giovane, ha detto. Voglio sperare che col tempo saranno sempre meno le cose per le quali sono troppo giovane, ma immagino anche che a un certo punto, quando meno te lo aspetti, cominci a scontrarti con le cose per le quali sei troppo vecchio. Non se ne esce. Io non vedo l'ora di avere trent'anni, perch a quell'et si  nel breve intervallo fra le due cose.
Perch il generale de Gaulle non risponde alla mia lettera?  davvero sconsiderato da parte sua, e anche poco cortese. La Duchessa dice sempre che alle lettere si risponde a stretto giro di posta.
Zia Rachel, poveretta, ha passato una mattinata tremenda a tagliare le unghie alle prozie. L'ho sentita mentre diceva che sembravano artigli di gabbiani, tanto erano ricurve e dure. A quanto pare, questa  una delle prime cose che non si riesce pi a fare quando si diventa vecchi. L'ho detto a Polly, perch questa  la prova che  bene che non stia completamente da sola nella sua casa. Lei ha ribattuto: e allora gli eremiti che dovrebbero fare? Sono quasi sempre vecchi e devono stare soli per forza. Alla fine avranno i piedi simili alle zampe dei pappagalli.
Oggi per pranzo abbiamo mangiato delle polpette che il macellaio ha preparato in base a una nuova ricetta, ovvero quasi senza carne. Neville ha detto che somigliavano a un topo di campagna sopra il quale  appena passata un'auto: erano davvero pessime, ma la Duchessa ha detto che costano solo otto penny al chilo e perci dobbiamo essere grati. Dubito che qualcuno lo sia stato.
Una novit interessante. Viene a stare da noi un amico di pap!  in congedo per malattia: ha frequentato la Slade Academy con pap e sono andati a studiare in Francia insieme. Si chiama Archie Lestrange e io ho un vago ricordo di lui, ma prima della guerra trascorreva gran parte del tempo in Francia, perci pap non lo frequentava spesso. Sar bello avere in casa un amico di pap, perch forse lui, non essendo della famiglia, vorr parlarne. Spero che venga davvero, non come i Clutterworth che non ci riescono mai. Adesso vado a fare il bagnetto a Jules, perch Zo ha il suo turno alla casa di cura ed Ellen ha mal di pancia - le polpette, di che mi stupisco? Le faccio il bagno, le do il biberon, la metto sul vasino e poi la infilo a letto e le leggo qualche pagina di PeterRabbit. Mi interrompe di continuo, ma se smetto si arrabbia.
Sono stata interrotta mentre scrivevo, e meno male: ho riletto quello che ho scritto finora e mi  venuto da sbadigliare per la noia. Perch la vita di una persona normale  cos piena di cose ripetitive e meschine?  davvero inevitabile? Che cosa si pu fare per cambiare? Polly sostiene che da grandi sar tutto diverso, ma io, in cuor mio, credo che si sbagli: a me pare che gli adulti vivano, se possibile, vite ancora pi grigie. Sono certa che, se avessi un intelletto pi brillante, mi annoierei meno, e ne ho parlato con Miss Milliment: ormai  un bel po' di tempo che  lei a occuparsi del mio intelletto, per cui in parte ne  responsabile. Lei almeno mi ha ascoltato, al contrario di tutti gli altri, poi  rimasta in silenzio per qualche minuto e infine ha detto: Mi chiedevo come mai hai smesso di scrivere. Le ho detto che sto scrivendo il diario e che  una gran noia, e lei ha replicato: No. Mi riferivo alle cose che scrivevi fino a un anno fa. Scrivevi delle storie. Adesso fai solo i compiti che ti assegno, non  certo la stessa cosa. Non ci avevo mai pensato, ma ha ragione. Da quando pap se n' andato non ho scritto nemmeno un racconto. Le ho detto che non ne avevo pi voglia e lei ha replicato, con una certa severit, che non credeva che io volessi essere una dilettante, ma una vera scrittrice. I professionisti fanno il loro lavoro che ne abbiano voglia o no, ha detto. Non mi stupisce che tu ti senta annoiata dal momento che trascuri il tuo dono. La noia  un brutto affare. E impegnarsi il minimo indispensabile  il massimo della noia. Eppure i suoi occhietti grigi erano gentili mentre lo diceva. Le ho spiegato che uno non pu scrivere se non gli viene in mente nulla su cui farlo, e lei ha replicato che qualcosa mi verr in mente, se mi metto nella giusta disposizione d'animo. Ha concluso dicendo che, se non dovesse essere cos, da qui a un mese comincer a darmi lezioni di greco, in modo da tenere in esercizio la mia mente.
 buffo. Appena ho cominciato a pensare di mettermi a scrivere, la noia  scomparsa. Certo, sar difficile trovare il tempo per farlo. Ho messo per iscritto le cose che devo fare nel corso della giornata. Per esempio, non solo dobbiamo tenere in ordine la nostra stanza, come abbiamo sempre fatto, ma dobbiamo anche rifarci il letto, perch non ci sono abbastanza cameriere. E qualche volta dobbiamo stirarci i vestiti, perch Ellen non ce la fa a fare tutto. Polly  un'ottima stiratrice, ma del resto lei ci tiene ai vestiti; io detesto stirare e non me ne importerebbe un bel niente se le mie cose non venissero stirate affatto. Poi dobbiamo aiutare a sparecchiare dopo cena. E dobbiamo dare una mano in giardino, facendo quello che Heather, McAlpine o la Duchessa ci chiedono di fare, e tra tutti e tre fanno a gara a chi inventa i compiti pi noiosi. Dobbiamo andare a prendere l'acqua con le bottiglie alla sorgente di Watlington (questo mi piace, sempre che non piova a dirotto). Poi ci tocca rammendare i nostri maledetti vestiti, con una delle prozie o zia Syb o Zo che controllano se lo facciamo come si deve. Ogni sera una di noi deve fare il giro di tutte le finestre della casa per controllare che siano completamente oscurate. Lo facciamo a turno. E oltre a tutto questo abbiamo la lezione mattutina e i compiti dopo merenda. Resta un po' di tempo dopo i compiti e dopo cena, ma di recente ho deciso di mettere in ordine la mia parte della stanza e credo che mi ci vorranno diversi giorni poich non lo faccio da anni: parlo di mensole e armadi e della roba che ho portato da Londra. Potrebbero volerci settimane. Polly dice che quando avr finito mi piacer, ma a me sembra la stessa cosa che si dice a proposito dei bagni con l'acqua fredda. Ricominciare a scrivere  un po' la stessa cosa, o forse  pi come nuotare nel mare:  dura immergersi ma  bellissimo quando ci sei dentro. Sta di fatto che adesso, oltre a fare tutte queste cose, devo pensare a qualcosa da scrivere; se mi concentro, non mi viene in mente:  solo quando non sto apparentemente pensando a niente che si affaccia qualche barlume di idea, e anche allora pensarci non  molto facile.  una cosa a met fra il ricordo e il sentimento - certe volte solo il ricordo di un sentimento, e questo succede spesso mentre faccio qualcosa che non c'entra proprio niente. Del resto, essere assorta in questo rende pi facile evitare di pensare all'altra cosa. Il mio metodo, adesso,  rivolgere un pensiero a pap ogni mattina appena sveglia. Gli auguro una buona giornata, una giornata senza pericoli, gli dico che gli voglio bene, e poi basta. Questo mi d un gran sollievo. Certo, mi preoccupo perch il generale de Gaulle non risponde alla mia lettera, ma  una preoccupazione in un certo senso minore. Polly si  data un gran daffare perch io sia in grado di affrontare il fatto che la risposta potrebbe essere che di pap non c' traccia, e questo vorrebbe dire la fine di ogni speranza. Lei non capisce: non  cos. Il generale potrebbe avere qualche informazione su di lui, oppure non saperne niente. Ma se non ne sa niente, questo vuol dire solo che lui non sa niente. Non vuol dire che pap  morto. Non vuol dire questo. No.
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FINE Parte 3.